La legge Melandri del 23 luglio 1999 n. 242 aveva finalmente dato alla componente tecnica dello sport, atleti e tecnici, il riconoscimento della loro centralità nello sport praticato nei confronti delle federazioni e delle società sportive. Dignità e rappresentatività codificate nell’articolo 5 che recita:
<Negli organi direttivi nazionali deve essere garantita la presenza, in misura non inferiore al trenta per cento del totale dei loro componenti, di atleti e tecnici sportivi, dilettanti e professionisti, in attività o che siano stati tesserati per almeno due anni nell’ultimo decennio alla federazione o disciplina sportiva interessata, in possesso dei requisiti stabiliti dagli statuti delle singole federazioni e discipline associate. A tal fine lo statuto assicura forme di equa rappresentanza di atlete e atleti>.
La centralità degli atleti è stata recentemente rivalutata ulteriormente dalla nuova legislazione in vigore sul lavoro sportivo, che ha abbattuto residui medievali come il vincolo sportivo, avviando un processo di rispetto della figura dei protagonisti dello sport come mai prima. Per venire alla Fip, la quota spettante nel Consiglio federale del 30% di rappresentatività degli atleti è stata rispettata dal momento che ne fanno parte Giacomo Galanda, Alessandro Marzoli presidente Giba, e Kathrin Ress sui 12 componenti. Ci sarebbe da lavorare ancora sulla parità di genere, ma per questo possiamo attendere quello che uscirà fuori dopo le elezioni presidenziali di fine anno.
Per tutto questo preambolo fa specie aver letto in un articolo di Michele Spiezia nel suo blog storiesport.it che da un paio di mesi a questa parte i tre rappresentanti dei giocatori avrebbero deliberatamente rinunciato alle loro prerogative di legge in maniera clamorosa. I tre hanno votato a favore, nel Consiglio federale del 13 maggio 2024, della delega dei poteri a loro spettanti in esclusiva al presidente federale insieme agli altri consiglieri. E che il 27 luglio il presidente Petrucci, con una lettera recapitata anche alla Giba, abbia deliberatamente escluso di fatto gli atleti nelle votazioni alle prossime elezioni del 21 dicembre benché siano la componente numericamente più importante dell’intera Fip. Un atto di servilismo nei confronti di un candidato alla poltrona di presidente che non fa loro onore e che riporta la condizione degli atleti al Medioevo sportivo.
Noi, che siamo sfegatati fans di San Tommaso, ovviamente abbiamo preso queste affermazioni in punta di spillo e ci siamo procurati questa fantomatica lettera del 27 luglio 2024, delibera presidente federale n. 2/2024. L’abbiamo letta e possiamo confermare che purtroppo è tutto vero. Di fatto gli atleti se andranno a partecipare all’elezione del nuovo presidente della Fip o rimarranno a casa avranno lo stesso impatto sul risultato finale, cioè zero. Per la spiegazione tecnica, rimandiamo all’articolo di Spiezia, che è molto preciso in proposito.