Salmè moderno Robin Hood
sul palaCarnera 4.0 è pronto
al referendum cittadino

Dopo paginate di fuffa in passerella in settimana, finalmente una notizia sul progetto del palaCarnera 4.0. Udine ha il suo moderno Robin Hood, pronto a togliere ai ricchi per dare ai poveri. Stefano Salmè, candidato sindaco alle ultime amministrative con la lista Liberi elettori – Io amo Udine, attraverso il suo movimento ha costituito un Comitato referendario per il No al finanziamento pubblico del Palasport 4.0. E’ pronto a raccogliere le firme per indire un referendum cittadino sulla futura convenzione che regolerà i rapporti tra il Comune e l’Apu per la gestione del Carnera. Fedele a una contrarietà già manifestata in campagna elettorale, è una voce fuori dal coro omologato e appiattito.

Lungi da noi condividerne le posizioni ideologiche, gli va riconosciuta coerenza e pragmatismo a tutela dell’interesse generale della comunità e non d’interessi particolari. Parte dal presupposto che con il project financing si vadano a socializzare i costi di tutta l’operazione, si dice per 15 milioni di euro a carico dei privati e per 13 milioni della mano pubblica, e a privatizzare gli utili dati dall’utilizzo del palasport anche per eventi più annessi area welness e hotel attraverso la convenzione. Insomma, la bad company accollata a Pantalone che paga sempre e la good company riservata a lor signori.

L’alternativa, già prospettata in campagna elettorale, c’è secondo Salmè ed è utilizzare il modello della convenzione tra il Comune di Udine e l’Udinese calcio per il nuovo stadio Friuli 2.0. In quel caso, a fronte di un investimento sostenuto del tutto dal privato, la famiglia Pozzo ha ottenuto una concessione di 99 anni. Grazioso cadeaux, comunque, dell’allora giunta Furio Honsell per fare ottenere all’Udinese un migliore accesso al Credito sportivo e nelle cui pieghe si annida qualche rischio per la comunità.

Invece, adesso è stato il riconfermato presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, a mettere come ‘cip’ sul piatto un contributo di 3 milioni di euro per ammodernamenti al Carnera nel dicembre scorso, giusto un semestre prima delle elezioni regionali e comunali, che a Udine si è trasformato nel secondo progetto di nuovo palasport a sostegno della campagna elettorale dell’ex sindaco Pietro Fontanini. Nel primo mandato gli andò bene nel 2018, ma non vide mai la luce l’impianto all’americana in zona Ziu-Zau a Cargnacco; nel 2023 non ha fatto il bis, ma siamo ancora qui a parlare di palaCarnera 4.0 martedì scorso con l’ennesima presentazione in sala Ajace.

Nonostante la benedizione del ministro dello sport Andrea Abodi, salito comunque a Udine anche per l’Asu dopo avere dato buca in settembre – ottobre, e dei papaveri regionali in casa dell’happy sindic Alberto De Toni registriamo un paio di fatti. Il primo è che stavolta era assente al fianco del presidente dell’Apu, Alessandro Pedone, il suo socio in affari immobiliari con il gruppo Zaco, Gabriele Ritossa. Progettista del palaCarnera 4.0, aveva già preannunciato alla stampa che, salvo qualche dettaglio, riteneva esaurito il suo ruolo e che ora spetta all’Apu e alla politica trovare la quadra. Così è stato surrogato questa volta da codazzo di vicepresidente e brand ambassador della società.

Inoltre, l’appuntamento in sala Ajace di martedì 7 novembre è arrivato una ventina di giorni dopo che il Comune di Udine, alla vigilia della scadenza del bando il 18 ottobre scorso, ha presentato un proprio progetto di minima per la ristrutturazione e l’ammodernamento del Carnera per avere accesso ai 3 milioni di euro stanziati dalla Regione Fvg che altrimenti cambiavano destinazione. Lasciando, comunque, sempre una porta aperta al palaCarnera 4.0 di Pedone come ha avuto modo di dichiarare all’atto della presentazione del mini-progetto Chiara Dazzan assessore allo sport del Comune di Udine.

Volevate che Pedone, dopo non essere riuscito a tenere il passo di Comune e Regione assieme ai cui uffici diceva che Apu e Zaco lavoravano ventre a terra per il palaCarnera 4.0, si lasciasse una porta chiusa alle spalle? No, naturalmente. Anche se gli è già accaduto in passato per il restyling del palasport Manlio Benedetti, preso in concessione per 15 anni un decennio fa dalla giunta Honsell e abbandonato dopo un paio. Ora si è preso altro tempo, annunciando in sala Ajace entro fine novembre la presentazione di una proposta di project financing che poi dovrà fare tutto il suo iter burocratico. Mica che avesse annunciato: ecco qua i 15 milioni di euro miei e/o dei privati.

Project financing che ha fatto tornare la mosca al naso a Salmè novello Robin Hood. Non resterà che firmare per il suo referendum per il No al finanziamento pubblico del Palasport 4.0 e poi votarlo. Anche perché, nel frattempo, in cambio di due assessorati comunali si è imborghesito il movimento degli “autostoppisti”, che abbiamo votato alle ultime amministrative, il quale non esitava a invadere via Mercatovecchio per reclamarne la pedonalizzazione anche quando Fontanini nicchiava. Mentre ora rischiano di ereditarne il secondo progetto di palasport pre-elettorale.

(Nella foto di copertina, l’accoglienza ultrà domenica scorsa al palaRubini agli udinesi in trasferta)

 

5 comments

  1. Penso che, al di là del sistema di finaziamento, avere a Udine un palasport da oltre 5000 posti sia un’eresia, dato che neanche ora viene riempito completamente, se non in rare occasioni. Lo dico perché ritengo che il denaro pubblico non vada sprecato e soprattutto mi chiedo chi sarebbe in grado di affrontare i costi di gestione, riscaldamento in primis, di un impiato da 8000 posti. Teniamoci il Carnera così com’è che è della giusta misura per una città di neanche 100.000 abitanti, in calo.

