La notizia, avvalorata ora anche da media e siti embedded, che l’Amici pallacanestro udinese è vicina alla firma dell’ex Nba, Isaiah Briscoe, la dedichiamo al Signor Rossi della situazione. L’Italia ne è piena, è tra i cognomi più diffusi. Vi va bene se lo battezzeremo Luigi? No, Paolo no perché a quel nome proprio associato al diffuso cognome Rossi vanno tutto l’onore e la riconoscenza del caso, specie nella ricorrenza del quarantesimo anniversario del terzo titolo iridato che Pablito, buon’anima, fece vincere all’Italia del calcio al Mundial di Spagna 1982. Dunque, chi è il nostro Luigi Rossi.
E’ uno di quei leoni da tastiera che, o tempora o mores, a loro modo sono essi stessi eroi, più spesso anonimi se non sotto falsa identità, che spopolano in rete e sui social ai giorni nostri. Il Signor Rossi in questione ci ha tacciato di delirio di onnipotenza per esserci intestati la smentita della prima guardia americana Jaylen Barford che il collega giornalista Giuseppe Sciascia, sempre durante TGiesse sulla pagina Facebook di Superbasket, aveva associato all’Apu per completare il roster 2022 – 2023 e che noi avevamo ripreso dalla sua trasmissione. Ebbene, i leoni da tastiera dovrebbero girare in coppia perché, come si diceva nelle barzellette, se uno sa scrivere come il nostro Luigi magari, puta caso, un Alessandro sa leggere e così arrivano a capire meglio.
Il Signor Luigi Rossi, poi, concludeva con una lezione di giornalismo al nostro “bar sport virtuale”, il virgolettato è rigorosamente mio. Che cosa si fa quando si va al bar, oltre a consumare? Spesso si sfogliano il giornale locale e la “rosea”, che di solito sono i più gettonati, e si commentano le notizie. Bene in un blog del basket di strada come questo, fatto da pensionati, funziona alla stessa maniera. Senza falsa modestia, ma anche senza presunzione con un’avvertenza di cui, però, va tenuto conto: almeno un paio di noi hanno solide basi di giornalismo vissuto, nel caso mio prima dell’agognata quiescenza.
Questo per dire che sappiamo come leggere l’informazione, se ne esiste ancora e invece non è piuttosto semplice comunicazione, e sappiamo anche muoverci all’interno del suo mondo. Insomma, per farla breve, sappiamo riconoscere una fonte privilegiata d’informazione da quelle secondarie delle quali anche gl’ “inserzionisti” stessi, a pagamento o meno, si servono come taxi da cui salire o scendere a piacimento per raggiungere la meta prefissata o la destinazione preferita. Come succede un po’ oggi quando, <a dispetto delle prime smentite di rito>, anche chi le aveva prontamente raccolte si ritrova invece proiettato in pieno sull’affare Isaiah Briscoe, carta stampata, tv e siti di solito vicini all’Amici pallacanestro udinese non fa differenza.
Ebbene, caro Signor Rossi non pretendiamo che si scusi. Siamo un blog del basket di strada, un po’ ne abbiamo fatta (purtroppo per noi) e sappiamo quel che s’incontra cammin facendo. Almeno, però, Luigi si compiaccia nel suo intimo, non occorre che lo manifesti, che un vecchio giornalista pensionato e un geometra in quiescenza del Comune di Prepotto, assolutamente più tecnico di me che sono semianalfabeta a dire tanto in tema di basket, sono riusciti a metterLa sulla buona via e con il cinquanta per cento di realizzazione. Se è davvero uomo di basket, converrà che è una buona percentuale, un tempo considerata appena sufficiente al tiro dal campo e oggi che c’è anche quello da tre più che sufficiente. Se, invece, non riesce a compiacersi con se stesso di essere stato bene informato, allora può sempre fare a meno di seguire il blog (scusi le maniere spicce, ma siamo ragazzi di strada…) e togliersi e toglierci il disturbo.
Sappia, però, prima di chiudere che proprio con il nostro metodo di riportare le notizie, che Lei non apprezza, a proposito di Isaiah Briscoe abbiamo guadagnato un follower su Twitter, tal Max.Faleschini, il quale già l’altra sera (non ieri) ci ribadiva che Sciascia confermava la bontà della pista dell’ex Nba per l’Apu. Ieri è stata pubblicata, a media unificati, la smentita di prammatica dell’Amici pallacanestro udinese che faceva dire di privilegiare ancora la pista del comunitario. Oggi siamo alla smentita della smentita.
Come vede, sappiamo anche temporeggiare e attendere sulla sponda del fiume. Ora, per esempio, attendiamo la firma di Isaiah Briscoe che, imparentato com’è con la star Nba, Kyrie Irving, sarebbe una bella cassa di risonanza per l’Apu sensibile a queste strategie. Anche se chi conosce il mondo americano mi assicura che nelle famiglie nere le “cuginanze” sono un po’ come da noi in Italia a Napoli, e da buon mezzo partenopeo ne so qualcosa anch’io. Tornando a Max.Faleschini commentava buono, ma un po’ piccolo (1,91) ed è un dubbio che alligna anche in me, specie in coppia con l’1,78 dell’altro americano Keshun Sherrill. Ezio Cossio, nostra spalla tecnica per il mercato, ne fa anche una questione di stazza ed è curioso di vederli all’opera insieme. Mi fido e mi accodo.
Per chiudere davvero, ma ci pensate: l’Apu era presa tra due fuochi. Un “piccolo vascello corsaro” che intralciava le campagne comunicative della “grande macchina da guerra”, intromettendosi con Barford e Briscoe. Oppure optare davvero per una guardia comunitaria e in casa udinese pare ci fossero e, non si sa mai, ci siano due scuole di pensiero in proposito. Pista comunitaria per potere salvare il visto di un altro extracomunitario, oltre a Sherrill, da spendere più avanti. Già visto e sentito sulla ruota della neopromossa Gesteco Ueb Cividale che, tesserando l’italo-argentino capitan Adrian Chiera e l’italo-americano Dalton Pepper, non utilizzerà spot stranieri e conserverà i due visti extracomunitari, uno spendibile al fianco dei due foresti attuali se Chiera dovesse diventare di formazione italiana. La matricola e start up che apre la via alla real casa e casa madre. Forse all’Apu, alla fine, infastidiva più questa nomea.
(Nella foto di copertina, Chiera fa risparmiare un visto all’Ueb come Pepper, così farebbe un comunitario all’Apu)