Pronta risalita Apu nell’86
con Wright e Kea re di Roma
ma altra ricaduta

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Per la stagione 1985-1986 nell’estate cambia di nuovo tutto, a cominciare dall’assetto societario con lo sponsor Fantoni a capo di una cordata di imprenditori friulani che affidano la presidenza e la responsabilità manageriale a Enzo Cainero. Il nuovo tecnico sarà Claudio Bardini, non ancora trentenne ma già esperto per avere guidato Mestre negli anni precedenti. Lo affianca come aiuto Giovanni Piccin un altro giovane tecnico friulano.

Rivoluzione anche nel settore stranieri. Arriva a Udine la blasonata coppia Larry Wright e Clarence Kea
reduce dai trionfi conquistati con la casacca del Banco Roma in campionato e in Coppa Campioni, accanto a Renzo Tombolato. Lorenzon, Milani e Bettarini garantiscono la qualità (almeno per la categoria) del gruppo italiano. Trascinati da Wright (936 punti in 30 partite) gli udinesi risalgono in A1 conquistando il quarto e ultimo posto utile alla promozione con 19 vittorie su 30 partite. Nei play-off scudetto sconfitte onorevoli contro la Simac Milano che vincerà lo scudetto e altre grandi prestazioni offensive di Wright, 36 e 49 punti rispettivamente.

Nel 1986-1987, ritrovata la serie A1 la formula è sempre la stessa: 16 squadre, 4 retrocessioni, 2 stranieri per squadra. Stavolta la società segue una linea di stabilità. A partire proprio da sponsor, struttura societaria e presidente. Riconfermati anche l’allenatore Bardini e Larry Wright che sarà ancora il terminale offensivo della squadra con 804 punti in 30 partite. Come secondo straniero Kea viene sostituito da Mike Davis. Fra gli italiani si cerca di compensare la partenza di Lorenzon con gli innesti di Marco Solfrini, Giorgio Ottaviani e Luca Silvestrin.

L’inizio è pesante: nove sconfitte nelle prime dieci partite, con tre passaggi a vuoto interni consecutivi
contro squadre di centro classifica, producono l’esonero di Bardini e il ritorno di Lajos Toth. Un cammino
dignitoso con otto vittorie nelle restanti 20 partite (per un totale 9-21) non è sufficiente per raggiungere la
salvezza. Per la seconda volta consecutiva, seppur con strategie molto diverse, alla promozione segue
l’immediata retrocessione.

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