Oggi la Lunigiana, sua terra d’origine, riaccoglie un figlio prediletto. Alle 17.30, nella chiesa di San Francesco in Villafranca in Lunigiana (Massa-Carrara), si celebra il funerale di Giancarlo Sarti, morto giovedì scorso a 86 nella sua abitazione milanese a causa di una polmonite dopo tre anni di malattia senile. Ex cestista anche azzurro di Pallacanestro Livorno, Fortitudo Bologna, Cantù e Snaidero Udine e dirigente antesignano dei general manager partendo proprio dai colori arancione, nel 1971 quando appese le scarpette al chiodo, ha avuto successo in particolare a Caserta con cui ha vinto lo scudetto nel 1990 – 1991, ma anche a Udine che ha riportato in serie A1 nel 2000 dopo averle regalato la prima, storica promozione in A nel 1968 da giocatore. Oltre alla moglie Luisa, che gli è stata accanto sino all’ultimo, e alle figlie Monica e Stefania lascia anche le amate nipoti.
Si stanno moltiplicando gli attestati di stima e affetto nei confronti nei confronti del professionista e della persona. Il presidente della Federazione italiana pallacanestro, Gianni Petrucci, nel formulare le condoglianze di rito e nell’abbracciare la sua famiglia tratteggiando il ricordo di Giancarlo Sarti ha sottolineato, in particolare, che era <un vero e proprio signore nei modi professionali e personali>.
Ricordi riaffiorano ancora in Friuli dov’è stato, da giocatore e manager, prima dal 1967 al 1980 e poi dal 1999 al 2002 – 2003 sempre alla Snaidero Udine che, come ricordato, ha portato due volte in massima serie prima sul parquet nel 1968 e poi da dietro la scrivania nel 2000.
Un ricordo per noi inedito ha fatto pervenire l’ex presidente della Longobardi Cividale, Luciano Riccobono. <Non tutti sanno – ha scritto nella chat di Vale Tal Gei, allegando la foto pubblicata qui sotto in cui Sarti è il secondo da destra in piedi – anzi lo sanno pochissimi, ma Giancarlo Sarti nel 1971, smessi i panni di giocatore, venne a Cividale a fare il coach della “Milano Assicurazioni” di patron Orazio Chiorboli. Fu la sua prima, e credo ultima, esperienza da coach, anche perché dal 1972 in poi iniziò la sua splendida carriera di manager>.

Il cestofilo Guido De Michielis, sempre nella chat del blog, ha fatto pervenire un’altra foto di Sarti ancora giocatore, che pubblichiamo in copertina, intervistato dal collega giornalista Luigi Maffei al termine delle sue telecronache della Snaidero, le prime a Udine cominciate nell’anno della storica promozione in serie A nel 1967 – 1968.
Si aggiunge via Facebook Livio Buzzolo, sessantenne ex allenatore di basket nelle minors che “vive” a Highbury: <Credo fosse il 1971 o il 1972. Lo vidi giocare nella mitica Valli Sementi Udine che raccoglieva giocatori a fine carriera, tuttavia capaci di spazzolata mica da poco alla “mia” Sangiorgina nella finale per l’accesso alla Promozione. RIP>.
Vuole essere un piccolo tributo a <Gianca, Leon> mentre torna a riposare in pace nella sua terra natale, ma nell’anima ne siamo certi con un po’ di Friuli che non lo dimentica.