Dazzan: riconosco
e raccolgo il grido
di Zio Pino Baskin

Pubblicato da

Pubblichiamo con un giorno di ritardo il sempre attuale post dell’assessore comunale allo sport.

Chiara Dazzan – Comune di Udine

<Questo pomeriggio ho avuto un lungo e costruttivo confronto con Alberto Andriola, il presidente della Zio Pino Baskin Udine ASD in merito alla polemica nata negli ultimi giorni sul mancato invito alla cittadella dello sport di Friuli Doc.
Chiarito che nessuna associazione è stata invitata dall’amministrazione, ma che è stato proposto di organizzare qualche attività concreta a quelle realtà che ogni anno fanno richiesta di poter avere uno spazio, ho comunque capito alcune cose importanti.
Anche io, come Alberto, mi sono sempre occupata di contesti fragili dove le persone devono lottare quotidianamente per vedere rispettati i propri diritti, che talvolta non sono per nulla scontati, e conosco bene la frustrazione con cui costantemente ci si trova ad operare e l’impegno che si deve profondere per un minimo risultato e la netta convinzione di essere nel giusto e la necessità di essere visti e ascoltati.
Forse in questo caso si poteva avere subito un chiarimento diretto ed evitare il polverone mediatico, trappolone per superficiali e faziosi che divide, confonde, contrae e che spinge il confronto su un piano infantile di garetta a chi fa meglio e fa di più, quando invece su temi come l’inclusione ciò che conta è raggiungere un obiettivo che deve essere comune e trasversale…
Forse, però, questo episodio è stato in realtà solo un pretesto qualsiasi (anche se acchiappato un tantino istintivamente, ma fa parte del gioco) per lanciare un grido che oggi, a mente fredda, riconosco come familiare.
Ho pensato infatti alle innumerevoli volte in cui anche io, nel mio lavoro di pedagogista o con le associazioni di cui faccio parte, mi sono sentita autorizzata ad agire in maniera forte e sopra le righe per attirare l’attenzione di società e politica. Perché purtroppo, negli anni, si è creata una distanza deleteria tra base e amministratori, tra le persone in generale, a cui ci si è tristemente abituati e che ormai si dà per scontata.
Ecco, oggi che mi trovo seduta “dall’altra parte” sono convinta che la cosa giusta da fare sia accettare questa sorta di pesante eredità e lavorare per cambiarla, passando se necessario anche attraverso situazioni di scontro, a patto di essere sempre in grado di trasformarle in incontro, sforzandosi di comprendere le origini delle posizioni altrui e mettendo da parte quelle rigidità che bloccano il passo e fanno solo perdere di vista ciò che è unicamente essenziale: la crescita e il benessere della comunità intera, perché l’inclusione vera parte esattamente da qui.
E allora ci vediamo tutti in piazza a Friuli Doc, per giocare a calcio, rugby, pallamano, volley, basket e…baskin!>.

Iscriviti per ricevere la newsletter

Seleziona il tipo di newsletter che vuoi ricevere:

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

 Se vuoi Rivedi il consenso dei cookies 

Questo campo è obbligatorio.

Ti arriverà una email con un link per la validazione finale dell'iscrizione

e in seguito una email di benvenuto:)

Lascia un commento all'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.