Il prossimo Draft 2022
si colora di tricolore:
si dichiara pure Okeke

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Il prossimo 23 giugno al Barcley Center di New York, si terrà, la 76esima edizione del Draft della Nba, occasione in cui le 30 franchigie della prima Lega al mondo selezionano i migliori giovani talenti usciti dalle università americane, ma anche quelli provenienti dai campionati di tutto il mondo, che abbiano compiuto almeno il diciottesimo anno d’età.

Quest’anno c’è un grande interesse degli appassionati italiani verso l’avvenimento per la presenza tra i nomi dei giocatori dichiaratisi disponibili, di quattro nostri talenti: Paolo Banchero, Matteo Spagnolo, Gabriele Procida e Leonardo Okeke.

Dai vari “mock Draft”, le previsioni pubblicate dai siti specializzati e aggiornate quasi settimanalmente, Paolo Banchero, anche dopo le ottime prestazioni in maglia Duke University nelle recenti finali nazionali della Ncaa, sarà sicuramente selezionato tra le prime tre chiamate.

Il Draft prevede due giri di scelte ognuno di trenta chiamate, le quali sono effettuate in ordine inverso alla classifica finale della stagione regolare, salvo la possibilità che le stesse siano state cedute in occasione di scambi avvenuti fra le squadre. Quest’anno, per esempio, San Antonio avrà tre chiamate al primo giro, mentre le due franchigie di Los Angeles neanche una. Riguardo proprio al secondo giro sembra esserci un forte interesse per due protagonisti del nostro campionato di serie A: Matteo Spagnolo, play – guardia di Cremona, e Gabriele Procida, guardia – ala della Fortitudo Bologna, entrambi attorno alla 50-55esima chiamata.

Da ultimo anche Leonardo Okeke, centro del 2003, protagonista di un discreto campionato in A2 con maglia della Novipiù Monferrato, si è dichiarato per il Draft. Vedremo se la previsione di coach Matteo Boniciolli, che lo vede come sicuro scelta Nba, sarà confermata o smentita.

Ma andiamo a conoscere meglio questi nostri prospetti.

Paolo Banchero

Ala forte italo americana del 2002, di 2,08 per 113 chili, è reduce dall’ottima stagione da matricola alla Duke University, allenata per l’ultima volta dalla leggenda Mike Krzyzewski, coach anche della nazionale Usa, oro alle Olimpiadi di Pechino 2008, Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016, nonché il coach più vincente nella storia del campionato universitario con 1.097 vittorie in 42 anni di carriera con la Duke University.

Banchero è un’ala forte moderna con grande stazza fisica, ma dotato anche di ottimi movimenti individuali e tiro da fuori, per cui può tranquillamente giocare tutti e due gli spot di ala e, all’occorrenza, può essere impiegato anche da centro, dato che non manca certo di chili e centimetri. Nell’ultima stagione Ncaa ha fatto 17,2 punti a gara con 7,3 rimbalzi, selezionato nel secondo quintetto dei migliori giocatori dell’anno.

Nel febbraio 2020, in occasione dell’acquisizione della cittadinanza italiana, ha dato la sua disponibilità a vestire la maglia della nazionale azzurra, anziché quella americana, di cui sarà sicuramente uno degli elementi di punta dei prossimi dieci – quindici anni.

Matteo Spagnolo

Play del 2003, di 1,94 per 86 chili, reduce da una ottima stagione con la Vanoli Cremona, arrivato in prestito dal Real Madrid, dove si è trasferito nel 2018 dalla Stella Azzurra Roma. Play moderno, con fisico e ottimi fondamentali, in rampa di lancio per diventare il futuro titolare dei “blancos”, sempre che non prenda prima il volo in direzione degli States. 12,1 punti e 2,6 assist a gara nell’ultima stagione. Giocatore già adesso nell’orbita della Nazionale maggiore, con tre apparizioni nel torneo di qualificazione al Mondiale.

Gabriele Procida

Guardia – ala del 2002 di 2,00 per 88 chili, nell’ultimo anno alla Fortitudo Bologna, fortemente voluto dall’ex coach Jasmine Repesa. Giocatore dai grandi mezzi atletici con ampi margini di miglioramento, aspetto per cui risulta un prospetto intrigante per gli scout Nba che prediligono giocatori “futuribili”, rispetto a quelli già formati, soprattutto per le scelte al secondo giro. 7,1 punti e 3,1 rimbalzi a gara in campionato.

Leonardo Okeke

Centro del 2003, 2,06 per 98 chili, di proprietà di Tortona in prestito quest’anno a Casale Monferrato in A2. Giocatore ancora tutto da costruire, sia fisicamente sia tecnicamente, con scarsissima esperienza di gioco ad alto livello, risulta per adesso un prospetto molto acerbo, ma il suo nome è sicuramente presente sui taccuini degli scout Nba. Forse non sarà selezionato, ma con il lavoro potrebbe diventare un lungo interessante. Sarebbe una bella notizia per il basket italiano e la sua Nazionale, considerate le attuali carenze nel settore dei lunghi.

Da ultimo, una considerazione sul sistema delle scelte Nba grazie al quale è possibile per squadre reduci da stagioni negative riuscire, in pochi anni, a cambiare completamente la propria situazione. Vedasi quest’anno i Memphis Grizzlies e i Cleveland Cavaliers centrare i play – off, addirittura per Memphis con il secondo record nella Western Conference. A differenza di franchigie, finanziariamente molto più potenti, come i New York Knicks e i Los Angeles Lakers escluse dalla post season. Da ciò l’importanza che riveste per le squadre Nba lo scouting dei giocatori in tutto il mondo, a cui sono dedicate molte risorse con specifici uffici e decine di analisti e osservatori.

Anche se il contesto è completamente diverso rispetto al nostro, studiare qualche forma simile al sistema Usa da introdurre anche da noi credo possa migliorare la competitività del campionato, ampliando il numero di società in lotta per la vittoria finale anziché, com’è oggi, ristretta alle sole Virtus Bologna e Milano.

(Nella foto di copertina, Okeke guardato a vista da Walters si dichiara per il Draft Nba: hai visto mai…)

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