Ueb come Snaidero 2000
Marangon e altri “ducalini”
novelli Zacchetti e Vujacic

Venerdì sera siamo tornati a casa davvero entusiasti dalla prima serata del Lignanobasket. Non solo perché ventiquattr’ore prima le semifinali del memorial Piera Pajetta al Carnera di Udine avevano proposto un torneo dimezzato con una sola partita significativa, quella in cui non erano impegnati i croati del Bc Depolink Skrljevo. Non è questo però l’aspetto che ci ha suscitato entusiasmo, caso mai sollievo. Nè ci ha fatto andare su di giri solo il basket spumeggiante che si è giocato al palasport di viale Europa a Sabbiadoro in entrambe le semifinali di un quadrangolare tutto di serie A2, categoria in cui nel 2023-2024 avremo al via tre squadre Fvg. No, ci ha esaltato soprattutto vedere impiegata, e in modo significativo, tanta bella gioventù, fra l’altro specie dalla Gesteco Ueb Cividale. Era dai tempi, fine anni Novanta – inizio Duemila, del ritorno al basket della Snaidero che in Friuli non vedevamo una beneficiata del genere e una prospettiva cui tendere. Da patiti del lancio dei giovani in prima squadra, meglio ancora se prodotti in casa che ci pare la gestione più sostenibile per le asfittiche risorse del mondo del basket italiano, non può che farci piacere e ci fa sperare in un futuro roseo alle nostre latitudini.

Non a caso anche al Pajetta l’occhio ci è caduto sul “natalino” del 2021 Gianmarco Arletti, Usa – bolognese al debutto in un campionato senior in Italia con l’Old Wild West Apu Udine, prima che salisse in cattedra Matteo Da Ros predicare basket e che un uomo squadra quale Jackson Clark si mettesse in proprio per cercare di forzare la rimonta contro la sua ex Torino. E non crediamo proprio che l’occhio su Arletti, già nell’Italia Under 20 con Adriano Vertemati coach (che ritrova all’Oww) e che aveva l’udinese Alberto Martelossi per assistente azzurro, ci sia caduto male. A Lignano, però, ci siamo trovati di fronte non solo a un singolo, anche se in quintetto base l’Ueb ne ha schierato uno scintillante che eravamo curiosi di vedere all’opera, ma a una tendenza – nell’occasione pure dovuta a cause di forza maggiore – a impiegare la linea verde che sta rendendo Cividale riconoscibile nel settore in Italia.

Il 2005 Leonardo Marangon, atteso al debutto in A2 dopo una stagione in B alla Virtus Padova dov’è stato il migliore giovane della categoria con referenze azzurre nell’U18 all’Europeo e nella Sperimentale alle spalle della Nazionale maggiore, ha aperto le marcature con una tripla contro Vigevano, ha spalleggiato con 7 punti sùbito il top scorer Lucio Redivo autore di 17 nel solo primo quarto (24 in due sui 29 di squadra) e ha chiuso con 19 secondo solo all’italo-argentino: 32. In quintetto come Marangon c’era anche il 2003 Giacomo Furin (10+8 rimbalzi) che è l’under lanciato la stagione scorsa in A2 ripescandolo dal prestito in B alla Falconstar Monfalcone per rimpiazzare Aleksa Nikolic colto da saudade per la sua Roseto. Dalla panchina si sono alzati la vecchia conoscenza Shaka Balladino, “vecchio” si fa per dire perché è un 2004 dell’U19 eccellenza, che ha francobollato Gianmarco Bertetti (e poi nel derby contro Trieste ha segnato 8 punti con due triple) e nell’ultimo minuto il nuovo arrivato Fabio Baldares, da Secondigliano via Napoli, che tanto per presentarsi ha sùbito segnato dall’arco dei 6,75.

Dalla panchina è partito anche Francesco Ferrari, top scorer dell’Italia U18 all’ultimo Europeo, arrivato a Lignano nella settimana di ritiro per dare manforte alla Ueb decimata per gl’infortuni del centro Matteo Berti, dell’ala Martino Mastellari e del play – guardia Saverio Bartoli, tre dei cinque nuovi acquisti che hanno marcato visita al Lignanobasket. Ferrari torna al suo College Borgomanero, ma ci dà il destro per aprire il capitolo “federate” ducali sparse in giro per l’Italia. Quest’anno oltre a Marangon del Vigodarzere e al napoletano Baldares, è arrivato anche Giovanni Begni ala del 2006 dal Cus Torino per le giovanili Ueb e la C unica alla Longobardi Cividale. Aveva già giocato in prestito con i ducali lo scorso torneo U19 eccellenza di Pasqua a Lissone assieme al compagno di squadra Kristian Lo Buono e allo spezzino Luca Vivi. Due stagioni fa, al seguito di coach Federico Vecchi responsabile del vivaio Ueb, a Cividale è approdato Furin di Portogruaro e che era già stato alla Virtus Bologna con il suo mentore. L’annata scorsa il 2007 Tommaso Pillastrini ha seguito in Friuli papà Stefano, coach della Gesteco in A2.

Pillastrini, Vecchi e il presidente della Ueb, Davide Micalich, legato al Pilla fin da metà anni Ottanta quando l’ha avuto per assistente nelle giovanili azzurre, ecco spiegato il segreto di come Cividale in tre anni ha bruciato le tappe non solo con la prima squadra in A2, ma anche con il vivaio. Facendo in proprio U19 e U17 eccellenza, senza cannibalizzare in Friuli nelle categorie inferiori le squadre di società minori o dedicate alle giovanili, e offrendo loro uno sbocco concreto in A2, per ora. Era dai tempi del ritorno al basket della Snaidero, dicevamo all’inizio, che non assistevamo a una beneficiata come quella di venerdì al Lignanobasket e non intravedevamo una tendenza concreta al lancio di giovani in prima.

Il secondo ciclo arancione è stato ispirato nel 1998 dal gruppo 1982 della Dentesano Santa Maria la Longa-Bicinicco, finalista nazionale cadetti nel 1999, in cui l’ingegner Edi aveva adocchiato Joel Zacchetti in testa, e Federico Boaro a ruota, arruolando Sasha Vujacic la stagione della ripartenza nell’A2 1999-2000. Ecco, venerdì Marangon e gli altri “ducalini” ci hanno ringiovaniti di un quarto di secolo e ci fanno sognare, a occhi aperti. Tre anni fa da una diaspora e forse da congiunzioni astrali favorevoli, perché il Pilla all’inaugurazione del club a lui intitolato a Manzano ha confessato che dopo Reggio Emilia in A aveva cominciato a pensare di farsi da parte quando Davide l’ha convinto in tempo zero a ripartire ex novo da Cividale, è nata una prospettiva di fare basket di livello e qualità in Friuli partendo dalla base.

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