Mi preme fare un piccolo ricordo di Ettore Micalich, papà del presidente della Ueb Cividale, Davide, che mi portava a minibasket da bambino, scomparso ieri, figura di spicco del basket udinese degli anni Settanta, prima come braccio destro del professor Giancarlo Di Brazzà alla Virtus Udine, poi quando l’allora Patriarca si trasferisce a Gorizia diventa il “deus ex machina” della terza società udinese, dopo l’Apu targata Snaidero e la Libertas Udine. Era una persona, sempre affabile, con cui era piacevolissimo disquisire di pallacanestro e ascoltare i suoi consigli, magari stando seduti, come molte volte succedeva in quegli anni in estate, fuori dal mitico “bar Da Bruno”. Allora i Micalich abitavano a cinquanta metri dal bar e dal palasport di via Marangoni, ove si riuniva praticamente tutto il mondo del basket di Udine, a cominciare dal presidente della Fip udinese Ennio Bon agli allenatori di serie A, quali Mario Blasone, Flavio Pressacco o il povero Giulio Melilla, e gli altri delle società minori o dei settori giovanili, assieme ai fischietti e allora Udine aveva arbitri di serie A: Gorlato, Deganutti, Nadalutti. Con Ettore, dopo Nino Cescutti, è un altro pezzo della storia del basket udinese e friulano che se ne va. Ci assale un po’ di malinconia. A Davide e famiglia condoglianze sincere.
Fin qui Ilie, al secolo Ezio Cossio, alle cui sincere condoglianze a Davide e famiglia Micalich mi associo. Aggiungo solo che ho avuto il piacere e la fortuna di conoscere Ettore Micalich molto tempo dopo. Direi soprattutto quando Davide era addetto stampa della Snaidero Basket, quindi già negli anni Duemila, e papà Ettore con l’inseparabile moglie Loretta, a cui ora si ricongiunge, ci faceva da bus navetta venendoci a prenderci in auto nei vari scali aeroportuali sulla via del rientro a Udine. Una volta ricordo che, a causa di uno scombinato volo di rientro da Scafati, si sono sciroppati un cambio di destinazione tra Venezia e Verona o viceversa. Senza fiatare, con grande disponibilità, per passione cestistica e l’amore genitoriale che li legava ai figli. Ricambiati, perché al rientro in auto da ogni trasferta non in aereo in giro per l’Italia nel riaccompagnarmi a casa in Chiavris, Davide sul cavalcavia di via Pieri dava sempre un colpo di clacson per mettere tranquilli i suoi che risiedevano in zona. Di Ettore, oltre alla passione per il basket, ricordo anche quella per la cucina con lezioni particolari di risotto. Il 2023, nel momento meno felice della Ueb Cividale del presidente Davide e del fratello minore Riccardo Micalich, si è portato via dopo il quintetto ideale Tonino Zorzi, Tullio Tomba, Nino Cescutti, Sergio Maschio e Benito Zolia anche il più che degno dirigente accompagnatore Ettore Micalich. Il basket sia ancora con loro.
(Nella foto gentilmente concessa da Alessandro e Massimo Fantini di copertina, Ettore Micalich al centro della Patriarca ragazzi annata 1963 il 16 luglio 1977 prima di giocare la finale nazionale a Castrocaro Terme)