
Juan Toscano-Anderson, cosa porta alla Pallacanestro Trieste? Lo scouting
La Pallacanestro Trieste, nella stagione appena conclusa, si è affermata come una delle realtà più elettrizzanti della Lba, sia per il gioco espresso sia per la filosofia che anima la proprietà statunitense. A conferma delle ambizioni della società giuliana è arrivato l’innesto di Juan Toscano-Anderson, noto ai più per essere stato un giocatore dei Golden State Warriors nel recente passato.
La carriera
Classe 1993, statunitense, muove i primi passi cestistici alla Castro Valley High School (California). L’ottimo rendimento gli apre le porte dei Marquette Golden Eagles.
Nei primi anni di college fatica a ritagliarsi spazio, ma comincia a mettere in mostra le sue doti atletiche e difensive. Nell’ultima stagione da senior ottiene maggiore minutaggio, chiudendo con medie di 8,3 punti, 5,7 rimbalzi e 1,1 assist a gara.
Dichiaratosi eleggibile per il draft, nel 2015 non viene selezionato e si trasferisce in Messico per iniziare la carriera professionistica con i Soles de Mexicali.
Negli anni successivi, prima dell’approdo in Nba, vive esperienze in Venezuela con i Bucaneros de La Guaira (2016–2017) e nuovamente in Messico con i Fuerza Regia, dove rimane fino al 2018, conquistando due titoli nazionali.
Nel novembre 2018 ottiene un contratto con i Santa Cruz Warriors, squadra di G League affiliata ai Golden State Warriors. Le buone prestazioni convincono la franchigia a confermarlo anche per la stagione 2019–2020.
L’ottimo rendimento in G League spinge i Warriors a dargli una chance in Nba, offrendogli un contratto triennale. Nel primo anno trova poco spazio, ma lascia intravedere le sue qualità atletiche e difensive.
Nella stagione 2020–2021 ottiene più minuti, giocando 53 partite e chiudendo con medie di 5,7 punti, 4,4 rimbalzi e 2,8 assist a partita. Entrato stabilmente in rotazione, partecipa alla cavalcata che nel 2021–2022 riporta l’anello sulla Baia.
Nella stessa stagione prende parte anche allo Slam Dunk Contest, diventando uno dei protagonisti della manifestazione.
Scaduti i tre anni di contratto con i Warriors, firma con i Los Angeles Lakers per la stagione 2022–2023, ma a febbraio viene ceduto agli Utah Jazz. Finito ai margini del mondo Nba, nel 2023 approda in G League con i Mexico City Capitanes.
A dicembre dello stesso anno firma un contratto decadale con i Sacramento Kings, successivamente rinnovato fino a febbraio, quando fa ritorno in G League, dove rimane anche per la stagione 2024–2025.
Ma che giocatore è Juan Toscano-Anderson?
I fan Nba di lunga data non avranno bisogno di molte spiegazioni per sapere che tipo di giocatore sia Toscano-Anderson, ma i neofiti e chi segue l’Nba in maniera meno assidua potranno così farsi un’idea delle sue caratteristiche e dell’impatto che potrebbe avere in una realtà come Trieste.
Ancora una volta ci appoggeremo alla nostra collaborazione con Synergy per tracciare un profilo del giocatore, descrivendone punti di forza e punti deboli.
Attacco
Come di consueto, partiremo dalle definizioni che Synergy dà del giocatore. Nelle stagioni trascorse tra Nba e G League è stato definito playmaking wing e slashing wing.
Si tratta di un’ala molto versatile, dotata di ottime doti atletiche e che, in ambito Fiba, potrebbe avere un certo vantaggio fisico rispetto ai pari ruolo, grazie anche alla sua apertura di braccia.
Come possiamo notare, non è un tiratore costante dall’arco, ma in situazioni di spot-up dinamiche può essere efficace. Sarà però necessario rivalutarlo considerando le misure del campo Fiba.
Nella sua ultima stagione di G League ha comunque prodotto 0,931 ppp nelle situazioni di catch and shoot.
Decisamente meno a suo agio quando deve attaccare i closeout dal palleggio. Essendo un tiratore non sempre affidabile, le difese spesso gli concedono spazio sul perimetro, ma intasano l’area per proteggersi dalle sue incursioni al ferro.
