L’ultimo addio al leggendario Dražen Dalipagić: Žoc, Pešić, Vujošević, Čović, Pixi si salutano…
Sabato 25 gennaio sarà ricordato per sempre nello sport serbo come la data in cui ci ha lasciato uno dei più grandi giocatori di basket serbi, Dražen Dalipagić. Il mitico Praja, vincitore di dodici medaglie importanti con la Jugoslavia, ha lasciato un segno indelebile.
Martedì scorso si è tenuta una commemorazione in suo onore nell’Assemblea comunale di Belgrado dove, oltre ai suoi familiari, sono intervenute numerose persone del mondo dello sport, in particolare del basket.
Oltre ai suoi ex compagni e colleghi, tra cui Zoran Moka Slavnić, era presente anche l’allenatore della nazionale serba Svetislav Pešić, il presidente del KSS Nebojš Čović, il leggendario Božidar Maljković, oggi primo uomo dell’OKS, ma anche un celebre allenatore e stratega serbo del Partizan Željko Obradović.
Dejan Bodiroga, Predrag Danilović, Duško Vujošević, Vlade Đurović, Muta Nikolić, Aleksandar Saša Đorđević, Miroslav Berić erano solo alcuni dei grandi nomi del basket presenti alla commemorazione, erano presenti anche rappresentanti del calcio.
Erano presenti, tra gli altri, il presidente della Federcalcio serba Branko Radujko, il selezionatore Dragan Stojković Pixi, il famoso calciatore e membro del gruppo di lavoro del Partizan Predrag Mijatović, la leggenda della Stella Rossa Dula Savić.
Il primo a prendere il microfono è stato il suo amico ed ex allenatore del Partizan Duško Vujošević , che ha raccontato diversi aneddoti sulla vita di questo giocatore.
Alla fine, ha detto le parole più emozionanti:
<Il numero delle persone su questa terra sta aumentando, ma siamo sempre meno quelli che appartengono a quel raro gruppo sanguigno. Mi dispiace per te Praja, mi dispiace per noi, Praja>.
Il manager udinese Andrea Fadini ha chiuso le orazioni funebri dopo quella dell’attuale presidente della Federazione di pallacanestro della Serbia, Nebojša Čović, che ha concluso così la sua: <Sto pensando a come salutarti, perché le leggende non possono andarsene, è impossibile salutarle. Gloria eterna a voi e grazie per tutti i maestri>.
Fonte: Telegraf.rs