    0
    1
    1. se è per questo, nemmeno il palasport di Forlì (5600 posti) o quello di Trieste (6800 posti) vengono attualmente mai riempiti e, diversamente da Udine, nemmeno nelle partite di cartello. A Trieste, nel derby con Udine, nonostante l’arrivo di 600 tifosi da Udine, non c’erano più di 5500 tifosi eppure era la partita più attesa. Forlì quest’anno, nemmeno nel derby con la Fortitudo, ha fatto il sold-out. Quindi non mi sembra proprio un ragionamento molto ragionevole. Anzi, se si segue questo ragionamento le cifre direbbero che Udine meriterebbe di avere un palasport più grande (e, soprattutto, più moderno e funzionale) più di altre realtà

      0
      0
      1. Caro Lorenzo,
        visto che rispondi a Leonardo Fiorino, sappi che sto con lui quanto a indice di riempimento del Carnera. Invece, di menare il can in giro per l’Italia stiamo agli ultimi dati di Udine resi noti, borderò Siae alla mano, da Lnp a fine andata di A2 2023. Al palasport dei Rizzi non si arriva a un riempimento medio di neanche 3.000 spettatori a fronte di una capienza di 3.400-3.500 posti. Ergo, tutta questa necessità di ampliarlo per il basket non è poi così giustificata dai reiterati tutto esaurito sbandierati, ma millantati che, evidentemente, stanno facendo presa anche su di te. Quanto al resto dell’operazione, con annesso centro benessere, albergo e appartamenti, fa discutere la formula prospettata di partenariato pubblico-privato, alla fine con convenzione per la gestione dell’impianto in favore di Apu. Ora siamo alle viste di un’ennesima presentazione del palaCarnera 4.0 annunciata per gennaio, dopo che è slittata la produzione prevista per il 25 novembre anche del piano economico come detto dai privati nell’ultima passerella in sala Ajace. Dopo di che la mano pubblica avrà tutto il diritto, e dovere, di vagliare fattibilità e sostenibilità del progetto. E i privati, intanto, di sperare che Babbo Natale porti loro in dono quei 10-15 milioni di euro che servono per finanziare la loro parte di project financing. Per fortuna, per ora l’unico dato certo è la mini-ristrutturazione del Carnera presentata, alla vigilia della scadenza del bando il 18 ottobre u.s., dal Comune di Udine per non perdere i 3 milioni di euro stanziati dalla Regione Fvg in piena campagna elettorale per le regionali e per le comunali a Udine. Come vedi i soldi pubblici, cioè nostri, ci sono. Se andrà avanti il partenariato per il palaCarnera 4.0, c’è poi chi rara avis ha già prospettato un referendum consultivo cittadino contro l’operazione. Almeno alla fine sapremo se gli udinesi saranno così generosi da volere compartecipare ai costi, magari senza avere voce in capitolo negli utili. Tieni presente anche tutto questo invece di girovagare solo per l’Italia con raffronti sul riempimento dei palasport.

        1
        1
        1. Io non girovago, ma cito i dati ufficiali. Che ovviamente risentono di promozioni, ingressi omaggio ecc. Potrei citare anche i dati sullo Stadio Friuli che, grazie al nuovo formato, benché più piccolo, ma molto più moderno e funzionale della precedente versione, non ha visto diminuire il numero di spettatori presente nonostante non ci sia più una squadra in grado di raggiungere piazzamenti nelle Coppe europee e di sollevare entusiasmi.
          Quella del Carnera rinnovato non è infatti solo una questione di capienza (comunque 5000 spettatori Udine se li potrebbe permettere e per i big match li riempirebbe), ma proprio di avere qualcosa di più funzionale e godibile.
          Sul resto, che non c’entra con il palasport (albergo, centro termale), qui potrei avere qualche dubbio anche io, ma avevo letto che sarebbe stato il privato a coprire i costi, non il cittadino

          0
          0
          1. Per fortuna di palaCarnera 4.0 non si sente più parlare. Doveva esserci l’ennesima presentazione di progetti e sostenibilità economica in gennaio, ma ormai siamo quasi in primavera e i privati non battono cassa. Non so quali siano i dati ufficiali a cui ti riferisci, quelli riportati da Vale Tal Gei sono sempre i dati Siae sui paganti resi noti da Lega nazionale pallacanestro. A tutt’oggi, stagione sportiva 2023-2024, il Carnera (capienza sui 3.450 posti) per media spettatori non raggiunge mai il tutto esaurito di 400-500 unità e ci è andato molto vicino solo nel derby con Trieste. Per renderlo più godibile e funzionale, credimi, basta e avanza il mini-progetto di ristrutturazione presentato dal Comune di Udine alla Regione Fvg alla vigilia della scadenza del bando, sempre a causa delle more dei privati, per accedere ai 3 milioni di euro di cip messi nel piatto dalla giunta Fedriga al via della campagna elettorale regionale e anche comunale per il bis, scongiurato, di Pietro Fontanini sindaco a Udine e che nella campagna del suo unico mandato aveva già cavalcato il nuovo palasport in zona Ziu/Zau a Cargnacco. Per il resto, per avviare il partenariato pubblico – privato alla base del palaCarnera 4.0 mancano all’appello i circa 15 milioni di euro dei privati. Non devi convincere Vale Tal Gei, che comunque nel caso li sborsino resta favorevole a un referendum cittadino consultivo, ma loro. Fatti o, meglio, soldi e non parole

            1
            0

Lascia un commento all'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.