Infinitamente piccolo, ed evocativo, è lo spazio al piano superiore del palasport Manlio Benedetti dov’è stata presentata la prima Final eight di coppa Italia di serie A2 della Lega basket femminile che Udine ospiterà, per l’organizzazione della Libertas Basket School Udine, da domani a domenica. Infinitamente grande è la cura, appassionata, con cui l’associazione “Amici del Benedetti”, presieduta dal professor Flavio Pressacco, si è dedicata a questa presentazione. Infinitamente vero, come gli ha detto l’ex arbitro di cinque finali scudetto Giorgio Gorlato parafrasando il titolo del libro che è venuto a presentare nella sua città, è che Udine può contare su uno scienziato delle nanotecnologie, Mauro Ferrari, capace di emozionarla ogni volta che torna nella Piccola patria. E’ stato lui, assieme al fascino vintage di un quintetto di glorie dei tre scudetti femminili fine Cinquanta – inizio Sessanta dell’Associazione pallacanestro udinese Franca Vendrame in testa e Giuliana Rigo, Armanda Rattin, Giancarla Lunazzi e Silvana Cestari al seguito, l’indiscusso protagonista della presentazione alla vigilia della prima Coppa di A2 all’udinese.
Ferrari, animo profondamente baskettaro e universitario quasi per caso dopo l’esonero da viceallenatore in A1 femminile a Schio ai tempi che furono impacchettato assieme al suo capo di allora che aveva litigato con il presidente, ha saputo al solito collegare la palla a spicchi che è in lui, tanto che fece rinascere quella udinese in gonnella a Paderno dopo i fasti di cui sopra, con il mondo della scienza che l’ha reso americano, la massima specializzazione della Nba con la lotta per la vittoria sempre, anche della vita sulla morte in un ricercatore come lui che l’ha intrapresa con le nanotecnologie perché toccato negli affetti più cari. Affetti amarcord che ha saputo far rivivere anche nella presentazione della Coppa al Benedetti stupendo i dirigenti della Galli San Giovanni Valdarno, una delle otto squadre qualificate, la prima a Sud, perché ricorda ancora tutto, fatti e persone, dei suoi trascorsi da giocatore in Toscana. Affetti tricolori che ha risvegliato intonando a viva voce l’Inno d’Italia, quando il presidente del Laipacco e gestore del Benedetti, Lucio Coccolo, ha ricordato che Ferrari lo suonava al sax, trascinandosi dietro in coro tutta la saletta all’impiedi.
Con queste premesse, ora va sul parquet la tre giorni del Benedetti per l’assegnazione della Coppa di A2 detenuta da quattro anni da Crema, tuttora imbattuta capolista a Nord, che apre i quarti di finale venerdì 4 marzo alle 13.45 contro Umbertide, quarta a Sud: confronto segnato in favore di una corazzata da 81,4 punti fatti di media e poco più di 56 subiti, che annovera nel roster la Mvp dell’edizione scorsa, Alice Nori, contro cui a Brescia nel 2021 ha fatto le spese la Delser organizzatrice e allora debuttante nel torneo.
A seguire, alle 16, la Bruschi San Giovanni Valdarno del coach Alberto Matassini, fino allo stagione scorsa alla Lbs, che ha avuto due passaggi a vuoto nell’andata se la vedrà con Brescia che li ha raddoppiati ultimamente, anche per le condizioni precarie della rampante play del 2005 Carlotta Zanardi. La colonia di ex “delserine” Alice Milani, figlia d’arte del vice-coach Lbs, Achille, Tina Cvijanovic e Antonia Peresson, che viaggia con il 53% al tiro da tre da quando si è accasata in Toscana assieme alla slovena entrambe di rientro dalla massima serie tedesca e già nel quintetto ideale della Coppa 2021, avranno sùbito un primo faccia a faccia con un’altra ex udinese, la “leonessa” Marta Scarsi, valida spalla sotto canestro della francese Angelina Turmel pivot da doppia doppia di media con 15,4 punti segnati e 11,8 rimbalzi presi a partita.
Alle 18.15 la Delser padrona di casa scenderà sul parquet contro la matricola Firenze. Le udinesi di coach Massimo Riga puntano a ripetersi dopo la finale raggiunta l’anno scorso da novizie. Si basano sull’asse play-pivot Vittoria Blasigh, play del 2004 che segna con il 40% al tiro da tre, e Lorena Molnar, croata, ma anche su una squadra ben amalgamata che annovera, fra le altre, Martina Mosetti ideatrice del logo della Coppa. Chiuderà i quarti di finale, alle 20.20, l’altra sfida tra seconde e terze a fine andata, come Udine-Firenze, cioè quella fra la Cestistica Spezzina e Castelnuovo Scrivia, con quest’ultima che ha nominato capo-allenatore il ds Franco Balduzzi al posto di coach Francesca Zara dimissionaria alla vigilia del recupero stravinto con Brescia per definire le posizioni da seconda a quarta dietro Crema nel girone Nord di A2.
Se come prevede Germano Foglieni, cofondatore di questo blog che l’ha pronosticato ai microfoni di Radio Spazio, Crema e Delser non avranno difficoltà ad andare in semifinale, Udine sabato 5 marzo giocherà la seconda alle 20 dove potrebbe trovarsi di fronte la colonia di ex udinesi in arrivo da San Giovanni Valdarno. In anteprima alle 16 Crema se la vedrà, invece, con La Spezia oppure con Castelnuovo. Domenica 6 marzo, alle 17, gran finale che ha già un vincitore: gli organizzatori della Coppa, perché non avranno la concorrenza del big match di A2 maschile Old Wild West Apu Udine-Cantù rinviato causa Covid brianzolo.
(Nella foto Elio Castoria di copertina, tratta dal sito Lbf, la presentazione della Coppa al Benedetti)