Neanche il tempo di passare dal bel time out – applauso che ha messo in… Riga il Benedetti con una standig ovation collettiva in finale promozione in serie A1 femminile persa mercoledì scorso, che domenica sera l’altra metà del mondo cestistico udinese mostra, invece, il suo aspetto macho. Per andare sùbito al sodo, al Carnera “tutto esaurito” c’era più di qualche esaurito. Ne sono balzati agli occhi, e anche agli orecchi, almeno tre su tutti: uno sul parquet, un altro in parterre e quasi in campo, l’ultimo addirittura via etere.
A quello che gioca ormai abbiamo fatto l’abitudine, anzi ci complimentiamo quando non becca fallo tecnico. Ormai ci fa anche simpatia, a lui parte la “ciribiricoccolla” e a noi la tachicardia parossistica sempre per via del sistema neurovegetativo. Brandon Walters, 11 punti e 5 rimbalzi (capirai, una volta un pivot Usa con queste statistiche non faceva notizia) battagliando contro l’isontino Francesco Cadussi che tirava ai piccioni e con mano di legno Giovanni Pini, è riuscito a prendere il suo fallo tecnico di ordinanza. A niente è servito che capitan Michele Antonutti lo soffocasse in un fraterno abbraccio per non farlo sfogare, scena un po’ deamicisiana, ma anche un po’ patetica su un campo che ormai quasi confina con il professionismo della serie A. Scena, comunque, un po’ troppo plateale per passare inosservata agli occhi dell’arbitro di turno che non è il primo e, temiamo, non sarà l’ultimo a sanzionare Brandon nostro. Consegnato in spogliatoio addirittura da coach Matteo Boniciolli nell’intervallo lungo di gara4 dei quarti di finale a San Severo, un break piuttosto agitato stando a spifferi di spogliatoio appunto, per non compromettere l’esito della partita rimessa sùbito in piedi dopo lo smacco subìto in gara3 e alla fine vinta con l’Old Wild West Apu Udine in versione all Italia, autarchica e vincente.
Apriti cielo, all’ennesimo tecnico in gara1 di finale beccato da Walters, patron Alessandro Pedone decide che stavolta è da redarguire l’arbitro: ma come, ci ha pure provato capitan Antonutti a silenziarlo… Già on fire alla vigilia della serie finale con l’editto anti Marco Spanghero, ex che si è permesso di dire a qualificazione ottenuta che nonostante le t-shirt “Atto finale” già circolanti a Udine la sua Verona arrivava in Friuli per giocarsela e che forse non tutti erano contenti d’incontrarla (editto che ha provocato qualche striscione contro “Spongi” e pure la diffida anonima di non presentare il giocatore nel pre – partita), il patron in persona è sceso in campo in gara1. Le gazzette lo hanno anche immortalato, cronometrandogli la prestazione dal parterre al bordo parquet, mentre urlava nelle orecchie al fischietto incriminato. Naturalmente all’Apu è arrivata un’ammenda da 500 euro per offese collettive e frequenti del pubblico nei confronti degli arbitri, ma è già un passo verso la civilizzazione dopo che – andiamo a memoria – un lustro fa in B arrivò un’inchiesta federale Fip per appurare chi aveva sfondato, ahinoi nel tempio del Marangoni / Benedetti, la porta dello spogliatoio degli arbitri dopo la cocente eliminazione dell’allora Apu Gsa alla “bella” play – off contro Orzinuovi, se non andiamo errati. Stanno ancora cercando l’ “eroe” dei tempi moderni, dopo avere sentito un paio di non tesserati.
Eroe dei tempi moderni è anche l’anonimo spettatore che, malgrado cronista e commentatore tecnico azzimati, in sottofondo fa da colonna sonora alle telecronache dal palasport Carnera. A dispetto di cronache televisive in versione casalinga, l’anonimo e improvvisato “opinionista” ha fatto sobbalzare famiglie intere con i suoi estemporanei e non previsti interventi. Papà sedutisi sul divano con le figlie per assistere alla partita sono rimasti stupiti di dovere chiedere loro non di chiudere un occhio a fronte dello spettacolo offerto, ma di tapparsi le orecchie o di dimenticare gli improperi sentiti all’indirizzo, naturalmente, degli arbitri, ma anche di Davide Casarin tra gli obiettivi preferiti degli strali. Modernità tv globalizzata, perché il nostro amico Germano Foglieni da Bergamo ha silenziato la telecronaca di Bernareggio – Gesteco Ueb Cividale quando lì addirittura una coppia, uomo – donna per intenderci, sovrastava la cronaca corretta.
Infine, una chiosa sul tutto esaurito di domenica scorsa al Carnera. C’è chi ha scomodato gara4 di finale e festa promozione in A1 nel 2000 fra Snaidero e Ina Barcellona Pozzo di Gotto a Udine. Paragone che ci stava tutto anche perché il coach arancione, allora capoallenatore esordiente in A2, era Matteo Boniciolli come ora all’Oww. Paragone utile anche a rifare la conta del tutto esaurito. Ventidue anni fa, e non sveliamo alcun altarino perché se ne occuparono le cronache giudiziarie, al palasport dei Rizzi furono stipate davvero in ogni ordine di posti oltre 5.000 persone, ben al di là della capienza consentita che, comunque, era superiore a quella oggi fissata. Fu chiamato a risponderne l’ingegner Edi Snaidero, presidente della Pallalcesto amatori Udine, e pagò per tutti Lorenzo Bettarini, vice di Boniciolli assieme a Stefano Comuzzo, ma anche responsabile delle biglietterie attraverso l’Orgalfi, anche qui se la memoria non c’inganna.
Oggi la capienza è ridotta a 3.400 posti, d’accordo. E il tutto esaurito è stato favorito anche dal fatto che la finale è un derby triveneto, quindi con partecipazione veronese ben più facile e ampia di quella possibile un ventennio fa dalla Sicilia. La quota di biglietti riservati agli ospiti è del 10%, ma mettiamo pure che ce ne fossero solo un centinaio, a spanne, nel box loro riservato. Vi abbiamo già dimostrato, quando le restrizioni anti – Covid hanno costretto a ridurre la capienza a 1.200 posti, che rispetto ai 1.800 abbonati dichiarati dall’Apu almeno un terzo sono omaggio, a società vicine e sponsor amici. La dimostrazione è stata semplice, non ha richiesto ricerche di sorta perché sono entrati solo 1.200 spettatori senza che alcuno fiatasse qualcosa in contrario. Ora 3.400 meno 700 fa 2.700, un tutto esaurito dimezzato rispetto a quello fuori legge del 2000.
Insomma, domenica al Carnera c’erano più esauriti che un tutto esaurito dei tempi che furono, addirittura da 7-8.000 spettatori nel primo ciclo Snaidero anni Settanta. E speriamo che l’Associazione temporanea di scopo (Ats) tra l’Amici pallacanestro udinese e la Libertas Basket School Udine non avveleni i pozzi. Buona gara2 a tutti.
(Nella foto di copertina, il Carnera nel pre – partita di gara1 di finale di A2 tra Oww Apu e Tezenis Verona)