Prima con un turno di anticipo rispetto a fine fase a orologio di serie A2, l’Old Wild West Apu Udine si ribadisce padrona finora di questa stagione. Campione d’inverno a fine andata, titolo rimesso subito in palio perdendo a Biella, si è ripresa il primato al termine del ritorno nel girone verde, alzando prima la coppa Italia di Lega nazionale pallacanestro il 13 marzo a Roseto. Il percorso netto ricorda molto da vicino quello della GeVi Napoli l’anno scorso, promossa in A in finale play – off proprio a spese dell’Oww a cui soffiò la Coppa. Onore al merito fin qui e l’odierno derby triveneto con la Tezenis Verona, seconda nel girone rosso, prefigura un’altra finale promozione ravvicinata.
Ha un tarlo, però. E’ l’ultima giornata di una fase a orologio mezza ininfluente per l’Apu. Su quattro turni ha avuto due contese mediamente contestate nel primo a Nardò, in lotta play-out, e poi con Ravenna, ben più agguerrita di quella decimata battuta in semifinale di Coppa. A Cerreto d’Esi contro Fabriano, già in B prima della fase a orologio e decantata perché la stava onorando avendo battuto 79-78 Cantù senza Trevon Allen e Giovanni Severini e perso 74-73 Piacenza Bakery, non c’è stata partita. Nella palestrina in cui i marchigiani esultavano il 23 giugno 2021 per avere centrato la promozione in A2 in gara5 di finale a spese della Gesteco Ueb Cividale, la Ristopro si è presentata senza i due americani Arik Smith e Damian Hollis, quest’ultimo Usa – ungherese ripescato in C Gold alla Virtus Fondi (quando mai prima quando l’A2 era l’A2 addirittura professionistica…) a gennaio per rinforzare (senza offesa per chi aveva ingaggiato prima) i nepromossi di coach Lorenzo Pansa poi esonerato in favore del vice.
Comprendiamo, quindi, la compostezza con cui coach Matteo Boniciolli, al contrario delle sue abitudini, ha seguito la gara seduto in panchina nella prima stagionale contro un’avversaria suo malgrado autarchica. Dopo avere fatto il callo nella prima fase di A2 all’incirca a una dozzina di partite, la metà fra andata e ritorno cominciando dalla prima a Piacenza Assigeco, con contendenti a uno solo dei due stranieri canonici contro un’Apu costruita alla grande con 11 senior, uno fuori a rotazione. Ancor più condividiamo l’amarezza con cui Boniciolli a caldo, si è letto in zone press intendendo zona stampa che ci sfugge dove possano averla ricavata nella palestrina di Cerreto d’Esi, ha commentato la fine fatta da Fabriano che una volta era il regno dei Merloni pure nel basket.
Ora all’Oww si para davanti per l’ultimo rintocco di orologio Verona in un derby triveneto come sempre intrigante sulla carta, anche perché condito da tanti ex sui due fronti: coach Alessandro Ramagli, il preparatore atletico Giacomo Braida, i play Marco Spanghero e Lorenzo Penna (lungodegente però) tra gli scaligeri, tra gli udinesi Marco Giuri che con la Scaligera ha vinto nel 2015 una delle sue tre Coppe di A2. Con un pizzico anche di friulanità contro data dall’udinese Braida stesso e dall’isontino Francesco Candussi che difendono i colori della Tezenis. L’anticipo play – off di stasera – forse addirittura della finale in questo lato del tabellone con Udine, prima nel girone verde, in pole position e Verona, seconda nel rosso, a ruota – non conta affatto però ai fini della classifica in questa fase a orologio. Questa gara, comunque, non sarà priva di temi tecnico – tattici come quella di domenica scorsa a Cerreto d’Esi/Fabriano.
Va rivista, però, una formula di campionato che si portava dietro le due retrocesse dirette già prima delle quattro giornate a orologio. Che ha già qualificato le 16 squadre da play – off con un turno di anticipo e anche le quattro da play – out. L’Oww da una vittoria nel derby con la Tezenis può ricavare al massimo il migliore record assoluto in A2 di gare vinte (26) e perse (4), con accesso al tabellone Oro e diritto di scelta su quando iniziare il proprio turno nei quarti di finale play – off: sabato 7 o domenica 8 maggio e, siccome tanto ci dà tanto, al Carnera si gioca nel dì di festa e non alla vigilia quando… “la donzelletta vien dalla campagna”. Un po’ poco come incentivo agonistico che dia sale alla competizione e si sa quanto ne abbia bisogno soprattutto questa A2.
Ci penserà la riforma studiata dalla Fip di concerto con le leghe che, per quanto urgente, non è stata ancora approvata dal consiglio federale. Quello competente in materia è fissato per il 6 maggio a Roma, 46esimo anniversario del terremoto in Friuli. Non si tradurrà in un sisma con 8 retrocessioni – come titolato da media di solito ben informati – dall’A2 nelle prossime due stagioni per arrivare a regime nel 2024 – 2025 con una A professionistica sempre a 16 squadre e una seconda categoria, in cui entrerà in vigore il decreto sul lavoro sportivo come in tutti gli altri campionati dilettantistici, dimagrita da 28 a 20 team, a girone unico come ha dichiarato il presidente Gianni Petrucci alla rosea (38 gare, boh…). Il trapasso sarà un po’ più graduale. Rimarrà inalterato l’interscambio fra 2 retrocesse dalla A e altrettante promosse dall’A2, da dove 6 squadre cadranno in B che dovrebbe ripartire con 64 club suddivisi in quattro gironi da 16. Si giocherà sulle promozioni dalla serie cadetta che anziché 4 potrebbero scendere a 2 attraverso una Final four. Contando magari che faccia selezione anche il “Manuale delle licenze”, approvato per la A dall’assemblea di Legabasket e in via di recepimento da parte della Fip, che lo sta adeguando a cascata per tutte le altre categorie fino all’Interregionale.
Qualcosa si dovrebbe fare anche per il mercato di fatto sempre aperto, che disorienta nell’arco di una stagione. Gli ultimi arrivi ufficiali in casa Apu sono il secondogenito di coach Matteo, Francesco Boniciolli, rimpatriato dagli Usa e Alessandro Naoni, via Germani Brescia e in doppio tesseramento con la Falconstar Monfalcone come già in questa stagione sull’asse inverso con Riccardo Azzano. Si tratta di due play, rispettivamente del 2001 e del 2003, che vedremo quale impiego avranno avendo davanti nel ruolo Alessandro Cappelletti, Marco Giuri, Federico Mussini e Vittorio Nobile. Inoltre, radiomercato ripete che si è in attesa di un americano vistato per sopperire a eventuali defaillance di Brandon Walters in una società che ha già avuto a inizio stagione il gettonaro Dwayne Lautier-Ogunleye a tenere il posto in caldo a Trevor Lacey da rimettere in forma. Nulla ci si è fatti mancare, ma pare di essere in un grand hotel con porte girevoli. Anche con il vociferato Usa vistato la rosa ora si attesterebbe a dodici senior, due fuori a rotazione, più quattro under alla vigilia dei play – off: una rosa da A. Anche di calcio, mondo del pallone che scoppia. Non di salute. Vogliamo continuare a imitarlo? Una volta non era così. Anzi, era segno di distinzione differenziarsene.
(Nella foto in copertina, dopo gli arrivi di Boniciolli junior e Naoni ora si attende un alter ego di Walters)