Ha manifestato interesse fin dal primo post “Perché Vale tal Gei” e si è sùbito messo a disposizione. Per questo apriamo con lui la sezione “ospiti” del blog. Ne sono onorato, perché Cesare Pancotto è il decano dei coach di serie A ancora in attività, millenario dietro soltanto a paron Tonino Zorzi che ha chiuso la carriera con 1.073 panchine. In Fvg lo ricordiamo a Udine con la Snaidero dal 2005 al 2008, con un record di 50 gare vinte e 52 perse e il premio di miglior allenatore dell’anno nel 2005-2006, dopo una milizia triestina dal 1999 al 2004 con un intermezzo romano nel 1999-2000. Ben sapendo che se troverà una squadra non avrà più tempo per il blog, volentieri pubblico questo suo contributo sulla A, al via sabato con Napoli-Olimpia Milano, partenza vista nell’ottica di un allenatore esperto della categoria.

La Supercoppa è in bacheca in casa Segrafedo Virtus Bologna. Il primo dei cinque contenitori area Fiba (campionato, Supercoppa, coppa Italia, coppe europee, finestre della Nazionale) è stato archiviato. Sabato 25 settembre apre le porte alla prima “palla a due” di serie A. Nuove speranze, nuovi entusiasmi, nuove energie per una nuova stagione. La fase precampionato è stata la premessa, per impostare il lavoro di conoscenza e capire come svilupparla: prova, errore, miglioramento. Non va dimenticato che la squadra la conosci solo dopo che l’hai allenata. Ogni coach lavora per far diventare squadra un insieme di individualità. Sono stati costruiti rosters più o meno lunghi in funzione degli obbiettivi, del numero di competizioni e partite da affrontare. Budget diversi, stesso gran premio (il campionato), corso con auto potenzialmente diverse. Tutte le società hanno fatto le scelte inserendo i migliori e più giusti giocatori, ma sarà il lavoro quotidiano, indispensabile, a migliorarle e portarle al massimo livello di potenzialità. Ricordandoci che la squadra non è soltanto numeri e statistiche, ma sogni, passione, desiderio, sacrifici. Importante, inoltre, per vincere è quello che non si vede: struttura della società, organizzazione, progettualità, cultura del lavoro e per la vittoria, gestione dei vari momenti del campionato.
Sono arrivati nuovi giocatori provenienti dalla Nba, anche se inseriti, maggiormente, in squadre di alta classifica o partecipanti alle varie coppe europee. Otto squadre saranno al via delle varie competizioni europee (Eurolega, Eurocup, Bcl, Fiba Euro cup) cospicua presenza del nostro campionato. Anche se la fisicità, l’atletismo, le giocate da campioni sono la parte esaltante e spettacolare della partita, per vincere, però, bisogna integrarle con organizzazione difensiva, qualità offensiva, e dopo aver creato identità e personalità (per tutte le evenienze nella partita e nel campionato). Due i coach ex Nba: mi piace pensare e conoscere il metodo che porteranno nel lavoro dello staff.
Stili di gioco: il basket è fondamentalmente lo stesso, sono state le regole (24 secondi, tiro 3 punti…) e soprattutto la fisicità e l’atletismo dei giocatori che hanno portato allo sviluppo del gioco attuale. I coach, pur mantenendo e sviluppando il loro sistema, si sono adeguati. Le squadre sono la sinergia e non la somma creativa della identità portata dal coach e dalla personalità e qualità dei giocatori. Questa capacità è legata alla necessità che i tanti cambiamenti ad inizio stagione o nel prosieguo di diversi giocatori ti impongono. Il basket moderno impone di creare vantaggi e sfruttarli nel minor tempo possibile, per cui vedremo tanti tiri nei primi secondi dell’azione, tanti pick and roll, uso e non abuso (comunque da non demonizzare). Ogni partita dovrà servire come “check “ e gli allenamenti per migliorare (soprattutto nelle prime partite). Non amo dopo ogni partita cercare i colpevoli, preferisco riconoscere gli errori, base per migliorare la squadra.
Si riproporrà lo “scontro” tra metropoli e provincia, uno propedeutico dell’altro, e le due neopromosse Napoli e Tortona le rappresentano. Covid, impianti, presenze: lo sport, gli atleti, le società, gli sponsor hanno bisogno dei tifosi. Nel rispetto di chi dovrà prendere le decisioni sulla capienza, mi auguro palazzetti sempre più frequentati, sempre più pieni, sempre pieni di passione. Non amo i pronostici, non mi piace a priori chi sarà considerato più forte dell’altro. Mi piace il senso della conquista. In bocca al lupo
Cesare Pancotto
