La matricola Gesteco
sorpresa dell’A2
ma ora è al dunque

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Anche per la Gesteco Ueb Cividale facciamo alcune riflessioni al termine del girone di andata di serie A2 girone Rosso, terminato al quinto posto a quota 14 punti assieme a Ferrara, Fortitudo Bologna e Nardò. Partita da neopromossa con l’unico obiettivo della salvezza, possibilmente centrando uno dei primi nove posti che garantiscono automaticamente la permanenza anche per la prossima stagione, la formazione del presidente Davide Michalich è diventata la sorpresa del gruppo dimostrando la bontà delle scelte operate in estate.

La prima è stata la conferma alla guida tecnica di coach Stefano Pillastrini, allenatore molto sottovalutato, ma invece con grandi capacità tecniche e tattiche, oltre che di grande esperienza. La seconda è stata scegliere di dare fiducia al gruppo dei ragazzi reduci dalla promozione dalla B, scommettendo sulla loro voglia di emergere e di sfruttare l’occasione per un salto di qualità anche in funzione della loro carriera.

In tal senso, si deve però registrare un piccolo neo riguardante la sostituzione di capitan Adrian Chiera, schierato quale straniero, con Rotnei Clarke. Sicuramente l’italo – argentino era tra i reduci dalla B quello più in difficoltà, ma l’innesto di un giocatore esperto con grandi qualità balistiche quale l’americano non sta portando al salto di qualità prospettato. Anzi, se prima la Gesteco era quarta con un record di 5 vinte e 3 perse, dopo la sostituzione il record è di 2 vinte e 3 perse con la perdita di una posizione in classifica.

Dal punto di vista tecnico quella che poteva essere una debolezza nel roster, cioè la mancanza di un centro puro, si è rivelata invece un punto di forza. Giocare contemporaneamente con due ali atipiche crea molte difficoltà di lettura alle squadre avversarie. Ciò grazie a Giacomo Dell’Agnello, acquisto azzeccatissimo con il suo strano “tiretto” in corsa, e Gabriele Miani capace di colpire da tre, ma anche molto presente ai rimbalzi offensivi. Senza dimenticare l’apporto di Leonardo Battistini che, pian piano, sta eliminando certe “fantasticherie” diventando sempre più essenziale, quello che il gioco in A2 richiede.

Per quanto riguarda il miniplay Eugenio Rota, qui devo fare meaculpa perché ritenevamo che, per le sue caratteristiche fisiche, non fosse in grado di giocare a questo livello. Quanto di più errato. Il portogruarese si sta rilevando uno dei migliori interpreti del ruolo, essendo fra l’altro quarto negli assist con 4,5 per gara.

Ora per la Gesteco arriva il momento decisivo. Dovrà confermare quanto di buono fatto vedere nel girone d’andata, magari riprendendo lo spirito e la determinazione delle prime gare e inserendo sempre meglio Clarke nei meccanismi di gioco. Anche perché la classifica è molto corta. Dopo le squadre a 14 punti, ce ne sono ben quattro a 10, abbarbicate all’agognato e fatidico nono posto. Quindi massima attenzione per non finire decimi, o peggio, che equivale a giocarsi la permanenza in A2 nella fase salvezza, con tutti i rischi del caso.

(Nella foto Ueb Pregnolato di copertina, Dalton Pepper & C hanno chiuso l’andata perdendo con Chiusi a Cividale)

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