Riprendiamo da pianetabasket.com uno stralcio di Tuttosport a commento dell’esonero a Cantù di coach Meo Sacchetti e, prima ancora della Supercoppa, alla Virtus Bologna di Sergio Scariolo, perché ne condividiamo in toto le conclusioni. Il problema del basket italiano sta nel manico. In molti casi, in società anche blasonate, manca una classe di dirigenti. Una riprova, nel nostro piccolo, l’abbiamo avuta anche a Udine la stagione scorsa. Quando, in mancanza delle dimissioni di coach Matteo Boniciolli dopo la finale promozione in serie A 2022 persa con Verona, l’Apu non ha avuto il coraggio di arrivare all’esonero tra un campionato e l’altro, ma solo a fine dicembre scorso. Si è visto che stagione è saltata fuori, dopo avere anche abdicato dopo la finale play-off persa nel 2021 con Napoli alla politica degli under in prima squadra: Lodovico Deangeli, Joseph Mobio e Matteo Schina tutti ora da A o dintorni.
Nella giornata di ieri la Pallacanestro Cantù ha ufficializzato l’esonero di Meo Sacchetti (nella foto di copertina). Secondo Piero Guerrini su Tuttosport, <il basket italiano sta lanciando in questa stagione una nuova moda. Preoccupante perché viene da pensare che la programmazione, o perlomeno la visione complessiva non sia così chiara>. Così come Sergio Scariolo a Bologna, anche l’ex Ct della Nazionale è stato “cacciato” prima dell’inizio della stagione.
Confermate le frizioni che c’erano da tempo, come riportato ieri prima dell’ufficialità: <la ruggine si era depositata sui rapporti tra tecnico e società già nella passata stagione>, ma è altrettanto vero che <resta il fatto che quando i rapporti sono deteriorati, quando ci sono dubbi, si possono rivolvere prima che si faccia il mercato, dunque la squadra>, analizza il quotidiano su quanto accaduto in entrambi i casi. Poi la stoccata finale: <Simili comportamenti un po’ dubbiosi, magari legati ai contratti in essere, fanno pensare che il basket non abbia soltanto bisogno di ripartire con il reclutamento e con la costruzione di molti più giocatori di valore nei settori giovanili, ma ci sia necessità di una classe di dirigenti>.