Fase a orologio da rivedere
Ha gare che non contano

Eravamo rimasti alla classica partita di fine stagione regolare, a essere buoni dicevamo, con Orzinuovi al Carnera: 104-47 per l’Old Wild West Apu Udine e palla (a due) al centro. Oggi si ricomincia con la fase a orologio, ma la musica sarà pressoché la stessa a Lecce contro la neopromossa Nardò, penultima nel girone rosso. In attesa che il 24 aprile sia proprio la stessa di domenica scorsa al palasport dei Rizzi, stavolta contro Fabriano altra matricola, come i pugliesi, già retrocessa in B prima di giocare questa benedetta seconda fase al pari dei lombardi ospiti una settimana fa in Friuli. Motivazioni zero, insomma, per la Ristopro che, ironia della sorte, porterà l’Oww a giocare a Cerreto d’Esi dove la stagione scorsa in gara5 di finale aveva conquistato l’A2 a spese della Gesteco Ueb Cividale. Per fortuna che la riforma dei campionati da protocollare nel prossimo consiglio nazionale della Federbasket ridurrà la categoria da 28 a 20 squadre, ma qualcosa andrà rivisto anche nella formula. Passi fare portare a termine il girone di ritorno a una squadra già matematicamente retrocessa, ma che senso ha farle giocare una seconda fase del tutto inutile ai fini delle sue sorti già decise nella prima?

Già si capisce poco l’utilità di questa coda di quattro partite, due in casa con le squadre che seguono in classifica e altrettante fuori con quelle che precedono, in cui s’incrociano formazioni dei due gironi verde e rosso portando a casa punti che varranno per la classificazione play – off nel proprio gruppo di partenza. Ancora meno si giustifica la formula se mette di fronte a sfide del tutto insignificanti, che diminuiscono le chance di rimonta di chi cerca un posizionamento migliore prima delle decisive serie promozione oppure salvezza nei play – out. Come nel caso di Cantù che insegue la capolista Udine a 2 punti e oggi, peraltro, gioca a Osimo contro Fabriano con un giocatore in isolamento da Covid da inizio settimana e l’americano Trevon Allen fuori venti giorni per una lesione muscolare alla coscia destra, di fatto quindi out per tutta la fase a orologio che finirà l’1 maggio.

Stiamo all’oggi e inquadriamo la generosa Next Nardò che almeno, rispetto a Fabriano e Orzinuovi le quali nulla hanno più da chiedere al campionato, ha da giocarsi la salvezza o, più realisticamente, un migliore posizionamento in vista dei play – out. I pugliesi, controllati dalla famiglia Durante che gestisce dal 2005 – 2006 la Pallacanestro “Andrea Pasca” (ex giocatore, allenatore e dirigente del club deceduto nel 2012) Nardò, sono neopromossi. Nel 2017 erano saliti in B e nel 2013 in C1 dalla C2, dov’erano stati promossi dalla D nel 2007. Insomma, sono al primo campionato di Lega nazionale pallacanestro dopo un’onesta trafila in quelli federali. Hanno richiamato da tre gare alla guida della squadra l’artefice in panchina dell’ultima promozione in A2, Michele Battistini, l’enfant du pais neretino di nascita che era tornato ad allenare C Silver e giovanili in società. Esonerato il 22 marzo scorso Marco Gandini con un ruolino di 7 gare vinte su 23 disputate, Battistini finora ha soltanto perso: 83-62 a Ferrara, 75-84 con Forlì e 86-77 a San Severo, allenata la stagione scorsa dall’ex Apu, Lino Lardo, ct dell’Italia femminile e coach della Segafredo Virtus Bologna rosa a cui è appena mancata la madre 89enne: condoglianze.

La Next Nardò, stando a osservatori attenti del girone rosso, è squadra poco fisica per la categoria dove manca l’atletismo della A, ma non la stazza e in questo è maestra l’Apu di coach Matteo Boniciolli che da due anni a questa parte l’ha costruita di peso e profonda per andare controcorrente rispetto allo small ball imperante. Sono carenti fisicamente, in particolare, le guardie di riferimento dei pugliesi: l’americano Jazzmarr Ferguson e il fresco ex udinese Andrea Amato, che forse anche per questo Boniciolli non vedeva bene in rosa. Sotto canestro il centro statunitense Quintrell Thomas è stato rimpiazzato per cinque partite, da metà febbraio a metà marzo, dal 2,10 danese di cittadinanza ivoriana Jonas Bergstedt poi infortunatosi. Dal 2 aprile scorso a Thomas reintegrato è stato affiancato il pivot Elhadji Thioune del 2001, di 2,09 per 105 chili, italo – senegalese in uscita da Fabriano neoretrocessa che sta smobilitando così come Orzinuovi. Nardò, inoltre, è corta quanto a profondità di rosa e ruota sette od otto giocatori, tra i quali manca la guardia Ennio Leonzio a causa di un infortunio. La matricola pugliese, non essendo omologabile per l’A2 il palaPasca di Nardò, è stata squadra itinerante. Per i primi tre mesi di campionato ha giocato a Brindisi nel palasport dell’Happy Casa che fa la A, ora ha sbloccato la situazione del palazzetto San Giuseppe da Copertino a Lecce grazie alla politica locale.

Insomma, il primo test attendibile in questa fase a orologio per l’Oww sarà al Carnera giovedì 21 aprile ospitando l’OraSì Ravenna per chiuderla poi, dopo l’oziosa trasferta a Cerreto d’Esi contro Fabriano il 24 aprile, ospitando la domenica dopo Verona a Udine per il derby triveneto con faccia a faccia tra Boniciolli e il suo predecessore all’Apu, Alessandro Ramagli, oltre che fra i preparatori atletici Luigino Sepulcri e Giacomo Braida. Segnatevi la data perché, senza se e senza ma, sarà la partita “must” dell’orologio.

(Nella foto di copertina, l’Old Wild West Apu Udine dopo la gara di fine stagione regolare domenica scorsa con Orzinuovi al Carnera, oggi a Nardò comincia la fase a orologio di quattro gare che prelude ai play-off promozione)

 

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