Ueb-Nardò, tutto è male
quel che finisce male
evitare altri incidenti

Tutto è male quel che finisce male. Considerazione che va anche oltre la pur cocente sconfitta della Gesteco Ueb Cividale al palaPerusini contro l’Hdl Nardò per 75-79 (22-28, 36-41, 53-58) nella sesta di andata di serie A2, girone Rosso. Innanzitutto, inutile nasconderselo, il risultato va male. I pugliesi trascinano i ducali nella parte bassa della classifica. Nel giro di quelle ultime quattro posizioni che a fine fase di qualificazione – fatta di prima fase andata e ritorno nei gironi Rosso e Verde e poi di orologio a incrocio con le cinque squadre dell’altro girone rispetto al primo avanti in classifica, da affrontare in trasferta, e le cinque dietro, da ospitare in casa propria – porteranno alla retrocessione diretta in B le dodicesime e ultime classificate per gruppo, mentre le sei squadre dal nono all’undicesimo posto disputeranno un girone salvezza per le prime due classificate e retrocessione per le altre quattro.

Per di più i leccesi ci trascinano i cividalesi con il vantaggio dello scontro diretto di andata vinto fuori casa, che neutralizza il blitz fatto dalla Ueb nella seconda di campionato a Orzinuovi, altra diretta concorrente nelle zone basse. La terza sconfitta di fila per Cividale certifica, quando ormai è stata virata la boa di metà andata, che questo è il rango dell’attuale Gesteco stando sempre ai risultati che non sono tutto, ma fanno tanto. Le sconfitte con Verona al via e poi a Piacenza e Udine nel derby, seguite queste due ai successi a Orzinuovi e con Chiusi, avevano illuso che la squadra di coach Stefano Pillastrini potesse attestarsi in una zona cuscinetto non di prima fascia, ma almeno di seconda e comunque da play-off con annessa salvezza anticipata senza lotterie tipo play – out. Invece, Nardò mette a nudo che così non è e in un campionato corto a dodici squadre è meglio prenderne atto prima piuttosto che dopo.

Esaurito il capitolo risultati e classifica, il peggio è che c’è da prendere coscienza pure che la vecchia Ueb da battaglia e garibaldina non c’è più e quella nuova, forse più evoluta e compassata, non si vede ancora. Il proverbiale spirito ducale, che ha fatto le fortune della squadra nelle due stagioni di B e in quella scorsa di A2 disputata da rivelazione, sopravvive nei due reduci dalla fondazione nel 2020 capitan Eugenio Rota e il codroipese Gabriele Miani che nell’annata scorsa hanno cooptato i nuovi arrivati Giacomo Dell’Agnello e Lucio Redivo, aggiunto in corsa, oltre all’under Giacomo Furin. I nuovi acquisti dell’estate scorsa Matteo Berti, che ha saltato l’agonismo in precampionato, Martino Mastellari e Saverio Bartoli trio di giocatori di categoria, Nicolò Isotta e il 2005 Leonardo Marangon al salto dalla B in A2 hanno un altro vissuto rispetto ai reduci delle Eagles della prima ora e si vede in campo.

Quel che non si vede ancora sul parquet sono i benefici dell’evoluzione sul mercato che, al momento, si sta traducendo in un’involuzione. La coperta era apparsa corta già nel turno scorso nel derby friulano, quando il piano partita del Pilla prevedeva d’intasare l’area rimediando una gragnuola di 19 triple su 48 tentate dal migliore attacco dell’A2, specie da tre, e ben 19 rimbalzi offensivi concessi all’Apu Udine. Contro Nardò, repetita non iuvant, altri 14 ne sono stati catturati dagli ospiti che hanno vinto più grazie alla doppia-doppia da 23 punti + 11 rimbalzi di Antonio Ianuzzi per 32 di valutazione piuttosto che grazie al top scorer dell’A2 Russ Smith limitato a 15 punti rispetto ai 22 di media con cui si presentava.

Redivo con i suoi 24 ha vinto ai punti, appunto, il confronto diretto fra bomber anche se ha fatto 2 su 9 dall’arco perché ormai lo asfissiano marcantoni, stavolta in primis Lazar Nikolic: virgola e 5 falli. Troppo solo l’italo – argentino, anche perché è inaridita pure la fonte del gioco Rota, gaucho spalleggiato solo da Miani in doppia con 10 punti e uscito anzitempo per 5 falli, l’ultimo contestato e sanzionato con un tecnico aggiuntivo verso inizio ultimo quarto. Quattro uomini in doppia cifra per Nardò: oltre a Iannuzzi e Smith, anche Matteo Parravicini con 17, dieci dei quali già nel primo quarto, e Wayne Stewart 16, la metà dei quali nell’ultimo periodo quando gli è stato fischiato un compensatorio fallo antisportivo.

La brusca presa d’atto cade male come tempistica in casa Ueb, alle prese con una settimana piena d’impegni agonistici: mercoledì 1 novembre trasferta a Forlì, sabato 4 novembre di nuovo in casa contro Rimini. Meglio prima che poi, comunque. Il campionato è corto. Va ritrovato lo spirito ducale, ma forse si dovrà anche correre ai ripari. Secondo straniero, o meno (in che ruolo?), difficile sia questa settimana. Nessuno, comunque, archivia Nardò come incidente di percorso, ma vanno evitati altri incidenti.

GESTECO UEB CIVIDALE – HDL NARDO’ 75–79

(22-28, 36-41, 53-58)

GESTECO UEB CIVIDALE: Marangon 4, Redivo 24, Miani 10, Mastellari 9, Rota 8, Furin 2, Bartoli 2, Berti 7, Isotta, Dell’Agnello 9, D’Onofrio n.e., Baldini n.e. Allenatore: Pillastrini

HDL NARDO’: Parravicini 17, Smith 15, Nikolic, Iannuzzi 23, Ferrara 6, Baldasso n.e., Stewart Jr. 16, Maspero 2, Latorre, Borra. Allenatore: Di Carlo

ARBITRI: Foti, Miniati e Doronin

NOTE Ueb: tiri da due 16/32, da tre 6/28, tiri liberi 25/29, rimbalzi 35 (28 difensivi, 7 offensivi). Nardò: da due 23/49, da tre 7/22, liberi 12/18, rimbalzi 44 (30 e 14). Spettatori: 1.800 circa.

 

 

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2 comments

    1. A quanto ne sa Vale Tal Gei, sono fuori per scelte di vita e/o cestistiche non coincidenti con le idee degli staff tecnici a cui erano sottoposti. Con particolare rammarico per Balladino che, forse più di Balde, aveva qualche prospettiva di carriera anche a buoni livelli. Oppure ha perché nell’entourage delle giovanili Ueb c’è chi si augura che il rapporto sia ricomponibile almeno con lui

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