Primo trimestre contrassegnato da un’ampia sufficienza per la Dinamica Dinamo Gorizia. Firmato coach Gigi Tomasi, che nella vita di tutti i giorni è abituato ad assegnare voti essendo professore. Un girone d’andata quello della neopromossa compagine goriziana contrassegnato da un inizio shock nei primi tre turni (pesanti ko casalinghi con Ferrara e Pordenone inframezzati dallo stop contro la Virtus Padova) per una serie B interregionale che, però, giornata dopo giornata si è rivelata un campionato arduo, ma non impossibile. Anche alla luce di tutta una serie di contrattempi che nell’arco di una stagione vanno, certo, messi in preventivo, ma che al contempo hanno impedito alla Dinamica e al suo allenatore di lavorare con il gruppo al completo per due settimane fa. Un dazio che nel caso di una squadra neofita della categoria ha, senza ombra di dubbio, pesato parecchio senza comunque far scemare l’entusiasmo che contraddistingue l’ambiente della Dinamo.
Tomasi: <Sapevamo e avevamo messo in conto che sarebbe stato un anno difficile, tra l’altro lontani da casa. Da neopromossi c’è sempre bisogno di un periodo di assestamento e ambientamento con la nuova categoria dove i valori tecnici, fisici e di organizzazione naturalmente salgono. Abbiamo dovuto giocoforza cercare un “piano b” quando a fine agosto è stato chiaro che non avremmo avuto il roster che avevamo immaginato e voluto a luglio. La società è stata molto brava ad adattarsi in fretta pescando dal mercato anche a campionato iniziato. Le 5 vittorie e 6 sconfitte sono un risultato in linea con le nostre aspettative estive per un rendimento fin qui nel complesso soddisfacente. Siamo consapevoli delle difficoltà che abbiamo incontrato, ma anche della crescita complessiva che abbiamo avuto. Da parte mia ho cercato in questi tre mesi di trovare via via nuovi equilibri di fronte a scenari in continua mutazione, per mettere i ragazzi nelle condizioni di dare il massimo e posso dire di aver sempre avuto risposte positive dalla squadra in termini di impegno e dedizione. Abbiamo alcuni punti deboli su cui possiamo ancora lavorare per migliorare, la nostra crescita passerà dalla consapevolezza che continuando a lavorare seriamente in settimana sui dettagli potremo costruire quell’identità di squadra che a volte non riusciamo a mostrare per gli interi 40 minuti di una gara. Dobbiamo però sempre, tutti, mantenere ben chiara la barra diritta verso il nostro obiettivo, chiaro già dall’inizio: la salvezza e il consolidamento della Dinamo in un campionato nazionale. In questo senso penso che possiamo essere soddisfatti di quanto fatto fino a oggi>.
Estrapoliamo brevemente le tappe secondo il coach più significative in queste prime undici giornate di campionato: <La gara più deludente per come si è sviluppata soprattutto nell’ultimo quarto, dove abbiamo concesso all’avversario ben 31 punti, è quella recente con lo Jadran. Sconfitta che mi è bruciata parecchio, al di là del solo punto che ci ha diviso dai triestini. Una prestazione che ha rischiato di rovinare quanto di buono fatto nelle precedenti settimane. E’ anche il match che vorrei tornare a rigiocare più di quelli persi in volata con Valsugana e Oderzo o quello alla seconda giornata contro la Virtus Padova, attuale sesta in classifica. La gara che mi ha lasciato il sapore migliore in bocca è stata invece quella a Jesolo dove, a parte il forfait di Colli, eravamo finalmente quasi al completo e abbiamo evidenziato le nostre potenzialità. Soprattutto dal punto di vista dell’equilibrio di squadra per i 40 minuti a cui accennavo poco sopra>.
(Nella foto di copertina by Mauro Blazica, Giulio Casagrande migliore realizzatore della Dinamica)