Tre indizi fanno una prova
Fip Fvg non intercetta la C

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Tre indizi fanno una prova. La Fip Fvg non intercetta quanto meno la serie C Silver, massimo campionato regionale. La scelta di lasciar fare le società alla ripresa dell’attività ha portato a due turni già saltati in blocco, l’ultimo di andata e il primo di ritorno, e si va verso il terzo stop totale tra domani e sabato. Coach Thomas Miani, già in preparazione della puntata di “Basket e non solo” andata in onda mercoledì scorso su Radio Spazio, aveva messo sull’avviso della richiesta della Longobardi Cividale di rinviare anche l’unico anticipo di domani della seconda di ritorno con la sua Abc Cervignano.

Oggi il suo solerte collega Davide Pensabene, che ha preso in mano la categoria per il blog proprio nel periodo meno fortunato, aggiorna sugli slittamenti anche di 3S Cordenons – Pallacanestro Trieste dov’è di casa, di Servolana (dove gioca Michael Venturini suo vice nell’under 15 d’eccellenza) – Apt Latisana e di Vis Spilimbergo – Sistema Pordenone. Sui rinvii di Humus Sacile – Libertas Acli San Daniele e Ubc Udine – Csb Corno di Rosazzo lo abbiamo ragguagliato noi, consultando le rispettive dirigenze.

Con la Dinamo Gorizia in turno di riposo perché la C Silver è a 13 squadre, anche la seconda di ritorno va quindi in archivio come tutta da recuperare. Come se non bastassero i sette recuperi ancora in piedi e accumulatisi prima della sosta per le festività di fine e inizio anno, lotto che era di nove e sono stati smaltiti finora soltanto San Daniele – Corno prima di Natale e Cervignano – Latisana dopo l’Epifania. Sperando poi che il massimo campionato riprenda dalla terza di ritorno, anche se è lecito dubitare.

In casa 3S Cordenons, per esempio, si dice che sino a febbraio la squadra non potrà ritornare a giocare perché deve espletare le visite mediche d’idoneità agonistica dei giocatori contagiati. In questo senso la buona notizia è che martedì sera il Ministero della salute, in accordo con la Commissione tecnico scientifica, ha approvato con relativa circolare il nuovo protocollo della Federazione medico sportiva italiana (Fmsi) che riduce i tempi e gli esami strumentali da sostenere per il rientro all’attività sportiva agonistica (Return to play) a seguito di guarigione da Covid-19. Virus che è stato alla base della richiesta di rinvio dell’Ubc al Csb, perché gli udinesi hanno ancora cinque positivi in squadra.

Non molto meglio alla Fip Fvg è andata in D la ripresa all’insegna del laissez faire. Due turni fa sono state giocate due gare, una a Est e l’altra a Ovest; in quello scorso ne sono state disputate tre solo nel girone giuliano – isontino. I campionati giovanili giocano a spizzichi, con torneo esordienti oltre a minibasket, aquilotti e scoiattoli, partiti per ora in campo maschile e con prima fase solo a Pordenone e Gorizia. Anche nelle regioni in cui si è deciso di rinviare la ripresa dell’attività come ha fatto, prima fino a metà gennaio o poi sino alla fine, la Fip Veneto o come hanno fatto le federazioni di altri sport di squadra, quali Fipav e Figc in Fvg, avranno il problema di dove, come e quando piazzare i recuperi o di rivedere le formule dei campionati. Almeno, però, hanno dimostrato organicità nell’affrontare la recrudescenza della pandemia.

Menar vanto del sondaggio dei vaccinati, e non, attraverso la stessa stampa quotidiana di Pordenone a cui la stagione scorsa era stata data intempestiva comunicazione della ripartenza proprio della C Silver, da parte del solito consigliere regionale della Fip Giovanni Battista Peresson invece, alla prova dei fatti, testimonia di quanto il comitato sia scollegato dalle più urgenti necessità del movimento. Così come celebrare i risultati del minibasket dell’Azzurra Trieste in trasmissioni tv da parte dell’altro consigliere regionale Fip, Franco Cumbat, che è ds della società giuliana, non risolve invece i problemi di un settore colpito dalla pandemia e partito solo in due province su quattro.

Crediamo che la Fip Fvg debba ripensarsi e avere una gestione più partecipata coinvolgendo di più tutte le società e persino i tesserati come risulta dalle formule, forse di rito, dei comunicati della Fip Veneto sentiti anche i pareri dei presidenti e dei delegati provinciali. Ne avevamo avuto sentore già la stagione scorsa quando, in un confronto radiofonico con il quasi olimpionico Michele Mian che aveva sollevato la questione della ripresa in sicurezza con una lettera al presidente della Fip nazionale Gianni Petrucci, il numero uno in regione Giovanni Adami aveva rivendicato come una scelta deliberata quella di dare conto sul sito della Fip Fvg solo delle posizioni e iniziative delle società favorevoli alla ripartenza. E’ come se l’arbitro di una partita, eccepiva “Barba” Mian, prendesse le difese di una delle due squadre in campo. E noi, per quel che conta, la pensiamo proprio come lui. Ogni federazione dev’essere di tutti. La Fip Fvg lo è?

(Nella foto di copertina, al tiro Michele Mian che già la stagione scorsa aveva interpellato il presidente della Fip nazionale Gianni Petrucci sulla ripresa in sicurezza)

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