Il convegno di sabato scorso “Settore Giovanile: come, quando, perché e riflessioni post-pandemia” è stato lodevolmente promosso e ben organizzato dall’Adp Codroipese, in collaborazione con Sport&Development e con la media partnership di MegaBasket. Ha avuto per qualificati relatori, in ordine di apparizione, i coach Matteo Boniciolli, Stefano Comuzzo, Massimo Riga e Federico Vecchi con l’intermezzo del professor Tiziano Vidoni. Il dibattito è stato aperto da un intervento del professor Maurizio Ivancich che il blog ritiene meritevole di pubblicazione integrale non solo perché entra in medias res, ma soprattutto perché non procede ex cathedra, anzi. Entra nel vivo del problema e apre a <un nuovo INCONTRO DI IDEE per parlare e Programmare la Ripartenza>. Come, peraltro, merita il sasso lanciato nello stagno dalla Codroipese, coinvolgendo la Fip Fvg.
CONVEGNO SUL SETTORE GIOVANILE
CODROIPO 05/O2/2022
Per parlare di Settore Giovanile in modo propositivo e produttivo, in questo particolare momento, credo sia utile partire dai BISOGNI delle società di base.
Oggi è evidente che il bisogno primario, dello sport giovanile, è fermare la DISPERSIONE e, quindi, lavorare pensando a COME non perdere ragazzi, a COME evitare l’impoverimento numerico della base senza la quale non può esserci un buon vertice.
In questa fase è necessaria un’azione di RESISTENZA-RESILIENZA comune per tutti, ma che deve essere assolutamente seguita poi da una lungimirante PROGETTAZIONE per la RIPARTENZA.
Chi ha di più (maggiori risorse economiche-tecniche-organizzative) deve dare a chi ha di meno.
E’ necessario un lavoro in sinergia tra i Settori Giovanili (Professionistici) che svolgono azione di reclutamento e il Comitato Tecnico Regionale.
Le Società di vertice dovrebbero programmare la propria attività, perlomeno con le società fidelizzate, evitando qualsiasi tipo di selezione dei migliori ragazzi nelle società di base (selezione per squadre di rappresentative, selezione e trasferimento nel proprio vivaio, eccetera).
Viceversa potrebbero mantenere monitorato il territorio fornendo sostegno tecnico e organizzativo con interventi su programmi di sviluppo tecnico, condivisi prima con i tecnici, e poi proposti direttamente in loco, attuando contemporaneamente anche formazione e crescita qualitativa delle capacità dei tecnici locali.
Per quanto riguarda il supporto che dovrebbe dare il Comitato Tecnico Regionale è necessario partire da una riforma dell’organizzazione del sistema di controllo e selezione di tutto il settore giovanile.
Per prima cosa dovrebbe essere messo in discussione e ripensato il “Torneo delle Regioni” che porta con sè la necessità di fare risultato e, di conseguenza, di selezionare ragazzi “pronti”, ma soprattutto di lavorare per costruire una squadra e non un giocatore.
Potrebbe essere sostituito con un “Torneo” con le stesse caratteristiche organizzative, ma con squadre “random”, formate da atleti misti provenienti da tutte le regioni, ma che in effetti non le rappresentano. Certamente ci troveremo di fronte a zero organizzazione di squadra, ma potremo lavorare concentrandoci soprattutto, se non solo, sullo sviluppo dell’1c1 con palla e senza, per valutare meglio il talento individuale di ogni giocatore (vedi Gaetano Gebbia).
A questo punto il Comitato Tecnico Regionale, liberato da doveri di risultati di squadra, potrebbe svolgere un lavoro tecnico individuale a supporto delle società di base con i ragazzi più futuribili, e quindi con più annate, partendo logicamente da una valutazione in primis “staturale” e di prospettive non a breve termine. Su questi principi, negli allenamenti settimanali, non verrebbe coinvolto più chi già lavora nelle società di vertice, dove la qualità e la quantità di allenamenti sono già più che sufficienti.
Inoltre, il programma tecnico svolto dall’RTT attraverso Video, Schede, Incontri potrebbe-dovrebbe essere fonte di lavoro contemporaneo anche nella propria società di appartenenza creando una possibilità concreta e costante di svolgere un lavoro tecnico di qualità su tutti i ragazzi futuribili.
In sostanza, chi lavora nelle società di vertice prosegue il suo iter e chi lavora nelle società di base usufruisce del lavoro dell’RTT e suoi collaboratori. Così facendo, lasciando i migliori ragazzi nelle proprie società, si evita anche l’abbandono da parte di chi rimane fuori dal giro.
Un secondo impellente BISOGNO è il reclutamento di giovani arbitri.
Problema grave che complica e amplifica il lavoro dei dirigenti (tutti volontari) che, oltre alle mille incombenze dovute al Covid, devono anche risolvere spesso in prima persona o con altri volontari ormai la consueta mancanza di arbitri in gran parte delle partite dei campionati Regionali.
Si potrebbe ripartire con un Progetto mirato per i ragazzi e ragazze degli ultimi anni delle Scuole Superiori, mostrando, per esempio, una breve (20’) presentazione, il più possibile attraente, nel corso di una lezione di Scienze Motorie presentando anche possibili percorsi formativi Scuola-Lavoro (vedi Giovani Arbitri Udine).
Lo stesso Progetto potrebbe essere poi presentato, previo accordi precedenti, nelle società (magari riunendone più di una), interessando in particolare tutti i ragazzi delle squadre U16/17/19.
Infine, c’è il BISOGNO di rendere più VISIBILE tutta l’attività giovanile, ma mi fermerei qui, in attesa di un nuovo INCONTRO DI IDEE per parlare e Programmare la Ripartenza.
Maurizio Ivancich
(Nella foto di copertina, il professor Maurizio Ivancich mentre fa da dimostrare ad alcuni giovani cestisti)