«Mi assumo tutte le responsabilità del brutto gesto compiuto in campo, ma vorrei precisare che le testate, sia la prima sia le seguenti due, sono state gesti del tutto dimostrativi che non volevano fare male. Di fatto non mi sembra che abbiano fatto del male al mio avversario». Luigi Dordei, giocatore conosciuto anche a Udine per avere vestito i colori arancione della Snaidero in Legadue dal 2009 al 2011, non si sottrae alle sue responsabilità in quanto avvenuto durante il derby tra le due compagini italiane nel campionato Europeo della Federazione internazionale Maxibasket conclusosi a Pesaro. Lo fa in un’intervista rilasciata al Corriere Adriatico a firma di Maurizio Marinucci.
Del resto, sono inequivocabili le immagini che lo inchiodano alle sue responsabilità. Il regolamento impedisce che due squadre dello stesso Paese s’incontrino in finale, per cui le formazioni over 40 Fimba Italia e Italia Basket Over 40 si sono incontrate nella semifinale di categoria, ma la partita si è accesa al punto da essere sospesa a inizio ultimo quarto a causa di una rissa iniziata dopo una testata, poi ripetuta, di Dordei a Matteo Formenti.
Il Fimba Disciplinary Board ha deciso che la partita sarebbe dovuta terminare la mattina dopo, ovvero i 9’10” rimanenti. Così è stato, ma non hanno preso parte alla gara ben 15 giocatori, 9 della Fimba Italia e 6 dell’Italia Basket Over. La motivazione generica è per <atti di violenza e ingresso in campo non autorizzato>. Inoltre Dordei, protagonista della rissa assieme a Formenti, ha preso una squalifica di due anni dalla competizione. La coda della partita si è giocata 5 contro 3 e a vincere è stata l’Italia Basket Over 40 per 73-67, rimasta comunque con sei giocatori a disposizione.
Dordei, nell’intervista al Corriere Adriatico, “non esita nell’accusarsi di non essere stato in grado di mantenere i nervi saldi di fronte alle provocazioni ricevute e in un clima non particolarmente collaborativo come quello in cui si giocava, anche per colpa dei direttori di gara, ma, ribadendo che il suo atteggiamento sia da stigmatizzare, ritiene necessario precisare alcune problematiche e rinviare al mittente alcune accuse ritenute gratuite”. In particolare, <quello che è certo è che il momento di tensione era già finito quando un giocatore della panchina avversaria, tale Daniele Lo Russo, che non conoscevo, è entrato in campo e mi ha, lui sì per farmi male, tirato un pugno da dietro la schiena colpendomi in testa e provocandomi conseguenze gravi per la mia salute, che devono essere ancora verificate, ma, soprattutto, ha riacceso gli animi che si andavano già placando e ha creato ulteriori tensioni che sono degenerate in una rissa generale».
Dordei, secondo la ricostruzione del Corriere Adriatico, “è stato colpito tra la tempia e l’arcata sopracciliare, era di ritorno da una visita medica ad Ancona ed era stato visitato dai medici del pronto soccorso di Pesaro il giorno stesso della rissa: dovrà procedere a una serie di accertamenti, dato che non vede bene dall’occhio sinistro. Si spera che l’edema interno che si è creato in seguito al gancio ricevuto si possa riassorbire e sia la causa momentanea del problema visivo”. «La dimostrazione che non volevo fare male – sottolinea il 42enne ex giocatore – è nel fatto che Formenti il giorno dopo ha giocato senza problemi, mentre io sono stato in pronto soccorso e devo ancora ultimare accertamenti medici e mi riservo la possibilità di adire le vie legali contro Lo Russo che mi ha colpito alle spalle senza darmi la possibilità di proteggermi».
Un ultimo sassolino – sempre secondo il Corriere Adriatico -, poi, Dordei vuole toglierselo: Vincenzo Ritacca, allenatore della squadra italiana coinvolta nella rissa, aveva accusato il dirigente della squadra Fimba Italia, Paolo Maltinti, di avere convocato Dordei prendendosi la responsabilità di portare in un torneo del genere un giocatore che, a detta dello stesso Ritacca, è famoso nell’ambiente per intemperanze e squalifiche. Dordei ci tiene a evidenziare che il primo a chiamarlo per giocare il campionato Europeo che si è disputato a Pesaro è stato lo stesso Ritacca con un messaggio WhatsApp che predisponeva a una certa familiarità: <Ciao Gigi, sono Vincenzo Ritacca, quando potrai richiamami per favore>.
Per quanto riguarda i trascorsi udinesi di Luigi, figlio e nipote d’arte in quanto il padre Guglielmo Dordei e lo zio Giulio, in passato, hanno giocato a basket in serie A, se la memoria non c’inganna si era reso protagonista anche di un episodio di altruismo. L’ala allora arancione, poi colpito da un grave lutto familiare nel 2019 con la perdita del figlio Federico a 7 anni in un incidente stradale mentre il padre era alla guida dell’auto, andando ad allenamento al Carnera aveva salvato dall’annegamento un cane che aveva visto in difficoltà in un canale della roggia udinese.