Carnera, dolce e inviolato!
Dove finirà Walters?

Casa, dolce casa e inviolata! Al culmine di quattro partite su cinque giocate al Carnera tra fine gennaio – nell’ordine già vinte con Treviglio, Piacentina e nel recupero di mercoledì scorso con l’Ucc Piacenza della prima di ritorno – oggi la capolista Old Wild West Apu Udine ritorna a calcare il parquet amico contro l’Infodrive Orlandina Capo d’Orlando per la settima giornata di ritorno del girone verde di serie A2. Non si annuncia come un duello rusticano la sfida che la decima in classifica, in condominio con Urania Milano e Piacentina, lancerà comunque alla prima della classe, primato in solitudine meritato grazie al blitz a Pistoia che ha inframmezzato questo poker di gare casalinghe e riconquistato dopo l’effimero titolo di campione d’inverno a fine andata, rimesso in palio e perso a sorpresa per mezzo canestro a Biella da quando ora l’Oww è in serie positiva.

Se l’Apu vuole rimanere da sola in vetta, sarà il caso peraltro che non abbassi la guardia oggi contro l’Orlandina perché ieri sera la Giorgio Tesi Group ha vinto a Milano l’anticipo contro l’Urania e ha riagganciato Udine a quota 30 punti in classifica. Capitan Michele Antonutti, che il migliore regalo anticipato per i 36 anni di età compiuti ieri ha ricevuto grazie al blitz di domenica scorsa a Pistoia già stata sua in A dal 2015 al 2017 (la seconda stagione anche da graduato), e compagni si apprestano, di fatto al gran completo, all’ennesima partita contro un’avversaria decimata. Coach Matteo Boniciolli, nella dovizia di undici senior tra i quali di partita in partita deve sceglierne uno da lasciare in parterre, può fare riposare ancora Nazzareno Italiano colpito duro a Pistoia e già assente nel recupero con l’Assigeco. L’Infodrive, invece, arriva a Udine decapitata.

Non avrà un panchina l’head coach Marco Cardani, “covidizzato” e sostituito dal suo assistente David Sussi. Sul parquet sarà senza teste pensanti, perché priva di tutti e tre i play Matteo Laganà scavigliato, l’emergente Quinn Ellis fratturato e l’ex Apu, Andrea Traini, pure colpito dal virus. Una squadra senza capo, insomma, e con la coda di un tempo supplementare in più nelle gambe prima di cedere a domicilio contro Cantù. Quando i siciliani hanno schierato soltanto sette giocatori, fra i quali i 2002 Vittorio Bartoli ala e Francesco Reggiani guardia – ala hanno dato, rispettivamente, 14 e 19 minuti di respiro al quintetto base. E’ una situazione che si ripete spesso da inizio stagione in favore dell’Oww, anche se all’andata a Capo d’Orlando può lamentare le assenze alla vigilia di Antonutti, “ricovidizzato”, e Italiano, influenzato, compensante dal rientro in rosa del lungodegente Federico Mussini, che suo malgrado era ko dalla stagione scorsa il 14 marzo a Torino.

Tanto per rimanere al filotto di quattro gare interne che si chiude oggi al Carnera con l’Orlandina di cui si è appena detto, dalla iella tra le avversarie di turno si è salvata soltanto la Bakery il primo sabato di febbraio. A fine gennaio Treviglio, per la rivincita da concedere all’Oww dopo il primo stop stagionale in campionato infertole all’andata e il ko rifilatole in semifinale di Supercoppa a Lignano nel settembre scorso, si è presentata senza la guardia – ala Davide Reati infortunato e l’ala Brian Sacchetti contagiato, oltre che con l’altra ala Ion Lupusor in panchina solo per onor di firma. Mercoledì scorso nel recupero con l’Assigeco era escluso per scelta tecnica l’ala americana Phil Carr.

Qui torniamo a bomba su quanto predichiamo da inizio stagione. Solo in un’A2 sempre più de-americanizzata come questa può succedere che un Usa sia tagliato dal suo coach in vista di una sfida importante come quella in casa della capolista. Nel caso di “Filippo Carro”, poi, si vede che era scritto nel suo destino che non doveva incrociare Udine, perché mancava già nella prima di campionato. Allora si diceva per accertamenti contrattuali in previsione di un suo possibile taglio stagionale. Qualcosa deve avere consigliato di “risparmiarsi” quest’idea, ma non è stato giudicato degno di giocare al ritorno al Carnera, dov’è andata in scena invece la prima volta di Davide Pascolo da ex dopo avere debuttato con l’Ucc a inizio campionato proprio al posto di Carr.

Carnera dove, dopo la prima uscita a Piacenza, è andata in scena la “storica” prestazione di “tre americani tre” rimasti a secco nel tiro dal campo in una stessa partita su quattro stranieri andati sul parquet. Per Casale Monferrato hanno fatto “virgola” la guardia Pendarvis Williams e l’ala Xavier Hill-Mais, alias Saverio Collina di Mais, al cui posto l’annunciato prospetto Nba Leonardo Okeke, centro del 2003, ha fatto 2 punti più 5 rimbalzi e ora viaggia con una media di 9,8+7,6 e 0,2 assist a gara in A2 che non pare proprio da Madison. Sul fronte Apu lo “zero”, anche in condotta, è toccato al pivot Brandon Walters, ma qui siamo di fronte a un caratteriale arrivato dal Kosovo che qualcuno spaccia quale novello Kareem Abdul Jabbar della categoria, naturalmente, risparmiandoci prospettive Nba. A meno che coach Boniciolli, suo estimatore, non lo trasformi in ala forte in previsione della A, il procuratore del giocatore non gradisca e lo mandi a giocare ancora da centro in Turchia magari per qualche migliaio di euro in più. Storia simile a quella già sentita l’anno scorso su Nana Foulland, predecessore di Walters all’Apu, che dovevamo stare attenti non ce lo portassero ed è finito in pro B in Francia al Boulazac Basket Dordogne.

(Nella foto di copertina, palla a due tra Brandon Walters e Davide Pascolo al Carnera mercoledì scorso)

 

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