Il 9 settembre 1972
finale olimpica da giallo
con primo ko Usa vs Urss

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Accadde oggi: 9 settembre 1972, la finale olimpica tra Usa e Urss

53 anni fa si disputò una delle partite più controverse della storia della pallacanestro.

Il 9 settembre 1972 si disputò la finale olimpiaca del torneo di pallacanestro maschile tra Usa e Urss. La rivalità tra le due nazioni andava ben oltre lo sport, anche con la Guerra Fredda in pieno svolgimento e inoltre l’edizione di quella Olimpiade fu segnata da atti di terrorismo, pertanto il clima era assolutamente particolare. Le due squadre arrivarono in finale senza troppe difficoltà e fino a quel momento gli Stati Uniti non avevano mai perso una partita alle Olimpiadi, vincendo tutte le edizioni. Da lì a poco tutto sarebbe cambiato.

LA PARTITA – I sovietici, guidati da Sergei Belov, che alla fine fu il migliore marcatore della gara con 20 punti segnati, sorpresero presto gli statunitensi e nel primo tempo mantennero un vantaggio oscillante tra i 4 e gli 8 punti. Alla fine del primo tempo, il punteggio era di 26–21. Nel secondo tempo, a dieci minuti dalla fine, i sovietici aumentarono il loro vantaggio a dieci punti. Gli americani iniziarono ad attaccare e, guidati da Kevin Joyce, furono in grado di ridurre il vantaggio dei sovietici a un punto con 38 secondi rimasti. Quando rimasero 7 secondi da giocare, Doug Collins rubò a metà campo un corto passaggio di Alexander Belov e venne colpito duramente da Zurab Sakandelidze mentre avanzava verso il canestro, venendo abbattuto sul montante di quest’ultimo. Con 3 secondi rimanenti sul cronometro di gioco, Collins si recò in lunetta per eseguire due tiri liberi; il primo venne segnato e il punteggio salì a 49. Proprio mentre Collins sollevava la palla per iniziare a eseguire il suo secondo tiro libero, dal tavolo dei marcatori suonò la sirena, segnando l’inizio di una catena di eventi che lasciarono gli ultimi tre secondi del gioco impantanati in polemiche. L’arbitro principale, Renato Righetto, dopo avere sentito la sirena si è allontanato dall’area del tiro libero, ma non è riuscito a fermare il gioco. Collins non ha mai interrotto il suo movimento e ha proseguito il suo secondo tiro libero, segnando un vantaggio di 50–49 per gli Stati Uniti.
Da quel momento in poi succederà il finimondo. I sovietici contestarono il fatto di avere chiamato un timeout e che si sarebbe dovuto svolgere tra i due tiri liberi, visto che dopo il libero di Collins non si sarebbe più potuto chiamare. Nel frattempo l’Urss effettuò la rimessa, ma visto il parapiglia al tavolo il gioco venne fermato con un secondo rimanente sul cronometro. Dopo tutta una serie di polemiche da una parte e dall’altra il timeout venne negato, ma gli arbitri invece di considerare il fallo tecnico per l’assistant coach sovietico in quanto fermò praticamente il gioco su palla viva e invece di ripartire dal secondo rimanente cancellarono totalmente quanto successo. Fecero ripetere la rimessa con tre secondi a disposizione e tra l’altro non si accorsero che i sovietici effettuarono una sostituzione, che dopo il secondo libero non era permessa. Sulla seconda rimessa i sovietici non riuscirono a costruire nulla e gli americani erano convinti di avere vinto, ma gli arbitri bloccarono nuovamente tutto e fecero ripetere la rimessa. L’allenatore Usa valutò l’idea di lasciare il campo dichiarando la vittoria della propria squadra, ma per paura di una ripercussione da parte dei sovietici per cui si sarebbero appellati per l’abbandono del campo degli americani, fece rimanere i giocatori in campo. Sulla terza rimessa Belov dopo un passaggio a tutto campo raccolse palla sotto canestro e riuscì a segnare il canestro della vittoria. Chiaramente scoppiò un putiferio e gli americani si rifiutarono anche di ritirare la medaglia d’argento.
Le polemiche si sono protratte per moltissimo tempo e ancora oggi rimane incerto quello che successe realmente. Sta di fatto che quella partita segnò la prima sconfitta alle Olimpiadi per Team Usa.

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