Ueb semi-autarchica
Apu rimessa in carreggiata
Coach rosa a Trieste?

Nel lungo triangolare Fvg di serie A2 2023 – 2024 c’è chi brucia le tappe, forse persino troppo. Chi si rimette in carreggiata delegando, almeno per ora, le decisioni al nuovo corso tecnico-manageriale incaricato. Chi fa catenaccio ed è la società più americana delle tre, nobile decaduta dalla A.

Che l’Ueb Cividale partisse in pole position nel restyling in vista della prossima stagione lo dicevano i fatti già a fine brillante campionato scorso da matricola assoluta in A2. Che l’1 di luglio bruciasse sul tempo tutte le consorelle, dichiarando chiuso il mercato, è un record della pista da confermare poi sui circuiti stagionali. Che chiuda le operazioni in versione semi-autarchica non è un fulmine a ciel sereno, perché c’erano state avvisaglie. E’, però, una scelta forse ancora più coraggiosa di quella di un anno fa quando la società ducale ripartì dal capitano della promozione Adrian Chiera, italo-argentino, e dal nuovo arrivato Dalton Pepper, italo-americano, conservando i due visti extracomunitari da giocarsi a stagione in corso. Stavolta, però, riparte monocilindrica alla voce stranieri con un altro italo-argentino quale Lucio Redivo costato, oltre all’ingaggio, con ogni probabilità anche un by-out per liberarlo dall’ulteriore anno di contratto che aveva con Casale Monferrato da cui era arrivato a cantiere aperto per rimpiazzare l’americano Rotnei Clarke, il quale a propria volta aveva sostituito Chiera.

Ecco, appunto, il mercato di riparazione non è sempre una garanzia di successo. Basta mettere in fila anche i nomi di Norman Hassan, Alessandro Cipolla, Guido Almansi e soprattutto Matteo Frassineti prima di arrivare a una pesca significativa con Aristide Mouaha l’anno della promozione in A2 e soprattutto con Redivo in quello scorso. Pesca a cui non è detto che si arrivi, stando a quanto dichiarato dal presidente Davide Micalich all’atto dell’annuncio dell’ingaggio di Mastellari: <Poi, cammin facendo, se e quando lo riterremo opportuno, saremo pronti ad intervenire per aggiungere lo straniero laddove si rendesse necessario. Senza fretta, ci teniamo il jolly nel cassetto, secondo quelle che saranno le richieste del nostro coach. In assoluta linea con quella che è la nostra progettualità fin dal primo giorno>. Scelta fatta, ha anche chiarito, <in piena sintonia con coach Pillastrini>.

Intendiamoci, la squadra allestita è già intrigante. Ha quattro guardie: i vecchi Redivo e capitan Eugenio Rota oltre ai nuovi Nicolò Isotta e Saverio Bartoli. Quest’ultimo ha già giocato a Chieti con l’ultimo arrivato Mastellari (9 punti, 2,5 rimbalzi e 1,3 assist per gara in stagione regolare scorsa) che va a coprire lo spot di ala piccola, dove finora c’era solo il 2005 azzurrino Leonardo Marangon. Quattro sono pure i lunghi: anche qui i vecchi Gabriele Miani e Giacomo Dell’Agnello numeri 4 oltre ai centri Giacomo Furin azzurrino e al neoacquisto Matteo Berti. Ipotizzabile è il quintetto base con Redivo, Rota o Bartoli, Mastellari, Miani o Dell’Agnello e il 2,12 Berti. Pare più attrezzato per un consolidamento in categoria, come peraltro dichiarato nell’annunciare un nuovo triennio con obiettivo ambizioso la A. L’incognita, per quanto ponderata sia dal punto di vista economico sia tecnico, resta non partire subito facendo gruppo anche con l’eventuale secondo straniero. Ci si gioca il credito acquisito in tre anni di successi.

L’Apu Udine, sia pure ancora da decifrare, parte con due opportune decisioni delegate. La prima è stata quella del duo ds Andrea Gracis e coach Adriano Vertemati, che fra l’altro l’aveva avuto per allievo a Treviso, di rinunciare ad Alessandro Gentile per chiuderla con le individualità e puntare sul collettivo, in primis fatto da italiani e completato poi da due stranieri funzionali non necessariamente americani, ma è possibile anche comunitari. L’altra scelta demandata dal presidente Alessandro Pedone a ds e coach, di vedere se Carlo Finetti poteva tornare a fare l’assistente o se aveva <cambiato pelle>, ha partorito un comunicato in cui si annuncia che le strade del tecnico toscano e dell’Apu si dividono dopo tre anni. Magari, ci si poteva arrivare anche da soli senza mettere in imbarazzo alcuno ventilando che poteva rimanere quale vice. Se va ringraziato per quanto fatto sino a sostituire l’esonerato Matteo Boniciolli, ora è meglio anche per Finetti stesso che cambi aria. Per il resto, nessuna nuova buona nuova, scaduta a fine giugno la clausola di uscita di Raphael Gaspardo dal contratto con l’Apu sono due, anche con Diego Monaldi, i petali di una rosa condannata a giocare bene e non a vincere, anche se vien da sè.

Infine, la Pallacanestro Trieste 2004 sul suo sito ufficiale e sulla pagina Facebook è ferma da sei giorni alla nota stampa con cui si annuncia la separazione da coach Marco Legovich, capoallenatore triestino che ha debuttato in A con una retrocessione all’ultima giornata. La più americana delle tre società Fvg, di proprietà da inizio 2023 della Cotogna Sports Group e che ha ingaggiato il manager dell’anno in massima serie l’italo-americano Michael Arcieri in uscita da Varese, è circondata da voci che sanno di americanate. L’ultima delle quali è che per la panchina sarebbero spuntate quote rosa, ultimo grido lanciato dalla Prealpina è che il gm starebbe valutando la soluzione Mary Andrade, giocatrice caporverdiana già vista in Italia e assistente allenatore in Ncaa femminile e G-League maschile. Le “mule” di Trieste sono avvisate, mentre i “muli” vorrebbero cominciare a vederci chiaro.

(Nella foto Ciamillo & Castoria di copertina, Mary Andrade quando giocava in Italia e ora allenatrice)

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