Sarà dato, con ogni probabilità, al palasport Carnera lunedì 6 novembre prossimo, alle ore 14, l’ultimo addio terreno a Nino Cescutti, morto investito da un’auto venerdì sera 20 ottobre scorso in via Colugna all’altezza di via Reana a Udine. E’ l’idea che, secondo persone vicine alla famiglia, si sta facendo strada tra i familiari del compianto campione della pallacanestro friulana, che nello stesso palazzetto dei Rizzi è stato commemorato con un minuto di silenzio osservato domenica 22 ottobre prima delll’inizio del derby di serie A2, girone Rosso tra l’Apu Udine e la Ueb Cividale.
Nino Cescutti, “cecchino” della pallacanestro italiana anni Cinquanta – Sessanta due volte capocannoniere nella massima divisione con la Victoria Libertas Pesaro e altrettante campione d’Italia con il Simmenthal Olimpia Milano e con la Ignis Varese, oltre che ex azzurro, al Carnera ha giocato la sua ultima serie A a inizio anni Settanta con la Snaidero neopromossa. Salto nell’olimpo cestistico nazionale che aveva regalato a Udine per la prima volta nella sua storia nel 1968 con i colori arancione dell’Associazione pallacanestro udinese (Apu), di cui suo fratello maggiore Manlio era direttore sportivo.
All’idea, che dovrà essere confermata dalla famiglia, di dargli l’ultimo saluto al Carnera, messo a disposizione dal Comune di Udine, si sta arrivando dopo che sulla salma di Nino Cescutti è stato espletato all’inizio di questa settimana l’esame autoptico, adempimento legale richiesto dal fatto che l’investitore è indagato per omicidio stradale. Auspice l’associazione Amici del Benedetti, si era pensato anche alla soluzione di tenere la cerimonia al palasport di via Marangoni, tempio della pallacanestro udinese e teatro della storica, prima promozione in A che l’aveva visto protagonista di ritorno sul parquet di casa, ma non è stato possibile per via dei lavori di ristrutturazione in corso al suo interno.
L’orazione funebre che dovrà ricordarlo, come si conviene e merita, sarà con ogni probabilità affidata al giornalista professionista Luigi Maffei, alle prime armi ai tempi della Snaidero della storica promozione in A, e al professor Flavio Pressacco, custode delle memorie cestistiche udinesi e presidente degli Amici del Benedetti. Dopo di che il grande Nino avrà la sua degna sepoltura da parte del suo mondo dei canestri.