La Fip detta le tempistiche:
lavoro sportivo da luglio 2023
e svincolo da quello 2025

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Il presidente della Fip, Giovanni Petrucci, ha espresso <il proprio sconcerto per l’assenza di risposte e rinnova l’invito al Governo di provvedere a correggere le tempistiche per l’entrata in vigore delle norme inerenti al lavoro sportivo e allo svincolo>.

<Si tratta di interventi di buon senso – prosegue un comunicato della Federazione italiana pallacanestro – che consentirebbero al mondo delle società di adeguarsi ragionevolmente ai cambiamenti epocali intervenuti>.

<Si chiede che la disciplina inerente al lavoro sportivo entri a regime da luglio 2023, evitando un anomalo cambio di norme in corso di stagione sportiva, e coerentemente con quella che pare essere la piena operatività del Registro delle Società sportive>.

<In ordine allo svincolo, si chiede che la definitiva entrata a regime venga fissata a luglio del 2025, assicurando un regime transitorio di due stagioni sportive (2023/2024 – 2024/2025) poiché il testo di Legge, come licenziato, non potrà che determinare un terremoto nel mondo sportivo dilettantistico>.

Il presidente Petrucci aveva già sollevato la questione con una nota del 29 settembre scorso in cui si diceva che <ribadisce di non voler entrare nel merito dei provvedimenti, ma di dovere e volere tutelare le affiliate alla Federazione, consentendo loro di avere i giusti tempi per organizzarsi e recepire nel modo migliore le novità introdotte>.

<Il Presidente federale, pur condividendo i principi del decreto correttivo in materia di riforma del sistema sportivo, si dichiara sorpreso circa le assurde tempistiche in esso contenute. Non può ritenersi ragionevole, né opportuno, intervenire a metà stagione sportiva con una diversa e complessa nuova normativa contrattuale>.

<Riguardo al vincolo sportivo la Federazione si era espressa chiaramente nell’interesse delle proprie associate, chiedendo un’entrata in vigore differita e graduale per consentire ai club di pianificare l’attività tecnica e non depauperare gli investimenti compiuti nel corso degli anni. La preoccupazione è relativa soprattutto all’impatto che le nuove norme produrranno in seno alle società sportive, ma anche alla Federazione, non solo sotto i profili economici, ma anche in ambito gestionale e tecnico.

<La Federazione confida che questo grido di allarme non cada nel vuoto, ma possa trovare immediato e favorevole riscontro>. Invece, ieri la Fip si è vista costretta a rinnovare l’invito al Governo: Draghi uscente o Meloni in pectore?

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