Il Comune di Udine vara
il suo piano di ristrutturazione
palaCarnera 4.0 al passo

La Giunta comunale di Udine, su proposta dell’assessora allo sport Chiara Dazzan, ha approvato un progetto relativo al palasport Carnera allo scopo di potere presentare successiva istanza di contributo alla Regione nella cornice della legge 22 del 2022. Il progetto fa seguito a una previsione di contributo arrivata proprio dalla direzione centrale cultura e sport dedicata allo storico impianto udinese per il finanziamento dei lavori di ammodernamento, efficientamento energetico e manutenzione straordinaria.

<Ai fini della concessione del contributo – spiega l’assessora Dazzan – era necessario che il Comune presentasse un progetto contenente la descrizione dell’opera da realizzare, il quadro economico e il cronoprogramma degli interventi. Il termine inderogabile era stato fissato per il 18 di ottobre. Gli uffici comunali hanno quindi redatto un importante piano d’interventi per un valore di circa 3 milioni e 660mila euro>.

Il corposo programma di riqualificazione riguarda sia l’aspetto estetico sia quello dell’efficientamento energetico, oltre che l’adeguamento dell’impianto alla possibilità di ospitare eventi extra sportivi. La capienza del palasport infatti, dopo l’ultima ristrutturazione è stata portata a 3.419 spettatori.

Il nuovo piano prevede una riqualifica sia di tipo architettonico sia energetico oltre che alcuni interventi di tipo funzionale. Innanzi tutto saranno sostituiti tutti gl’infissi, risalenti agli anni ’70, ormai non più riparabili e dotati di ombreggianti per evitare l’eccesso di luce all’interno, che ormai non svolgono più la loro funzione. Per lo stesso motivo è stata ipotizzata una nuova ritinteggiatura esterna, accompagnata dall’installazione di un innovativo involucro frangisole in materiale metallico che smorzerà l’effetto di abbagliamento all’interno del campo. Saranno utilizzate speciali lamelle orientabili in maniera automatica, capaci di preservare un clima più fresco all’interno dell’edificio e contestualmente di avere un aspetto estetico accattivante.

L’assenza di un impianto di climatizzazione è un altro problema che il pacchetto d’interventi andrà a risolvere. Il Carnera sarà dotato di un nuovo impianto di condizionamento estivo e invernale che consentirà risparmi di spesa, benessere e qualità dell’aria e dell’umidità, oltre che un minor degrado della struttura. Tutta l’illuminazione sarà poi sostituita con lampadine a Led, aumentando il grado di ecosostenibilità dell’impianto.

Il parquet interno, prefinito in legno di betulla, pur ripristinato nel 2019, risulta già in cattive condizioni e ha la necessità di essere sostituito. L’ipotesi è quella di adottare una pavimentazione in grado di sopportare carichi elevati, in particolare strutture temporanee e palchi.


Fin qui il comunicato del Comune di Udine, pubblicato pari pari anche dal Messaggero Veneto articolo che l’amico Giorgio Pilosio ha postato sulla chat whatsapp di Vale Tal Gei. Poi c’è chi ci ha inoltrato anche l’articolo de Il Gazzettino a firma Camilla De Mori dal titolo “Carnera, il Comune vara il “suo” piano” con sottotitoli “Niente incapsulamento e nessun ampliamento a 7mila posti come nell’avveniristico progetto 4.0 prospettato dai privati” e “Dazzan: <Non potevamo permetterci di perdere il treno dei 3 milioni regionali, ma nulla osta a riparlarne con Pedone>.

Non saremo certo noi a meravigliarci che il Comune di Udine, con la partecipazione al bando regionale in scadenza il 18 ottobre scorso, si sia coperto le spalle per potere attingere al contributo di 3 milioni di euro deliberato dalla Regione già nel 2022. Anzi, ha fatto bene. All’appello mancano, more solito, i privati che dicevano di lavorare ventre a terra di concerto e di pari passo con gli uffici di Comune e Regione per la realizzazione del palaCarnera 4.0. Non è la prima volta che accade alle iniziative sull’impiantistica sportiva avviate dal presidente dell’Apu, Alessandro Pedone.

E’ già successo per il restyling del palasport Benedetti di via Marangoni a Udine, preso in convenzione per quindici anni dal Comune di Udine giunta Honsell un decennio fa, usato per un paio di stagioni in Dnb e lasciato nel 2016 con la squadra promossa in serie A2 per trasferirsi al palaPerusini di Cividale. Al vecchio Marangoni, di cui aveva progettato la ristrutturazione l’architetto Filippo Cargnello ora dirigente Ueb, che doveva diventare il salottino buono non soltanto sportivo in centro a Udine non si tenne neanche lo spettacolo inaugurale Restyling di Teo Teocoli, la cui data l’organizzatore Loris Tramontin dovette spostare al Teatro Giovanni da Udine per rispettare l’impegno preso.

Più di recente è saltato il progetto di un nuovo palasport all’americana lanciato, ai tempi della prima campagna elettorale vinta dall’ex sindaco di Udine, Pietro Fontanini, in zona Ziu-Zau a Cargnacco su terreno di proprietà Fattori con parere preventivo della Zona industriale e annonaria udinese da sottoporre alla Regione Fvg e tre Comuni da mettere d’accordo, Udine, Pavia di Udine e Pozzuolo, perché insistono tutti e tre sulla zona su altro progetto dell’architetto Pippo Cargnello.

Ora è la volta dell’accoppiata Pedone e Gabriele Ritossa in prima persona, suo socio in affari immobiliari con il gruppo Zaco e sponsor amico in Apu con il gruppo Zaffiro, a segnare il passo con il progetto di palaCarnera 4.0. Comunque, mai dire mai perché l’assessore Dazzan lascia loro una porta ancora aperta, ma la giunta dell’happy sindic Alberto De Toni non poteva certo gettare dalla finestra 3 milioni di euro della Regione per la ristrutturazione del Carnera. Del resto, nella campagna elettorale di quest’ultimo non appariva il progetto palaCarnera 4.0 bensì di nuovo in quello dell’uscente Fontanini.

Forse ai privati ha portato male la presentazione con il ministro dello sport Andrea Abodi slittata al 17 (ahivoi) ottobre e mai tenuta, guarda caso alla vigilia della data di scadenza del bando regionale. Comunque, sia chiaro, nulla di personale con gli attuali privati “progettisti” di grandi impianti.

Abbiamo memoria che anche nel Duemila, a Snaidero neopromossa in A1, il project financing per un nuovo palasport Carnera, progettato allora dall’ingegner Giovanni Piccin sempre in zona sportiva dei Rizzi ma non attiguo allo stadio Friuli, saltò per mancanza dei fondi dei privati, che non erano quelli di ora, a soldi pubblici già stanziati. Che poi vuole dire di tutti noi cittadini del Comune e bene fa la giunta De Toni ad attingere alla Regione solo per ristrutturare. Anche perché i tutto esaurito, vicini al reale di 3.400 spettatori, si hanno soltanto nel derby con Cividale come quello di domani al Carnera.

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