Ci ha lasciato Claudio Ballico, sportivo vero. Lo ricordo come buon giocatore di basket della classe 1947 o forse ’48. Militava nelle giovanili dell’Apu. Ruolo guardia/ala piccola. Precoce, attaccante talentuoso e ottimo agonista, aveva come compagni di squadra Franco Galanda (poi padre di Gek), nonché i fraterni amici Nardone, Moretti e Da Ros. Li allenava Sergio Maschio che portò la squadra a una clamorosa vittoria contro la Ginnastica Triestina di Jellini, Castronovo e Schergat nel campionato regionale juniores. In squadra anche Lino Paschini (classe ’46), allora peraltro lungo veramente alle prime armi, appena approdato a Udine. Proprio per consentire a Lino di svezzarsi in un campionato più impegnativo l’Apu organizzò nella stagione 1964-’65 la partecipazione al campionato di serie B (terza serie di allora, su base regionale) con una seconda squadra (mentre la prima militava nei piani alti della serie A, allora seconda serie) basata appunto sui giovani e allenata da Di Brazzà. Il coach mi convinse a far parte del progetto come playmaker con qualche anno di esperienza più dei compagni di squadra.
Fui invece suo avversario quando mi capitò nel 1967 di allenare al mitico trofeo studentesco, intitolato alla memoria di Burei, il Marinelli di Paolo Viola, Gasparini e altri baldi giovanotti. Claudio era proprio con Paschini, Galanda, Da Ros, Moretti e Nardone nel quintetto base della ottima squadra del Malignani, grande favorita del torneo (anche perché Paschini nel frattempo era molto migliorato ed era già approdato stabilmente alla prima squadra). Sovvertendo ogni pronostico riuscimmo a vincere.
Alla conclusione dell’attività giovanile quel gruppo di allievi del Malignani si sarebbe trasferito in blocco (tranne ovviamente Paschini) alla appena costituita nuova società delle Energie Nuove, emanazione sportiva della sezione udinese del Partito Liberale Italiano. Li ritrovai ancora come avversari nel campionato di Promozione del 1968-1969 in cui fui coach della appena costituita Patriarca. L’avventura delle Energie Nuove proseguì per qualche anno. Poi ci perdemmo di vista.
Appresi poi, qualche decennio più tardi, che Claudio era passato armi e bagagli al Rugby Udine. Ove fu per un certo periodo anima e vero fulcro dirigente di una squadra che nel nuovo secolo avrebbe stabilmente portato e poi mantenuto Udine nelle alte sfere del massimo campionato italiano. Abbandonati gli incarichi societari; Ballico fu poi eletto presidente regionale della Federazione Rugby, a conferma della stima che lo circondava. Ci vedevamo di rado e io non mancavo di chiedergli regolarmente conto di questo…. salto di specie o di sport.
Lo avrei ritrovato, solo di recente, nel mondo del basket quando tornammo a frequentare contemporaneamente il palazzetto Benedetti di via Marangoni (teatro delle nostre attività sportive degli anni 1960). Io in qualità di presidente della neo-costituita associazione cultural-sportiva Amici del Benedetti, lui come vicePresidente e primo collaboratore del presidente de Biase della Libertas Basket School, sponsorizzata Delser, la nostra massima squadra femminile di basket, militante nelle alte sfere della serie A2.
Lo vidi segnato da una pesante malattia che però non gli impediva di esprimere la sua personalità di sportivo serio ed esigente, prima di tutto verso sé stesso. Non di rado commentavamo nell’intervallo l’andamento delle partite casalinghe nella serata di sabato. Non mi attendevo che fosse strappato così presto agli affetti familiari e sportivi. Sono certo che continuerà a seguire da altra sede le vicende della sua Lbs e chissà che dopo anni di lotta al vertice non sia questa la stagione buona per l’approdo alla massima serie. Sarebbe il miglior modo per rendere a Claudio gli onori sportivi e umani che si merita.
Bruttissima notizia. Mi dispiace molto che anche Claudio Ballico ci abbia lasciato e sia “andato avanti”.- Lo conoscevo da quando eravamo ragazzi e frequentavamo l’ambiente sportivo.- Lascia un piacevolissimo ricordo di una “bella persona” gentile, educato, innamorato dello sport sul campo e poi come dirigente. Una splendida figura di autentico ed esemplare sportivo in tutti i sensi. Le mie più sentite condoglianze alla sua famiglia ed ai suoi amici del mondo sportivo.