L’azzurra Vittoria Blasigh:
Riga è un allenatore
che non dimenticherò mai

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𝐕𝐨𝐜𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐏𝐚𝐫𝐪𝐮𝐞𝐭 🏀
𝐕𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐁𝐥𝐚𝐬𝐢𝐠𝐡 – UCF (NCAA Division 1)
Classe 2004, originaria di Latisana, Vittoria Blasigh indossa la maglia della University of Central Florida, dove si prepara a vivere il suo ultimo anno di college. È reduce dal Mondiale con l’Italia, dove si è messa in mostra nella grande rimonta azzurra contro l’Australia.
“𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐞̀ 𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐚 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞?”
“In realtà è nata quasi per caso. Da piccola facevo danza e una mia amica un giorno mi ha portata a vedere una partita. Nell’intervallo sono scesa in campo e ho iniziato a tirare a canestro un po’ per gioco. Da quel momento ho iniziato a chiedere ai miei genitori di provare a giocare. Avevo circa 8 anni e da lì non ho praticamente più smesso. All’inizio era solo divertimento: andare in palestra, stare con le mie compagne, giocare senza pensare troppo a quello che sarebbe potuto diventare. Poi, crescendo, ho iniziato a capire che questo sport mi dava qualcosa di diverso. Mi faceva stare bene, mi faceva sentire me stessa e soprattutto mi faceva sognare. Da lì ha iniziato a portarmi sempre più lontano da casa, prima in Spagna e poi negli Stati Uniti, ma quella bambina che ha iniziato a Udine con un pallone in mano è ancora una parte enorme di me”
“𝐃𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐚 𝐔𝐝𝐢𝐧𝐞, 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐢 𝐭𝐢 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨?”
“Udine per me rappresenta casa e soprattutto le mie radici. È lì che è iniziato tutto e dove ho iniziato ad amare davvero questo sport. Mi porto dietro tantissimi ricordi: le prime compagne, i primi allenamenti, le partite, i tornei e tutte quelle giornate passate in palestra senza pensare a dove il basket mi avrebbe potuta portare un giorno. Da piccola vivevo tutto con molta leggerezza, pensavo solamente a divertirmi e a giocare. Oggi, guardandomi indietro, mi rendo conto di quanto quegli anni siano stati importanti per costruire la giocatrice e soprattutto la persona che sono diventata. Anche se il basket mi ha portata lontano, prima in Spagna e poi negli Stati Uniti, ogni volta che torno a Udine mi ricordo da dove sono partita e quanto sia speciale chiamare quel posto casa”
“𝐂’𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐫𝐢𝐞𝐫𝐚?”
Sicuramente l’anno in cui sono stata allenata da Massimo Riga. È stato un allenatore fondamentale per me, perché mi ha dato tanta fiducia in un momento importante della mia crescita e mi ha fatto capire quanto potessi realmente credere nelle mie possibilità. È anche grazie a quell’anno e al lavoro fatto insieme che poi ho avuto l’opportunità di andare in Spagna. È un allenatore che non dimenticherò mai, sia a livello cestistico sia di crescita personale. Successivamente, gli anni negli Stati Uniti mi hanno permesso di completare e perfezionare tanti aspetti del mio gioco, soprattutto dal punto di vista fisico. L’America mi ha insegnato tantissimo anche sulla disciplina, sulla costanza e su cosa significhi lavorare duro ogni singolo giorno. Penso che tutte queste esperienze, una dopo l’altra, abbiano costruito la giocatrice che sono oggi”
“𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐢𝐨𝐫: 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞?”
“Credo di non aver ancora realizzato fino in fondo quello che ho vissuto. Indossare per la prima volta la maglia della Nazionale senior e farlo ad un Mondiale è stato uno di quei sogni che immagini da quando sei bambina, ma che quando diventano realtà sono ancora più belli di come li avevi sognati. Ogni volta che indossavo quella maglia pensavo a tutta la strada fatta per arrivare fin lì, ai sacrifici, ai momenti difficili, alla mia famiglia e a tutte le persone che hanno creduto in me. Ma la cosa più bella è stata poter vivere tutto questo con un gruppo che in pochissimo tempo è diventato speciale per me. Sono arrivata quasi da nuova, conoscendo davvero poche ragazze, e sono andata via con la sensazione di lasciare una famiglia. È stato uno dei mesi più belli della mia vita e so che, qualsiasi cosa succederà in futuro, questo primo Mondiale avrà sempre un posto speciale nel mio cuore”
“𝐂𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥’𝐀𝐮𝐬𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐞𝐫𝐚𝐯𝐚𝐭𝐞 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝟐𝟓 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐢: 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐞̀ 𝐬𝐜𝐚𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐯𝐨𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐯𝐢 𝐡𝐚 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐞𝐫𝐜𝐢?”
“È difficile spiegare cosa sia scattato in quel momento, credo sia stata una cosa che abbiamo sentito tutte insieme. Anche quando eravamo sotto di 25, guardandoci negli occhi non ho mai avuto la sensazione che qualcuna di noi avesse smesso di crederci. C’era qualcosa dentro di noi che ci diceva che quella partita non era ancora finita. Canestro dopo canestro abbiamo iniziato a sentirla sempre più vicina e a crederci sempre di più, fino ad arrivare davvero ad un passo dal completare qualcosa di incredibile. Fa ancora male, soprattutto dopo aver dato tutto per riuscire a riaprirla, ma allo stesso tempo credo che quella partita rappresenti perfettamente il gruppo che siamo state: non abbiamo mai mollato, anche quando sembrava impossibile, e penso che sia proprio questo uno dei ricordi più forti che mi porterò dietro da questo Mondiale”
“𝐐𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐢?”
“Voglio continuare a crescere e capire fin dove posso arrivare. Dopo tutte le esperienze che ho vissuto tra Italia, Spagna e Stati Uniti sento di avere ancora tantissimo da imparare e soprattutto tanta voglia di farlo. Uno dei miei obiettivi più grandi è sicuramente continuare a meritare questa maglia e riuscire a vivere altre esperienze con la Nazionale senior. Quando provi un’emozione come quella di questo Mondiale, inevitabilmente vuoi riviverla. A livello personale voglio continuare a migliorare ogni giorno, costruirmi una carriera importante e arrivare il più in alto possibile, senza dimenticare mai da dove sono partita”
“𝐅𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐚𝐫𝐪𝐮𝐞𝐭 𝐜𝐡𝐢 𝐞̀ 𝐕𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚?”
“Sono una ragazza molto solare ed emotiva, mi affeziono tanto alle persone e mi piace stare in compagnia. Amo viaggiare, conoscere persone nuove, culture diverse e vivere esperienze al di fuori della mia comfort zone. E poi amo tantissimo il mare… anche se forse dalle destinazioni che ho scelto negli ultimi anni si era già capito: Gran Canaria, Tampa, Miami e Orlando 😂. Mi piace scoprire posti nuovi e credo che anche per questo abbia sempre vissuto con entusiasmo tutti i cambiamenti che il basket mi ha portato. Nonostante sia spesso lontana, però, sono molto legata alla mia famiglia, ai miei amici e alle persone che considero casa”

In bocca al lupo per il prosieguo della tua carriera! 🤍☘️

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E Riga è un allenatore che difficilmente dimenticherà Udine, guardate qual è ancora oggi l’immagine di copertina della sua pagina Facebook:
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