Detto della Fip che plaude all’Euro-poker del ct italo – iberico Sergio Scariolo e di Sportando che esalta le nove finali su nove tornei Fiba collezionate nell’estate 2022 dalla “cantera” della Spagna, cogliendo quattro medaglie d’oro e cinque d’argento fra sette Europei e due Mondiali, altri due autorevoli interventi pongono la questione Italia. Uno è stato ripreso da superbasket.it dalla pagina Facebook di coach Stefano Pillastrini, di stanza per la terza stagione di fila alla Gesteco Ueb Cividale e cultore del prodotto interno: non quello lordo motore dell’economia, ma quello netto che dovrebbe portare nuova linfa all’italica pallacanestro e non oro alla Patria, ma magari qualche medaglia.
<Una considerazione che non vuole essere polemica – scrive il Pilla su Facebook -. Da ormai diversi anni molti giovani giocatori scelgono i college americani per completare la loro maturazione. Ma nell’ottima nazionale agli Europei c’erano solo ragazzi cresciuti in Italia (a parte Mannion che ha sempre vissuto in America). Cioè talenti che quando sono partiti sembravano i migliori, tipo Moretti, Mussini, Oliva, Akele, Dellavalle sono stati considerati meno dei vari Tonut, Baldasso, Fontecchio eccetera. Al contrario, quelli che sono andati in Europa, tipo Spissu, Polonara, Fontecchio, Melli, eccetera si sono affermati alla grande. Forse allora le lacune del nostro movimento sono principalmente nel non valorizzare i giocatori per il top livello e non nella formazione. I fatti dicono che da noi migliorano di più che in America, ma per affermarsi dopo i vent’anni è meglio che vadano in altri paesi europei. Mi piacerebbe che fosse approfondito questo argomento quando si parla di ristrutturazione dei campionati e delle giovanili>.
<Abbiamo tanti giovani italiani validi – dichiara il numero 1 della Fip – che, se hanno la possibilità di giocare, possono rappresentare davvero il nostro futuro. Oggi nel Consiglio Nazionale del Coni si è votato per il numero degli extracomunitari. Ovviamente siamo in testa alla classifica: abbiamo doppiato la seconda federazione con più di duecento visti richiesti. Ecco, finché continueremo su questa linea, quelli che la Nazionale compie saranno sempre dei veri miracoli. Chi è che ha giocato bene agli Europei? Gli italiani che sono andati a giocare all’estero. Quale altra cartina di tornasole ci deve essere? Io non sono contro l’impiego di stranieri, ma che venissero dei campioni, perché per ora c’è tanta “aurea mediocritas”…>.
Bene, bravo bis. Il problema è poi mettersi d’accordo su come riformare davvero i campionati dando spazio anche in Italia ai giovani che escono dal vivaio, senza cadere nelle tagliole delle varie leghe o degl’interessi di parte, e su come calmierare l’importazione di “figurine” che si celano dietro il libero mercato. Per non dire di riforme dei campionati giovanili calate dall’alto, in maniera a quanto pare poco trasparente, che provocano malcontento e almeno un ricorso, vinto, come nell’Under 19 eccellenza.
(Nella foto di copertina, Isaiah Briscoe a Udine è atteso alla prova dei parquet di A2 dopo qualche trascorso Nba)