E’ stato profetico, nonché partecipe, il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, alla vigilia della Final eight di coppa Italia di serie B Lega nazionale pallacanestro. Sul suo account Facebook ha scomodato l’uomo invisibile. Lui l’ha fatto pubblicando un post raffigurante la divisa dedicata con cui la Gesteco Ueb Cividale sarebbe scesa in campo nelle finali di Coppa di basket. Dava anche il canale 814 di Sky su cui potere seguire fino a domenica, scorsa, l’evento. Concludeva con un <Forza ragazzi!> da primo tifoso regionale, rivaleggiando con il meno insospettabile presidente del comitato regionale della Fip Fvg, Giovanni Adami, che anche per dovere d’ufficio si è assunto pure il ruolo d’inviato della chat BasketFvg Risultati da Roseto degli Abruzzzi.
Da buon politico, con gesto di sportività bipartisan, Fedriga a finali finite si è anche complimentato con l’Old Wild West Apu Udine per la coppa Italia di A2 Lnp conquistata sul campo del palaMaggetti di Roseto. Dove sta la profezia di Fedriga alla vigilia della finale di B? Sta nel fatto che l’uomo invisibile si è materializzato sul parquet abruzzese nella sfida per la Coppa della Gesteco ai padroni di casa della Liofilchem Roseto. E non vestiva i colori dell’United eagles basketball, meno che meno quelli special edition per la seconda coppa Italia di fila della società ducale nata nel 2020. Vestiva di grigio, la classica divisa indossata dagli arbitri Pierluigi Marzo di Lecce e Matteo Paglialunga di Fabriano (Ancona). Di solito, si dice, il bravo arbitro dovrebbe passare inosservato, essere invisibile appunto, non far parlare di sè nell’arco della gara diretta.
Invece, il duo in grigio di Liofichelm – Gesteco è salito all’onore delle cronache. In particolare, per il fallo in attacco fischiato per una presunta sbracciata amplificata dalla caduta del difensore a una cinquantina di secondi dalla fine al playmaker ducale Eugenio Rota, assistito da un blocco in lunetta di Leonardo Battistini nella propria metà campo. Ciò sùbito dopo il tiro libero del 64-65 segnato da Valerio Amoroso per i padroni di casa. Morale, cambio palla decisivo per invertire l’inerzia della gara: sottomano a segno dello stesso Amoroso, ala-pivot di lungo corso e uno dei triunviri, assieme al play Luca Vitali e all’esterno Giuliano Maresca, con cui l’attuale coach ducale Stefano Pillastrini, assente per Covid in finale di Coppa a Roseto, fece la doppia cavalcata dalla B in A con Montegranaro fra il 2003 e il 2006. Corsi e ricorsi, l’arbitro Paglialunga è di Fabriano, contro cui l’Ueb la stagione scorsa ha perso a gara5 la corsa per la promozione in A2.
E’ anche perché pesi l’ambiente su chi dirige le finali che ci si candida a organizzare finali in casa propria, come ha fatto Roseto ospitando fra l’altro tutta la tre giorni di B al palaMaggetti e distaccando la prima giornata dei quarti di finale di A2 a Chieti. Ne sa qualcosa anche la Fip nazionale che nel 2016 ospitò a Torino il torneo preolimpico azzurro, salvo vedere volare la Croazia ai Giochi di Rio de Janiero 2016. Legge del fattore campo smentita poi anche dall’Italbasket del ct Meo Sacchetti nel preolimpico 2021 a Belgrado, proprio a spese dei padroni di casa della Serbia, per volare indietro nel tempo all’Olimpiade di Tokyo 2020 rinviata di un anno a causa del Covid. Legge a cui sfugge da cinque anni in A2 femminile la Basket Team Crema del presidente Paolo Monclossi, che è anche il vicepresidente di Lega basket femminile, il quale all’indomani della “manita” fatta in Coppa il 6 marzo scorso nell’edizione ospitata a Udine ha confessato alla “rosea” che per scaramanzia da un lustro la sua società non chiede di organizzare le finali in casa. Principio valido, a meno che non si materializzi l’uomo invisibile in favore dei padroni di casa. Complimenti, presidente Fedriga, per la profezia!
(Nella foto di copertina, il post del presidente Fvg, Fedriga, su Facebook alla vigilia della finale di B a Roseto)