La partita che non si doveva giocare va “regolarmente” sul parquet oggi a Desio. Ricordate, vero, l’improvvida nota ufficiale del 19 novembre scorso diffusa dall’Apu spiegabile forse con l’emergenza comunicativa da Covid, ma non giustificabile nonostante per precauzione l’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale (Asu Fc) avesse disposto l’isolamento fiduciario dell’intero gruppo squadra, in quel momento per sette giorni, e non si escludessero ulteriori prolungamenti del provvedimento, in base al successivo monitoraggio. <Seguiranno – si concludeva la nota – comunicazioni ufficiali relative alle date di recupero degli incontri previsti per domenica 21 novembre al PalaCarnera contro Reale Mutua Torino e per domenica 28 novembre al PalaBancoDesio contro S. Bernardo-Cinelandia Park Cantù>. Ebbene, mentre per la gara rinviata domenica scorsa manca soltanto l’ufficialità del recupero giovedì 23 dicembre prossimo, oggi come da calendario si affrontano la capolista brianzola e l’Old Wild West Udine seconda a 2 punti assieme a Torino, oltre a Treviglio e Pistoia con una gara in più.
La partita che non si doveva giocare, forse, non vorrebbe disputarla oggi proprio Cantù che, con un’altra nota ufficiale il 19 novembre stesso, si era vista costretta a esternare il proprio stupore per <il presunto rinvio> di cui non era stata messa a parte da alcuno e a puntualizzare che, <nel massimo spirito collaborativo che lo ha sempre contraddistinto>, il club brianzolo restava in attesa di <aggiornamenti dalle autorità competenti, dalla Federazione Italiana Pallacanestro e dalla Lega Nazionale Pallacanestro>. Niente di esemplare, insomma, da parte dell’Amici pallacanestro udinese, che si dice pronta al gran salto in A. Fatto sta che ora la società lombarda forse non vorrebbe avere avuto gli aggiornamenti del caso. Si presenta, infatti, all’appuntamento al vertice senza la guardia-ala Giovanni Severini, scavigliatosi a Trapani e assente con Orzinuovi e a Piacenza Assigeco. Gare in cui ne aveva preso il posto in quintetto Francesco Stefanelli, guardia che accusa un ematoma a una coscia, stesso infortunio già capitato all’altra guardia-ala Lorenzo Bucarelli. Mentre il centro russo Ilia Boev è fuori dalle rotazioni dalla Supercoppa e al suo posto è arrivato a gettone il pordenonese Marco Cusin.
O forse, nonostante questi acciacchi, Cantù preferisce giocarsela sùbito lo stesso contro Udine per rifarsi del primo stop patito nell’ottava di andata a Piacenza Ucc, con cui da tre partite ha preso a giocare Philipp Carr alias Filippo Carro. Forse lo preferisce anche perché, a sua volta, l’Oww dopo una settimana in isolamento fiduciario da Covid e un’altra con i primi due giorni di allenamenti individuali in palestra, come da protocollo, e un altro paio di squadra si presenta in Brianza senza capitan Michele Antonutti, che non si è ancora negativizzato, con Vittorio Nobile risanato all’ultima ora e recuperando Nazzareno Italiano rispetto all’ultima uscita a Capo d’Orlando. Insomma, slittata la prima prova verità contro Torino, non lo sarà anche Cantù-Apu pur se va “regolarmente” in scena nell’àmbito del regolamento di conti fra le tre squadre di vertice del girone verde di A2 che, guarda caso, sono la banda brianzola nobile decaduta dalla A, friulani e piemontesi finalisti perdenti nell’A2 scorsa nei due tabelloni dei play-off promozione.
A chiudere il ciclo di cinque partite contro avversarie d’alta classifica domenica prossima al Carnera arriverà Mantova che, rischiato di far saltare il banco a Cantù nella quinta di andata sfida allora tra imbattute con i brianzoli in salvo passando da -16 a +2, è incappata in tre sconfitte di fila. Ciò a causa di infortuni assortiti alle sue guardie-ali Vojislav Stojanovic, serbo, e Matteo Ferrara, al suo centro Antonio Iannuzzi e alla sua ala americana Hollis Thompson, ex Nba arrivato dalla Grecia. Fra l’altro, i virgiliani se la vedono oggi con l’altra damigella d’onore Torino che riprende dopo il rinvio a Udine. Insomma, ne esce falsato il ciclo vero di cinque partite (vittoria con Pistoia e a Capo d’Orlando dove i bianconeri erano già in emergenza, Torino slittata, a Cantù e con Mantova) dopo le cinque abbordabili d’inizio stagione: vittorie a Piacenza Assigeco, con Casale e Biella, unico stop a Treviglio bissando quello in Supercoppa e ritorno al successo a Piacenza Bakery, dove ha esordito Trevor Lacey nell’Apu in assetto normale. Insomma, gli esami di maturità sono rimandati a tempi migliori in attesa della laurea.
Torniamo a bomba su Cantù dove, se il big match è nato sotto una cattiva stella, ne sarà ricordata una che ha sempre volato alto nel firmamento della pallacanestro italiana e non solo in quella. Prima della gara sarà commemorato, infatti, Gianni Corsolini dirigente di entrambe le società, con la famiglia Allievi in Brianza e con quella del cavalier Rino Snaidero a Udine, e uno dei padri fondatori del basket in Italia. Nativo di Bologna, quella bianca, e di scuola Virtus Bologna, Corsolini nella pallacanestro è stato prima allenatore, fondatore tra l’altro del sindacato Usap, e dirigente, assurto alla presidenza della Lega, oltre che manager di grandi aziende fra le quali la Snaidero, appunto. E’ stato, soprattutto, un uomo giusto e libero dalla grande vitalità fino all’ultimo. Tanto che mi è sembrato un ossimoro sapere dalla vedova, signora Mara, che quando è mancato a 87 anni il 18 febbraio scorso un vicino l’aveva trovato stranamente di poche parole. Poi, è andato a riposare e non si è più svegliato. <Che sorpresa ci ha fatto, Valerio – mi disse la signora Mara nel porgerle le condoglianze -. Comunque, sappi che era davvero felice di partecipare alla tua trasmissione radio>. Sì perché il Gianni, che ho conosciuto così di più e meglio molto dopo il figlio Luca in redazione a Udine, è stato ospite fisso a “Basket e non solo” su Radio Spazio almeno sino al primo lockdown. E se era un’impresa contenere la loquacità e anche l’imprevedibilità del “Duca di Carimate”, conciliandola con i tempi radiofonici, è stata – credo – la maniera migliore per onorarne l’esperienza varia e infinita. Alla prossima palla a due, Gianni! E la più prossima è quella tra Cantù e Udine, nell’attesa che anche nel ritorno al Carnera ti sia reso il dovuto omaggio.
(Nella foto di copertina, tratta da Wikipedia, Corsolini in piedi con seduti Masocco, Sarti e Motto da sinistra)