Che all’Apu da un paio di stagioni si sentissero in missione per conto di Dio, beh, sinceramente l’avevamo già capito. Non occorreva buttarla in “staiare” per sdrammatizzare alla vigilia della terza. O, meglio, metterla in stile Blues Brothers. Sì, perché all’Amici pallacanestro udinese, anche se in quest’A2 2022 – 2023 rivendicano di avere un quintetto tutto friulano, sotto sotto preferiscono fare gli americani.
Ai “missionari” di Dio in questo avvio di stagione un mezzo miracolo è già riuscito. No, non di andare in finale in Supercoppa. Finora traguardo proibito per l’Apu in quello che è stato ridefinito un precampionato agonistico. Finali di coppa Italia 2 su 2, da quando è in atto la missione, con l’ultima portata a casa da Roseto a metà marzo scorso. Altrettante finali play – off, ma in entrambe restando alla fine con un pugno di mosche e non con la A in mano. In Supercoppa, invece, due eliminazioni di fila in semifinale e prima ancora nei quarti. Il mezzo miracolo quest’anno a Forlì non è stato tecnico – tattico, ma burocratico. Non c’è stato alcun intoppo procedurale sulla via dell’Apu.
Nel 2020 a Cento nei quarti di finale all’ultima ora non le fu possibile schierare Dominique Johnson per problemi di transfer, causa Fip e Fiba naturalmente. Forlì se ne approfittò e l’Apu tornò sùbito a casa. L’anno scorso in semifinale a Lignano, causa errore di compilazione nella lista dei giocatori a referto, coach Matteo Boniciolli si era trovato nell’impossibilità di mandare sul parquet Vittorio Nobile, ma con il 2005 Matteo Zucco a disposizione contro Treviglio che imperversava nella ripresa. Il viaggio di rientro fu più breve e per l’errore, fatto in casa, ci mise la faccia per tutti il dt e senior assistant Alberto Martelossi, non ancora nelle vesti di “Martello” a fare l’Apu Brothers assieme al condottiero “Boniccia”. Quest’anno l’intoppo a Forlì in semifinale il 24 settembre scorso è stato tecnico – tattico, e agonistico, contro San Severo che non oggi, ma sabato prossimo sarà al Carnera per una verifica a stretto giro dopo l’esordio odierno dell’Apu a Ferrara, già battuta in Supercoppa, nel girone Rosso di A2.
Nel frattempo, a dare un mano agli Apu Brothers entrerà in squadra l’ex Nba per mezza stagione agli Orlando Magic nel 2018 – 2019, Isaiah Briscoe, rodato al Big3 2022 organizzato dal rapper e attore Ice Cube, oltre che produttore discografico e cinematografico. Insomma, uno del ramo show e basket che per la Final Fuor di Supercoppa non aveva nelle gambe il ritmo a tutto parquet avendo passato l’estate a giocare a 3 contro 3 a metà campo. Tutti confidano che possa esprimere a Udine quel che prometteva alla New Hampton high school, dov’era uno dei primissimi prospetti Usa. Tanto che se lo accaparrò Kentucky Wildcats, università di alta Ncaa. Non riuscì a dichiararsi per il Draft Nba da rookie, perché bucò il primo anno al college. Lo fece da sophomore, il secondo, ma non fu scelto nel 2017. Arrivò prima in Europa, in Estonia, e poi giocò 39 gare a Orlando e 2 a Lakeland Magic. Da allora in 3 anni ne ha giocate altre 40 fra Germania, Polonia e lega di sviluppo Nba.
Se dev’essere questo il nuovo uomo della provvidenza per il quintetto friulano dell’Apu, forse è meglio non inimicarsi quella divina. Perché sapete come dice il detto: Scherza coi fanti e lascia stare i santi, antico proverbio medioevale derivato dalla locuzione latina Noli miscere sacra prophanis. Che la missione all’Apu sia in atto da un paio di stagioni, ripeto, si era già capito. Che ci sia la voc”A”zione, anche. Ma qui si è scomodato addirittura Dio, sia pure in veste Blues Brothers. O, meglio, Apu Brothers, “Martello” e “Boniccia”. Magari potevano fare un salto alla Messa di ringraziamento, in Cattedrale a Bologna, il 30 settembre scorso perché la Madonna di Porretta Terme è stata riconosciuta Patrona della Pallacanestro italiana. Tutto il movimento ha bisogno di ex voto.
(Nella foto Facebook Apu di copertina, Boniciolli e Martelossi in veste Apu Brothers alla vigilia dell’A2)