La Ueb Cividale continua la caccia alla Supercoppa, come recita la sua locandina che pubblichiamo in copertina, ma non è tanto questo che conta. Anche se continuare a qualificarsi per finali, dopo quella di Coppa Italia 2025, fa curriculum e alzare un trofeo a inizio stagione di A2 2025-2026 farebbe bacheca con conseguente vetrina. Ancora meno conta la rivincita che i ducali si sono presi su Forlì dopo la finalina del Lignanobasket persa sabato scorso e per l’eliminazione alla bella in gara5 del primo turno nei play-off scorsi, dopo l’iniziale 2-0 grazie al fattore campo al palaPerusini. Amenità. La cosa più importante che ha detto la semifinale di Supercoppa oggi pomeriggio a Ravenna è che la banda di coach Stefano Pillastrini ha tirato fuori il proverbiale spirito Ueb, al di là di alchimie tecnico – tattiche.
L’ha detto chiaro il Pilla, a caldo, al microfono della bordo-campista Alma Pellegrini che era a caccia del segreto del voltafaccia ducale tra primo e secondo tempo: <Non abbiamo fatto niente di tecnico o tattico. In questa fase precampionato non si può essere brillanti. Ci abbiamo messo più agonismo, alzando l’intensità in difesa. Come siamo abituati a fare ricorrendo al nostro spirito di squadra>. Ecco, questa è la svolta più importante nel precampionato dei ducali, che finora non era affiorata. Forse era presto, a Ravenna comunque hanno affondato la zampata proprio quando non potevano farne a meno.

Ci hanno messo un tempo, il primo, a ritrovarsi capitan Eugenio Rota e compagni che hanno giocato in 7 con minutaggi in doppia cifra, oltre al capitano Lucio Redivo, Luca Cesana, Leonardo Marangon, Francesco Ferrari e Deshawn Freeman partiti in quintetto e pure Martino Mastellari dalla panchina come Rota; 9 ne ha messi insieme Matteo Berti e 4 Alessandro Amici, al primo impegno ufficiale con la Ueb, contro 1 solo di Alessandro Ferrari fratello maggiore di Francesco e il non entrato di Giacomo Brizzi. Pure questa è una svolta nelle rotazioni di Cividale, ma la più importante è arrivata nella ripresa.
Il primo tempo, letargico, nulla di buono lasciava presagire. Il 18-28 del primo quarto per Forlì non era il 15-30 al Lignanobasket, ma ci assomigliava molto. Per fortuna che anche Deltatre ha avuto bisogno di un quarto di rodaggio per fornire un buon servizio audio-video a Lnp Pass, giunta a 10 anni di onorato servizio, e speriamo bene per il debutto di Lba Tv con lo stesso sponsor tecnico. Peccato, però, che pure il secondo periodo sia parso da de profundis per i ducali i quali sono stati sotto massimo di 16 punti sul 31-47 e 35-49 al riposo lungo. In proiezione 40 minuti il conto era presto fatto: altri 90-100 punti subiti contro avversari di A2 come già i 92 con la Fortitudo a Ravenna e i 91 con la matricola Mestre a Lignano.

Invece, nella ripresa solo mettendoci più energia, come ha detto il Pilla, e senza alchimie l’emoraggia è stata limitata a 37 beccati, in particolare grazie a un contro-parziale di 27-16 nel terzo quarto che ha consentito il primo sorpasso friulano sul 62-61 prima del 62-65 al 30′. Nell’ultimo periodo, di nuovo ad alto punteggio (25-21), l’equilibrio alla fine l’ha spezzato Kadeem Allen, gravato di 3 falli personali già nel secondo quarto, sbagliando il secondo dei 2 liberi a disposizione a -1” per l’87-86 al 40′ che ha mandato in finale di Supercoppa la Ueb alla sua seconda finale 2025 dopo quella di coppa Italia.
Buon pro le faccia, ma la cosa più importante è che anche Mister Europa Under 20, Francesco Ferrari, il titolare ducale più giovane della compagnia assieme a Marangon, sempre a caldo ai microfoni di Lnp Pass abbia riconosciuto: <Noi siamo fatti così, non molliamo mai>. E’ un passaggio di testimone tra vecchia guardia salpata per altri lidi e nouvelle vague di cui finora non si era avuta prova in precampionato. Poi arriva il resto. Che, comunque, non guasta. Redivo redivivo tra primo tempo (2 punti) e secondo: 22 per i 24 finali, per cui è stato il primo “pistolero” di Supercoppa. L’intesa già affinata nei giochi a due con il nuovo Freeman, anche se il Sindaco magari poteva risparmiarsi il passaggio no look di schiena in un momento topico dell’ultimo quarto, che ha portato l’americano a chiudere in doppia – doppia. Con l’azzurro Francesco Ferrari terzo “re magio”. Con lavoro e orgoglio ducali, il resto arriverà. Magari già domenica in finale di Supercoppa, il trofeo che vuole alzare il presidente Davide Micalich.