La Giornata Tipo
sogna già di vedere
Robbie Avila in Italia

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Se non fosse per il baffo della Nike, sembrerebbe una foto proveniente dal campionato Uisp pugliese.
E invece è Ncaa, o meglio, la March Madness, il mese di basket più folle e seguito dell’anno.
Si chiama Robbie Avila, ieri con i suoi Saint Louis Billikens è stato eliminato da una delle favorite (Michigan Wolverines), ma è comunque il giocatore più chiacchierato del college basket americano. Anche e sopratutto per i meravigliosi soprannomi che si è dato da solo e che gli hanno dato:
Cream Abdul-Jabbar
Milk Chamberlain
Larry Nerd
Steph Blurry
Dominique Milkins
College Jokic
Ma oltre ai soprannomi, ha anche un aspetto meraviglioso:
Occhiali alla ragionier Filini
Segni su tutto il corpo delle battaglie sotto canestro
Percentuale di massa grassa di Gerry Scotti
Esplosione di acne
Abbronzatura da muratore
Elevazione e atletismo totalmente assenti, in una lega dove quello che salta di meno arriva con i denti al ferro
Ma oltre a tutto ciò Robbie Avila, 2 metri e 08, di professione ala-centro, sa giocare eccome: mani fatate, visione di gioco pazzesca, ottimo tiro e un’intelligenza cestistica spaventosa.
La cosa più bella in assoluto di Robbie? Sa benissimo di non avere i canoni estetici e fisici del giocatore professionista, ma è il primo a fare autoironia. E a vedere le partite di Saint Louis ci sono centinaia di bambini e ragazzini con i suoi occhiali da vista, che sono diventati un oggetto di culto.
La sua carriera universitaria è finita: forse sarà scelto al secondo giro nel prossimo Draft, o forse ci sarà un futuro in Europa per lui.
Sì, sogniamo di vederlo in Italia.

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