A queste condizioni non ci stiamo.
84 biglietti e le altre imposizioni sono una presa per il culo.
Curva Nord comunica che non parteciperà al prossimo derby.
A Tutti i Triestini diamo appuntamento alle ore 12 di domenica in via Miani per caricare la squadra alla partenza.
Chi deciderà di andare ad Udine, per rispetto della nostra scelta, è pregato di non presentarsi con il materiale del gruppo.
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Il percorso garantito Pallacanestro Trieste per gli 84 ammessi nelle settore ospiti al Carnera, in ottemperanza alle disposizioni delle autorità competenti, e il no della Curva Nord Trieste alla trasferta a Udine perché così normata la ritiene una presa in giro. Mentre anche solo per godersi una gara stiamo tornando all’Italia di Comuni e Signorie, delle mura di cinta e dei ponti levatoi, fateci dire un paio di cose.
Prima di tutto, adducendo difficoltà tecniche, sta saltando il principio del 10% di posti rispetto alla capienza riservati agli ospiti. All’andata PallTS al palaRubini ne ammise la metà, 300 anziché 600 limite massimo consentito; nel ritorno, l’Apu anche meno rispetto ai 350 possibili. Siamo, insomma, alle scortesie tra società. Ora si adduce che con 2.900 abbonati, su una capienza di 3.500 spettatori, non era possibile spostarne circa 200. Che si presume siano più o meno quelli che di solito siedono in curva ospiti, per lo più appartenenti a società sportive federate che l’allora patron Alessandro Pedone ai tempi delle ultime restrizioni anti-Covid a 1.200 spettatori a fronte di 1.800 abbonati dichiarati disse sarebbero stati ben felici assieme agli amici sponsor di cedere il posto agli abbonati. Quelli veri, si deve intendere, cioè quelli a pagamento o non a condizioni di favore. Dunque, stavolta forse non si è voluto – pan per focaccia – più che non potuto. Comunque, 84 ospiti nel recinto riservato agli ultrà avversari sono più controllabili per steward e forze dell’ordine.
Poi ci sono ambasciatori giulivi che visti gli spazi ristretti dicono ci vorrebbero non uno, ma due Carnera per ospitare più spettatori ancora, mentre si va verso la tendenza delle autorità preposte a gestire la sicurezza negli impianti sportivi vietando le trasferte agli ospiti. Oppure ci sono intervistatori genuflessi che all’ora presidente Pedone chiedono se non gli rode non avere un impianto più capiente. Ma perché dovrebbe rodergli? Non è certo responsabilità della mano pubblica se dal 2013 a oggi non ha presentato lo straccio di un progetto agli uffici competenti. Prima è saltato il restyling del Benedetti, preso in convenzione per un paio di stagioni di B fino alla promozione in A2. Nel 2018, ai tempi della prima campagna elettorale per Pietro Fontanini sindaco a Udine, è stata la volta del fantomatico palasport all’americana a Cargnacco anche con Elton John nella proprietà si diceva, per 100 concerto l’anno in Friuli. Dal 2022, altra campagna elettorale per Regione Fvg e Comune di Udine, ai giorni nostri si è trascinato senza progetti ufficiali il palaCarnera 4.0 del parco acquatico, centro benessere, residenziale e alberghiero. Ora, si sa, Pedone ha bisogno di gregari che gli tirino la volata per la Roig arena valenciana di cui è andato a prendere visione da edificare in tangenziale poco più a Nord del Carnera assieme a Live Nation e Fvg Music Live, ma in partenza non ha mamma Regione dalla sua.
Piuttosto Pedone, con ogni probabilità consigliato nel suo staff, si metta una mano sulla coscienza e veda se è stato proprio il caso di intitolare alla memoria la curva del Carnera a chi, storicamente ma anche dopo la cosiddetta operazione di pulizia con estromissione del Settore D o Gruppo Deciso e nuovo ingresso della Gioventù bianconera sempre spalleggiata dalla Vecchia guardia ultrà, ha fatto entrare anche il Carnera e l’Apu nel mirino dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive portando a divieti o restrizioni con cui si cerca di gestire la sicurezza. Una volta erano privilegio del calcio, ormai il basket non si distingue più, salvo isole felici. Tanto quando si farà la Roig arena udinese la targa in memoria resterà al Carnera.