club (a parte qualcosa Suigo), gli altri arricchiranno agenzie – che prendono fino al 30-40% del NIL – e sistemeranno famiglie. Una volta rientrati, ben oltre i 23-24 anni, torneranno nel sistema più ricchi ma non necessariamente più pronti, dopo aver giocato spesso in programmi di medio livello , spesso pochino, contro avversari non eccelsi e in certi casi più giovani di 4-5 anni. Esempio: Casarin, 2003 che mastica basket senior da 6 stagioni, andrà a giocare seppur solo per pochi mesi contro 2007 e 2008 appena usciti dal liceo. Vedremo Bettiol e Emejuru, che tornano quest’anno e avranno ricchi pluriennali in virtù del loro status di panda, che impatto avranno su a1 o a2, ma temo ci vorrà molto tempo. Si va verso leghe più vecchie, più povere, più scarse, con nessun interesse a investire nelle giovanili. Attrarre quindicenni sarà sempre più difficile: una volta il progetto era portarli in prima squadra nel giro di 3-4 anni, ora è dargli la dimensione internazionale in 1-2 anni massimo per consentirgli di andare al college a 18, e poi non vederli più. Prolifereranno i “college” e le prep school già in Under 17, a pagamento per chi si può permetterselo, a credito per chi non ha i soldi di papà dietro. Un problema che non è solo italiano: Germania, Lituania, Spagna, ex Jugoslavia, soffrono e soffriranno dello stesso problema. La colpa del sistema Fiba è stata quella di non aver visto l’onda arrivare: ora, proteggersi con gli ombrelli non basterà. Auguri.
Il sistema Fiba non ha visto
l’onda Nil arrivare
ora non basterà l’ombrello
Post lungo, sullo stato della pallacanestro italiana e i talenti che sta sfornando, per altri.
Il NIL, come tutti quelli che masticano un po’ di pallacanestro sanno, ha rivoluzionato per sempre il basket europeo. Breve riepilogo: vediamo cosa farà Niang, ma escluso Ferrari (per ragioni non necessariamente romantiche) i migliori dal 2004 in poi l’anno prossimo giocheranno tutti in America. (e anche le italiane, ma questo è un argomento di cui so meno).
2003: Casarin
2004: Innocenti, Moretti, Niang (?)
2005: Marangon, Pozzato, D’Amelio, Torresani (?), Van der Knaap, Oberti, De Martin, Osasuyi.
2006: Sarr, Assui, Miccoli, Airhienbuwa (ci ha provato, ci riprova?), Atamah (?)
2007: Suigo, Lonati, Garavaglia (90%), Perez, Hassan (o 2026 o 2027), Accorsi (forse l’anno prossimo), Mathis.
Sono una ventina abbondante di nomi che il sistema ha formato, con le sue differenze e le sue criticità, ma che ha formato investendo in strutture, allenatori, foresterie. Nessuno di questi porterà un euro al
Aggiungo un ulteriore problema. 1) i ragazzi da lì non vogliono tornare se non costretti per motivi di età. A parità di spazio e ingaggio (impossibili) resterebbero lì, sognando la Nba 2) non tornano spesso neppure per le nazionali under: Pozzato, D’Amelio, Van der Knaap e Oberti non hanno fatto parte della nazionale campione d’Europa, e così è stato anche per tanti talenti di altre nazionali.