Stasera ospite l’Edilnol Biella al Carnera va in scena il più classico dei testacoda tra i piemontesi, ancora al palo, e l’Old Wild West Apu Udine, imbattuta dopo due turni. E’ facile prevedere l’en plein friulano dopo la terza d’andata nel girone verde di serie A2, anche se lo sport non è una scienza esatta. Lo lasciano pensare i precedenti in campionato. L’Oww finora ha vinto largo (62-84) a Piacenza sponda Ucc Assigeco e nella prima in casa (71-55) sulla Novipiù Casale Jb Monferrato, che nulla aveva più di fatale da una stagione all’altra quando in piena emergenza espugnò il palasport dei Rizzi. Biella, per contro, è tornata a mani vuote (89-78) da Trapani al via e, quel che è peggio, si è fatta battere a domicilio (63-76) dall’Ucc mono-Usa, visto che Phillip Carr continua a essere indisponibile. Eppure l’Assigeco è riuscita a fare la corsara in un impietoso confronto indiretto tra Biella e l’Apu che lascia prevedere un’altra partita mai nata al Carnera come quella con Casale, di fatto chiusa già dopo il primo quarto finito 28-16.
E’ questo un altro argomento che depotenzia l’A2 de-americanizzata, tema su cui torneremo. Almeno metà squadre per girone, verde e rosso, della categoria non sono competitive e un solo raggruppamento da 14 anziché due da 28 in tutto basterebbe e avanzerebbe. Ma tant’è, questo passa il convento con lo scontro al vertice Cantù-Torino, domani alle 17, in A2 verde da poter seguire in diretta tv su Ms Sport e Ms Channel. Alla vigilia di Apu-Casale, osservando Davide Pascolo a Piacenza soppiantare Phill Carr e Monferrato annunciata con Saverio Collina di Mais – alias Xavier Hill-Mais – scalzato da Leonardo Okeke, avevamo riflettuto sul “peso” degli americani importati oggi. Una volta arrivavano in Italy per fare la differenza, ora anche solo per fare tappezzeria. La realtà di Oww-Novipiù, però, è andata oltre l’immaginazione. Su tre statunitensi sul parquet – Brandon Walters per Udine, Pendarvis Williams e Hill-Mais per Casale – nessuno è andato a canestro su azione. L’unico prolifico è stato Collina di Mais, che ha segnato 2 liberi migliorandosi rispetto al debutto in cui aveva scritto virgola.
Se ricordiamo bene che cinquant’anni fa a Udine un altro americano come Walters spaesato nel rapporto con gli arbitri, tal Jerry Nelson – ma almeno lui non protestava, non capiva proprio che fischiavano fallo a lui – fu tagliato dalla Snaidero in A dopo quattro turni, non ci sovviene di avere mai assistito a una partita con tre statunitensi a secco nel tiro dal campo: record non omologabile per decenza. Prepariamoci stasera a gustarci il neocostituito duo biellese Kenny Hasbrouck, guardia da 6 punti al debutto domenica scorsa contro l’Ucc, e Davis Steven, ala-centro da 9: nessuno dei due in doppia cifra, impresa riuscita a Matteo Pollone e Tommaso Bianchi, quest’ultimo partendo dalla panchina, con 11 a testa. Attenzione al centro Alessandro Morgillo, che la stagione scorsa a Tortona annullò Nana Foulland, pivot che dovevamo stare attenti non ci portassero via ed è finito in Pro B in Francia al Boulazac Basket Dordogne.

Finiamo con il capitolo profezie. Per chi fa sport show-business, anche se nel basket è difficile fare affari, lo spettacolo appena offerto va sempre esaltato. Allora domenica scorsa, non potendo ostentare tre americani incapaci di mettere la palla a canestro che è l’essenza del gioco anche se si parla tanto di difese, oltre ai meriti propri si è reso onore agli avversari. Si è beatificato Alvise Sarto, guardia-ala ventunenne, capace di 23 punti con un 6 su 12 nelle triple rimediato nell’ultimo quarto, l’unico vinto da Casale, dopo un 2 su 6 nei tre persi dai suoi. Si è trovata sistemazione in Nba all’ultimo arrivato in A2, Leonardo Okeke, centro diciottenne uscito dal College Borgomanero, firmato per cinque anni da Tortona neopromossa in A e delocalizzato a Casale per fare esperienza. Forte di 20 punti e 14 rimbalzi in 28 minuti giocati al debutto in categoria, al posto di Collina di Mais a secco in 7, coach Andrea Valentini non ha schierato in quintetto base alcuno dei due. Alla fine anche il buon Leo ne ha messi 2, su 4, ai liberi come il suo collega Usa.
Eppure c’è chi gli ha già profetizzato un futuro nei Milwaukee Bucks, dopo che finora ha fatto una promozione dalla C Gold in B in maglia College e 7 presenze in cadetteria la stagione scorsa con la Mamy Oleggio. Prima che s’infrangesse l’autarchia americana le scelte del Draft di solito uscivano dalle sette Conference Ncaa più qualificate: Big Ten oppure East o anche Eight, Southern, Pac 10, Atlantic Coast e Western Athletic. Nel 1995 il lituano del 1964 Arvidas Sabonis, Principe del Baltico, aprì la via a europei, africani e cinesi, tanto che al Draft 2006 scelta numero 1 risultò Andrea Bargnani. L’anno dopo che John Wallace, nella prima intervista friulana appena approdato alla Snaidero dopo otto stagioni tra i “pro” dal 1996 al 2004, aveva detto che ormai la Nba era diventata “business e geopolitica”. Ora da Udine si lancia Okeke come vent’anni fa capitò a Joel Zacchetti, ventilato futura guardia Nba, che il suo basket se non professionistico, almeno professionale continua a giocarlo in C Silver a Corno di Rosazzo. Sia detto con tutto il rispetto per il 39enne padre di famiglia e il Centro sedia basket.
(Nella foto di copertina Okeke guardato a vista da Walters e in pagina in riscaldamento)