L’italo – americano, di moglie umbra, Dalton Pepper, nuovo arrivato e unico reduce in rosa dall’A2 scorsa, e l’italo – argentino, per discendenza, capitan Adrian Chiera hanno fatto scuola già prima di scendere sul parquet. Grazie al loro status fanno risparmiare visti extracomunitari e c’è chi ci sta provando, anche a 15 chilometri di distanza. L’unico assente giustificato del roster, oltre al coach e al dirigente dell’anno 2022 alias Stefano Pillastrini e il presidente Davide Micalich, era l’italo – camerunese Aristide Mouaha che è a servire la sua patria natìa per le qualificazioni mondiali Fiba 2023. Il raduno della Gesteco Ueb Cividale, che insiste anche sul territorio delle Valli del Natisone storicamente patria della minoranza slovena in Friuli, per la prima serie A2 della sua storia, biennale, aveva però anche un’altra nota multietnica. Aleksa Nikolic, ala forte del 1999, 203 centimetri e 99 chili, è un serbo – “indiano”, ma di formazione italiana.
Ce le ha proprio tutte, anche la formazione italiana che gl’invidia Chiera e che Adrian meriterebbe, visto come gli è stato cucito addosso un “vestitino” tutto per lui. Arrivato in Italia quando bastava farvi due anni nelle giovanili per prendere la formazione ed essere tesserabili da italiani, mentre ultimava il biennio è passata la norma dei quattro anni d’italico vivaio per equipararsi. C’è cascato dentro retroattivamente e, finora, gli è stato concesso di giocare da italiano solo in B. Questa è un’altra storia, che potrebbe anche diventare a lieto fine. Quella che ha attratto la nostra attenzione, prima ancora che si vada in campo, è l’origine e la vita di uno dei tre nuovi dell’United eagles basketball, Aleksa Nikolic appunto.
Belgradese di nascita, ha frequentato l’istituto per lo studio delle piante medicinali Josif Pancic, eminente botanico serbo, ma solo per la scuola dell’obbligo perché da gennaio 2015, a neanche 16 anni, era già in Italia al Basket Bassano e ha fatto il liceo scientifico nell’àmbito della sua formazione italiana extracestistica. Vive a Goa, recita anche la sua pagina Facebook, ma solo con la testa. <Magari – ci ha detto ieri al raduno – mi piace per la sua musica e per l’aria di libertà che vi si respira, più ancora che per le sue bellezze naturali>. E’ una residenza virtuale, dunque, dell’anima. Goa, il più piccolo stato federato dell’India occidentale sulle coste del mar Arabico, ha dato il nome al sottogenere musicale Goa trance, o più comunemente soltanto goa, nato qui a fine anni Ottanta a partire dalla scoperta della techno da parte degli hippie giunti negli anni Sessanta – Settanta. Musica – per quella nel gruppo squadra c’è anche la new entry del navigato fisioterapista Maurizio Piccin, Maurilio in arte al basso e voce nei Dodi & Monodi – e libertà, appunto. Adesso, caro Aleksa, inserisciti però negli schemi di gioco del “Pilla”. Che ha voluto Nikolic dopo averlo già avuto all’Universo Treviso nel 2017 – 2018, come già il play Eugenio Rota. Se tanto ci dà tanto, si va verso il bene, bravi, bis.
(Nella foto di copertina, Aleksa Nikolic dà il suo ok al raduno della Gesteco Cividale per la prima A2 dell’Ueb)