Il memorial Piera Pajetta, vinto dall’Umana Reyer Venezia in una finale tutta di serie A sulla Pallacanestro Trieste mentre l’Old Wild West Apu Udine si è consolata con il terzo posto guadagnato nel faccia a faccia di A2 con la Reale Mutua Torino, è di fatto la deadline del periodo di prova del play italo – argentino Gastòn Whelan in Friuli.
Il termine scade lunedì 4 settembre e dopo la due giorni al Carnera, seguita alla prima uscita contro la Rucker San Vendemiano di B a fine ritiro montano a Tarvisio, il gaucho ha le ore contate in maglia bianconera. Nella finalina di consolazione del torneo intitolato alla madre del presidente dell’Amici pallacanestro udinese, Alessandro Pedone, Whelan non è partito in quintetto base. Gli è stato preferito l’Under 23 Mattia Palumbo, la cui prova coach Matteo Boniciolli aveva decantato già nelle dichiarazioni dopo la semifinale del memorial persa di 20 punti contro Trieste nella riedizione del derby Friuli Venezia Giulia più di campanile.
A Palumbo è stato affiancato il play – guardia statunitense Khesun Sherrill, già contrattualizzato. In ala si è continuato con esperimenti d’intercambiabilità fra numeri 3 e 4, schierando in partenza Raphael Gaspardo e capitan Michele Antonutti. Centro titolare è stato ancora una volta Marco Cusin, anche perché era l’unico a disposizione con Francesco Pellegrino fuori causa per problemi fisici. Ma torniamo a bomba.
Quindici punti su 19 di squadra segnati nel solo primo quarto dall’americano Frank Bartley IV per Trieste in semifinale contro Udine al Pajetta devono avere convinto che la soluzione del doppio play tascabile (Sherrill 1,75 e Whelan 1,85) non è poi così producente per l’Oww. A ore il play campione d’Argentina con l’Instituto Cordoba, messosi alla prova a Udine senza contratto, dovrebbe avere il benservito dall’Apu. Neanche il passaporto italiano di cui è in possesso, che consentirebbe di tesserarlo da straniero senza spendere uno dei due visti stagionali per extracomunitari a disposizione di ogni club, dovrebbe regalargli il posto.
Per la sua sostituzione torna in voga l’idea di una guardia a stelle e strisce. Ora si tratterà di vedere se con tendenza a fare il play oppure l’ala. In quest’ultimo caso potrebbe ritornare a fare tendenza un nome già corso quale quello dello statunitense Isaiah Briscoe, magari dando fiducia all’1,98 Palumbo in regia affiancato a Sherrill. Di rincalzo ci sono pur sempre Federico Mussini e Vittorio Nobile. O se la guardia Usa in arrivo si sdoppierà in play, lasciando Fabio Mian unica ala piccola senior in rosa con l’under Tommaso Fantoma guardia – ala alle sue spalle.
(Nella foto di copertina, Gaston Whelan è partito dalla panchina contro Torino nella finalina del Pajetta)