Ncaa: Robbie Avila
un tipo proprio
da March Madness

Pubblicato da
🏀 A prima vista, Robbie Avila non sembra nemmeno un giocatore di basket.
Occhialoni spessi, movimenti un po’ goffi, fisico massiccio da 2.08 per oltre 100 chili.
Uno che, se lo incroci per strada, difficilmente pensi stia dominando il March Madness.
E invece lo sta facendo eccome.
A 22 anni, il centro di Saint Louis è diventato uno dei protagonisti del torneo: miglior giocatore della Atlantic 10, leader della squadra per punti e assist, uomo chiave nella vittoria contro Georgia al primo turno.
Ma qual è la cosa più bella?
Lui lo sa benissimo di non essere “da copertina” e per questo si diverte a prendersi in giro da solo con soprannomi geniali:
“Larry Nerd”, “Cream Abdul-Jabbar”, “Milk Chamberlain”… roba che mescola ironia e storia del basket, strizzando l’occhio ai grandi del passato.
Poi però entra in campo… e cambia tutto.
Perché Avila pensa come una guardia, tira da fuori come una guardia, ma, come dicevo, è alto 2.08.
Un giocatore fuori schema, difficile da incasellare, ancora più difficile da fermare.
E intorno a lui sta nascendo qualcosa di raro:
un’energia contagiosa, quasi da culto.
I tifosi lo chiamano a gran voce.
I bambini gli chiedono… gli occhiali.
(Sì, davvero. Non la maglia, proprio gli occhiali.)
E lui resta sempre lo stesso: genuino, autoironico, uno che non si prende troppo sul serio, ma prende il gioco tremendamente sul serio.
<Forse non sono mai stato un fenomeno da giovane… ma non cambierò per fama o soldi>.
In un torneo pieno di fenomeni costruiti in laboratorio, Robbie Avila è un piccolo paradosso vivente: non sembra un campione… finché non lo vedi giocare…! 🏀

Lascia un commento all'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.