Il gran giorno ha detto la verità. Al risveglio, la mattina dopo, la serie A2 è proprio una realtà e ormai se ne accorgono tutti. Non è più solo un sogno inseguito da due anni, partendo alla fondazione dell’United eagles basketball il 10 luglio 2020 dal titolo sportivo di B di Valsesia. La Gesteco Ueb Cividale, in una serata magica da 2.738 spettatori al palaPerusini vendendo anche il settore ospiti durante il riposo lungo, si è dimostrata matura. Ha vinto la sua prima finale su quattro disputate in un anno, quella più importante, quella del salto di categoria, quella che tutti in ogni campionato vorrebbero vincere. Riprendendosi quanto lasciato per strada a Cerreto d’Esi (Ancona) il 23 giugno scorso in favore di Fabriano. Rifacendosi della delusione settembrina a Lignano in Supercoppa contro la Raggisolaris Faenza e dello scippo casalingo subìto in coppa Italia a Roseto, trofeo di Lega nazionale pallacanestro di B e A2 che, alla resa dei conti, non ha portato bene a chi è uscito vincitore in Abruzzo a metà marzo scorso.
La Gesteco Ueb, finita sotto 2-1 venerdì scorso a Vigevano dopo l’unico blitz stagionale al palaPerusini impostole dall’Elachem e che al palaBasletta ha avuto la testa sulle spalle per rimettere la serie in parità domenica, ieri sera a Cividale ha dato una prova di grande maturità e voglia di meritarsi il salto in A2. Ha vinto per 82-63 gara5 con quarti sempre vincenti sino 70-48 del 30′, tirando un po’ in remi in barca ad avversari doppiati sul 64-32 al 24′. Ed è finita, com’era giusto fosse, con una marcia trionfale verso la mèta.
Il primo ringraziamento, cavalleresco, non sembri paradossale, ma va a Vigevano, avversaria tosta finché ha potuto, che per la seconda volta scrive la storia della pallacanestro friulana. Nel 1967 – 1968 l’allora Biancosarti regalò una contestata, sul campo e fuori, promozione in A alla Snaidero che era la prima volta per Udine. Ora, senza supplementari nè code a tavolino e giudiziarie come allora, ma alla fine di una fiera contesa portata sino alla “bella” regala la prima serie A2 a Cividale. Vigevano, insomma, riscrive la storia della pallacanestro friulana mezzo secolo dopo.
Il capolavoro della prima A2 a Cividale, però, porta indelebili due firme con una terza di garanzia. La prima firma, sì è così perché se no l’Ueb neanche esisterebbe, è quella del presidente Davide Micalich. Piaccia o non piacca, a torto o a ragione, questo visionario appassionato di pallacanestro – come ha dimostrato anche in altre iniziative cestistiche portate avanti – due anni fa spiazzando tutto e tutti ha deciso di rompere il sodalizio di otto – nove anni all’Apu dell’allora patron Alessandro Pedone da gennaio scorso presidente. Ebbene, l’apprendista manager appena giunto al cappezzale dell’Amici pallacanestro udinese, suggerito fra l’altro da chi scrive lo sanno entrambi, costituita nel 2011 e sùbito retrocessa in Dnc nel 2012, l’ha prontamente riportata in Dnb nel 2013.
Tempo tre anni ha fatto fare il salto in A2, proprio come ora con Cividale, all’Apu Gsa con prima stagione giocata guarda caso al palaPerusini nel 2016 – 2017. Nel 2019 – 2020, ultima stagione di permanenza all’Amici pallacanestro udinese, campionato sospeso a causa del Covid, aveva con sè uno staff composto da coach Alessandro Ramagli, dal vice Andrea Bonacina e dal preparatore fisico Giacomo Braida che, assieme ai play Marco Spanghero e Lorenzo Penna pure loro in quella Gsa, quest’anno festeggiano la A con Verona a spese dirette in finale dell’Old Wild West Apu. Quindi, 2013, 2016, 2019 e, di tre in tre, 2022 coronato con il salto in A2 di una società tutta alla Micalich.
Il miracolo più bello per attrezzarsi al quale Davide che è un istintivo, ma non uno sprovveduto si è affidato a un’eminenza in materia: a coach Stefano Pillastrini, che in carriera nel suo personale palmares con questa a Cividale è alla sua quinta promozione dalla B in A2. Oltre a quelle riportate dagli almanacchi con Cervia, Montegranaro e Torino, lui ne rivendica pure una a Treviso non riconosciutagli solo per un cambio di denominazione dei campionati. Ebbene il “Pilla”, che non ti spiega a ogni partita la storia del mondo e come ruota attorno a te, con paciosa bonomia ha plasmato a sua immagine e somiglianza un’altra squadra giovane e vincente. Non avrà la spina dorsale tutta italiana Luca Vitali play, Giuliano Maresca esterno e Valerio Amoroso pivot con i quali, inserendo due buoni stranieri, fece il doppio salto in tre anni (altra coincidenza..) dalla B in A con Montegranaro.
Ha però il play Eugenio Rota migliore Under 21 la scorsa stagione e migliore giocatore della B quest’anno, a cui siamo sicuri che Pillastrini avrà trovato le parole giuste per spiegare che non è stato bello ieri sera vederlo uscire anzitempo dal campo in una gara5 dominata espulso per l’assommarsi di un fallo antisportivo nel terzo quarto su palla persa in attacco e di un tecnico per simulazione al tiro da tre. E’ stato un peccato, in una serata che ha visto tutti protagonisti: in primis Gabriele Miani che ha indirizzato la gara con 13 punti nel primo quarto frutto di 6 su 7 nel tiro dal campo, dulcis in fundo Daniel Ohenhen assurto alle cronache da Mvp.
A tutto questo bel gruppo squadra, nel cui staff senza dimenticare i vice Giovanni Gerometta e Marco Milan c’è il preparatore Alessandro Petronio allievo di Braida, e società mette la firma per avallo patron Adriano Luci o, meglio, lui per tutta la famiglia. Perché si muovono in squadra, in casa e in trasferta, con una passione che supera anche la competenza cestistica e non hanno smanie di visibilità pubblica o di riaffermazione sociale. Hanno un legame con il territorio, testimoniato dalla vicinanza del gruppo già con la vecchia Longobardi Cividale del presidente Luciano Riccobono, che ha portato a rispolverare i tamburi del palio di San Donato, e a chiamarli ultrà gli si fa un torto, per ritmare l’ormai straripante e spontanea marea gialla riscoperta dalle gazzette. E il gruppo Luci, che ha appena festeggiato i 35 anni della primogenita Gesteco al Teatrone di Udine, è al centro di un volano di iniziative che accompagneranno l’Ueb in A2. Benvenuta Cividale, vecchia e nuova. E grazie a Vigevano che rifà la storia in Friuli.
(Nella foto di copertina, la locandina del primo volo in A2 di Cividale grazie alla Gesteco United eagles basketball)
Grazie Valerio per avermi ricordato. Ieri sera a Cividale c’erano tante “facce” della vecchia guardia e tutti insieme abbiamo gioito per questa incredibile impresa e provato una grandissima emozione nel vedere il palazzetto dello sport riempito in ogni ordine di posto. La passione, la programmazione e la competenza di Micalich, di coach Pillastrini e della famiglia Luci sponsor (senza dimenticare i tanti che hanno dato un supporto materiale ed economico) ha consentito di costruire questa squadra fatta di giovani di grande qualità e tecnici all’altezza del compito. Grazie a tutti per aver portato così in alto nel panorama sportivo italiano il nome di Cividale del Friuli.