Spesso mi viene chiesta un’opinione sui migliori giocatori nella storia della pallacanestro udinese, intendendo per tali giocatori nati e cresciuti cestisticamente a Udine. Fra i maschi sul podio per me ci sono Nino Cescutti, G.Piero Savio e Jack Galanda; se volessimo un quintetto potremmo considerare a esempio Otello Savio e Michele Antonutti, ma anche Pascolo e Djop sarebbero ottimi candidati. Per il basket femminile i nomi gloriosi sono quelli di Franca Vendrame e Marisa Geroni, anche se sono state considerate e amate come friulane Nidia Pausich e Nicoletta (Nicla) Persi e perché no Licia Bradamante, che però risultano tutte e tre essere frutto del vivaio, formidabile all’epoca, della Ginnastica Triestina e che furono acquistate dall’Apu quando avevano già ottenuto grandi risultati nella massima serie e nella Nazionale maggiore. Ciò premesso sono dell’opinione che a Franca e Marisa andrebbe affiancato il nome di Vittoria (Vito) Blasigh che ritengo sia già oggi, nonostante l’ancor giovane età , la migliore giocatrice italiana. Non tutti in Italia la pensano così: nel Mondiale dei giorni scorsi Vito era considerata, tanto dal coach Capobianco e dallo staff della nostra nazionale quanto da molti giornalisti, come una promessa, da chiamare per cominciare a fare esperienza in vista di una futura maturazione. E in effetti Vito vedeva il campo per qualche manciata di secondi per dare riposo o risparmiare qualche fallo alle compagne più esperte e titolate. La cosa mi suonava come incomprensibile.
Vado indietro nel tempo di qualche anno. Prima del Covid, frequentavo quasi quotidianamente il palazzetto Benedetti di via Marangoni, assistevo agli allenamenti e anche alle gare casalinghe della Delser, militante nei piani alti della serie A2. Vito, classe 2004, allora era una giovanissima dotata di un tiro formidabile dall’arco che sciorinava con buone percentuali, insomma una specialista da seguire con attenzione, ma senza altre frecce al suo arco. A un certo punto però la vidi trasformarsi in modo inatteso: senza perdere le sue doti di tiratrice, giostrava da regista con naturalezza e disinvoltura da autentica fuoriclasse. Già nell’A2 stagione 2020-2021 scende in campo in 28 gare realizzando ben 8.5 punti a partita con una valutazione di 5.4; l’anno dopo 2021-2022, non ancora diciottenne totalizza 33 presenze con ben 13,6 punti e oltre 11 di valutazione. Mi convinsi che era nata una stella e che Franca Vendrame aveva trovato la sua erede. Vito fu stabilmente inserita nelle nazionali giovanili dall’U15 con ottime statistiche e la ciliegina sulla torta del bronzo all’Europeo U20 di Budapest.
Diciottenne si trasferì in Spagna alle Islas Canarias; poi negli Stati Uniti dapprima a South Florida Bulls e poi a Miami Huricans con ottime statistiche intorno al 35% da tre e poco sotto il 50% da due. Insomma, una carriera di tutto rispetto.
Davo quindi per scontato che Vito avrebbe dovuto avere un ruolo primario nella nostra Nazionale e non capivo come invece fosse sottoposta a un severo vaglio per un posto da undicesima o dodicesima, utile negli allenamenti e magari per qualche minuto per far riposare o preservare dai falli qualcuna delle titolarissime. La squadra italiana giocò più che onorevolmente partite tiratissime a basso punteggio contro Cechia e Stati Uniti, poi affondò contro la strapotenza fisica cinese e si trovò a spareggiare contro l’Australia per l’accesso alle final eight. L’Australia è uno squadrone, ma con infortuni importanti e comunque la nostra Nazionale viene travolta; alla fine del terzo tempo, con Blasigh utilizzata come al solito con il contagocce, siamo sotto di oltre 20 punti. A questo punto, perso per perso, Capobianco mette in campo anche Blasigh. Qui cambia la gara, mentre le compagne continuano a lottare caparbiamente forzando tiri, entrate e difesa, lei illumina magicamente la scena con la sua elegante disinvoltura. L’Italia inizia una clamorosa rimonta, condita anche da ottime conclusioni di Vito che, appunto senza mai forzare, rimette in discussione le sorti dell’incontro. Purtroppo alla fine si perderà per due punti, ma Vito ha potuto finalmente dimostrare tutto il suo valore chiudendo con 13 punti tutti realizzati nell’ultimo quarto senza alcuna forzatura: 2 su 3 da due e 3 su 3 da tre. Per sintetizzare largamente la migliore in campo. Nell’amarezza della sconfitta speriamo un punto fermo nelle gerarchie della nostra Nazionale maggiore: nelle prossime occasioni significative Blasigh deve entrare a pieno titolo nello starting five della nostra Nazionale maggiore.
💙 Lacrime per l’eliminazione, ma anche l’orgoglio di far parte di una grande Nazionale per Vittoria Blasigh, che con la sua folle tripla nel finale ha fatto sognare le azzurre
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Concordo pienamente. Avrebbero dovuto vedersi un po’ di video di come gioca in USA, e di come performa nei tiri da 3 (quasi il 40%), e forse l’avrebbero messa in campo prima, e forse le cose sarebbero cambiate. Ma col senno del poi non si va d nessuna parte.