Molto più a suo agio, invece, quando può giocare in transizione: ha un’ottima capacità di coprire il campo, sia con la palla in mano, sia accompagnando l’azione.
Una skill perfetta per una squadra che, con ogni probabilità, seguirà il canovaccio tecnico della scorsa stagione, fatto di ritmo alto e tanti giochi in transizione.
Il punto di forza forse più rilevante del suo arsenale offensivo è la capacità di generare punti in situazioni di taglio: sempre in movimento e sempre con il timing giusto. Nella sua ultima stagione di G League ha generato 1,129 ppp.
Possiede una notevole capacità di leggere gli errori della difesa e sfruttarli a proprio favore.
Abilità che trasporta anche nella lettura della difesa sui blocchi, tanto da risultare un tiratore più efficace rispetto alle semplici situazioni di spot-up.
Il suo limite più evidente, però, è nella gestione del pick and roll da handler principale, come testimoniano i soli 0,597 ppp generati in soluzioni individuali e 0,709 ppp in soluzioni di squadra.
In questo aspetto emergono nuovamente le sue difficoltà al tiro: la difesa scommette contro le sue percentuali e spesso opta per passare sotto il blocco, intasando l’area.
A livello offensivo siamo di fronte a un grande atleta, in grado di offrire molte soluzioni lontano dalla palla. Legge molto bene lo spacing dell’attacco e le scelte difensive, ma di contro garantisce meno affidabilità con la palla in mano.
Caratteristiche che, al momento, si basano esclusivamente sulle esperienze maturate a cavallo tra Nba e G League e che potrebbero variare in un contesto Fiba, dove con buona probabilità avrà richieste diverse.
Difesa
Fin dai tempi del college è stato elogiato come un difensore attivo, in grado di dare una grossa mano nella sua metà campo. I suoi mezzi atletici, uniti alla sua apertura di braccia, possono essere un bel jolly in un campo più piccolo e senza l’obbligo dei tre secondi difensivi.
Entrando ancora più nello specifico, possiamo notare come sia molto efficace quando deve ruotare sulle situazioni di spot-up. Lo specimen fisico sopra descritto torna molto utile quando è chiamato a disturbare i tiratori.
Ha anche una certa incostanza nell’uscire correttamente sul tiratore. Spesso arriva a disturbare il tiro, ma non è sempre nella posizione ideale per contestare una eventuale penetrazione. Compensa con un fisico in grado di occupare spazio e assorbire i contatti. Caratteristica che tornerà molto utile in Europa, dove mediamente avrà a che fare con corpi più piccoli rispetto all’Nba.
Il pezzo forte delle sue capacità difensive è il contenimento dell’1 vs 1. In isolamento è un brutto cliente da attaccare.
Le già citate braccia molto lunghe e le sue dimensioni, lo rendono un difensore complesso da fronteggiare in quanto è molto abile nel togliere visione del canestro, anche ad attaccanti molto abili in 1 vs 1. In un sistema difensivo molto “estremo”, fatto di aggressione sulla palla continuo, questa capacità di contenimento potrà essere molto utile.
Ovviamente in questi anni Nba ha presentato anche lati oscuri a livello difensivo, soprattutto quando è stato coinvolto nei blocchi a livello difensivo, sia sulla palla, sia lontano dalla palla.
Nelle situazioni di pick and roll difendendo il palleggiatore ha spesso faticato. Le sue difficoltà si palesano sia nel passare sopra il blocco, sia nel leggere la posizione del bloccante e reagire di conseguenza. Aspetto che dovrà essere attentamente scoutizzato dal coaching staff di Trieste.
Ricapitolando: siamo di fronte a un difensore molto abile sulla palla e nel contenimento dell’1 vs 1. Le sue lunghe braccia gli permettono spesso di disturbare il tiratore. Presenta una certa difficoltà quando è chiamato a navigare sui blocchi, sia sul palleggiatore, sia lontano dalla palla.
Conclusioni
Trieste si assicura un giocatore che incarna appieno la sua filosofia. Un grande atleta con una spiccata propensione al gioco in transizione e un fisico che gli consente una notevole versatilità. Visto principalmente in contesti Nba/G-League, è tutto da scoprire in un ambiente Fiba, dove gli verranno richieste cose in più rispetto a quanto è solito fare. Potrebbe essere coinvolto maggiormente in situazioni con la palla in mano, sia in pick and roll, sia in isolamento.