“Dut ce che o vin”
storia dell’U.S. Santamaria
di Ruggero Del Mestre

Le strenne di solito sono natalizie. E’ quello il periodo in cui vanno a gogò. Che vorrà mai Vale Tal Gei che arriva a proporne una sùbito dopo Pasqua? O arriva troppo tardi o troppo presto sul mercato dei libri strenna. Lo proponiamo, anche se non andrà sul mercato, perché è una pubblicazione per tutte le stagioni. Un evergreen si direbbe nel mondo della musica leggera. E’ un brano del passato, rimasto nel favore del pubblico. Che vivrà un sua seconda giovinezza a settembre prossimo quando l’Unione Sportiva Santamaria festeggerà il mezzo secolo dalla sua fondazione. E’ un libro di nicchia: <un piccolo spaccato di storia di un minuscolo paese, che nella storia non ha mai deciso cosa essere: la parte più alta della Bassa o la parte più bassa dell’Alta Pianura Friulana? Sottani del Capitolo o uomini liberi?>. Come scrive della sua Santa Maria la Longa nell’introduzione l’autore Ruggero Del Mestre uomo libero per definizione, socialista non scevro da trascorsi giovanili nell’Azione Cattolica, figlio da generazioni del paese di cui è stato sindaco per i tre mandati possibili con elezione e rielezioni a percentuali crescenti nel 1995 (60% dei voti), 1999 (63%) e 2004 (69%) ereditando la carica per via genetica dal bisnonno Leopoldo primo cittadino di Santa Maria dal 1880 al 1890.

E’ un libro di nicchia anche perché rifacendo la storia dell’U.S. Santamaria, che ne fece diffusione, fa memoria di quella disciplina che un noto telecronista “transfrontaliero” ebbe modo di definire lapidariamente: <il basket è uno sport logico per gente intelligente. Se non lo sei, lascia perdere>. Parliamo, com’è ovvio, di Sergio Tavcar, che ha contagiato generazioni di baskettari tranne i refrattari alla materia grigia di cui sopra. Tavcar in persona, scritturato dal Del Mestre mettendolo all’angolo quale portatore sano del virus del basket nei suoi confronti, chiude proprio con la sua celebre definizione la prefazione a “Dut ce che o vin”, sottotitolo “Tutto quello che abbiamo”, sommario “Storia e altro dell’Unione Sportiva Santamaria 1973-1995”, Ruggero Del Mestre Editore, stampato da 4Graph Srl, via Acquannato, 81030 Cellole (CE). Sì, perché il libro ha un editore indipendente a cui potete rivolgervi all’indirizzo <ruggero.delmestre@libero.it>.

Sono 302 pagine, comprese quattro in bianco per appunti alla fine, godibili partendo dalla prefazione, passando per l’introduzione e per finire con “L’autore” in cui si racconta passo passo con toni non meno trancianti di quelli del maestro Tavcar, anche sul mondo attuale che lo e ci circonda. In mezzo si va da “In tal Giardin”, il parco giochi naturale dei primordi a Santa Maria la Longa, a “Stagione 1994/1995 Sindaco” dopo averle ricostruite tutte da “Stagione 1973-1974 Si gioca!” con alcuni capitoli a se stanti: “Primi!” tra il 1980/1981 e il 1981/1982, “Il Capolavoro” tra il 1984/1985 e il 1985/1986 e “E la palestra?” tra il 1988/1989 e il 1989/1990. Allegati, Elenco presidenti e tesserati 1973/1995, Post 1995, Elenco tesserati 1995/2014 e Foto squadre varie completano la documentazione del libro, con “Noterelle baskettare del tempo” sparse qua e là a ulteriore futura memoria a seconda delle necessità narrative dell’autore.

Ruggero Del Mestre che chi scrive, essendo palmarino, conosce fin dalla gioventù per alcune comuni amicizie a Santa Maria la Longa. Da lui è stato omaggiato di “Dut ce che o vin” durante una visita, guidata in veste di ex sindaco, in particolare in piazza Municipio per prendere visione del monumento dello scultore Franco Maschio a Giuseppe Ungaretti. Poeta che, al rientro dal fronte della Grande guerra, sulle cartoline dell’esercito compose la sua celebre “M’illumino d’immenso” proprio a Santa Maria. Dal titolo Mattina, fa parte della trilogia Solitudine e Dormire incise pure in piazza quando Del Mestre era primo cittadino. Un figlio del paese da generazioni noto anche con il soprannome Nugget, come lo ricorda ancora mio cugino che ci ha giocato a basket, ma non in onore dei Denver che poi sono Nuggets. Piuttosto perché, come mi è stato chiarito, suo padre faceva il calzolaio. E il tomo sul basket è soltanto una parte del libro sulla famiglia, dal bisnonno Leopoldo in poi, che Ruggero ha in animo e in cantiere.


Se volete sapere qualcosa di più del libro dalla viva voce dell’autore, in calce c’è l’intervista di Francesca Spangaro su Telefriuli a Ruggero Del Mestre del 28 febbraio u.s. che ci ha inviato lui stesso

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