Carnera in gestione privata
con tanto di sponsor
il palasport 4.0 può attendere

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Che ci azzecchi la commissione comunale Politiche sociali e diritti di cittadinanza con i naming rights, o diritti di denominazione, facciamo fatica a comprenderlo. I politici di casa nostra, però, dovrebbero spiegarlo a chi ha la primaria esigenza di politiche sociali e reclama diritti di cittadinanza. Non crediamo che spasimino per la proposta di delibera della giunta del Comune di Udine, presentata in quella commissione, per mettere a gara la gestione privata del palasport Carnera con la possibilità di legare all’intitolazione del palazzetto anche il marchio di uno sponsor. I naming rights di cui sopra, appunto. Probabilmente a chi pretende attenzione sociale e cittadinanza i politici racconterebbero che si libererebbero nuove risorse risparmiando il Comune sui costi e sul personale per gestire il palaCarnera.

Il caso ricorda da vicino quello della vicenda stadio Friuli e Dacia arena, costato all’Udinese calcio ricorsi persi in tutte le sedi giudiziarie possibili contro il Comune che insisteva sul rispetto di un preciso impegno sul mantenimento dell’originaria dizione previsto nella convenzione d’uso per 99 anni. Non entriamo nel dettaglio, perché la delibera sulla messa a gara della gestione privata del Carnera deve passare ancora in consiglio comunale lunedì e vedremo come ne uscirà approvata. Certo è che pare nasca con la possibilità di associare il nome di uno sponsor a quello del palasport, quindi l’amarcord pare essere pura dialettica per non dire polemica politica. Piuttosto, la tempistica sembra legata più ai risultati dell’Apu, finora concessionaria unica a tempo con gestione diretta invece da parte del Comune, che all’impianto. Con la promozione in serie A guadagnata il 13 aprile scorso, si ritiene adesso che possano esserci concessionari privati interessati alla gestione e per renderla possibile gli si riconosce la possibilità di ricorrere a uno sponsor. Vedremo se e chi saranno questi concessionari privati, ricordando che già sotto ferragosto del 2013 l’Amici pallacanestro udinese, unica società partecipante alla gara, ottenne la concessione in gestione e uso del palasport Benedetti dal Comune, allora sindaco Furio Honsell.

L’attuale proposta di delibera della giunta dell’attuale sindaco Alberto Felice De Toni sulla gara per la gestione privata del Carnera avrà durata limitata a un biennio, come ha illustrato in commissione l’assessore allo sport Chiara Dazzan. Ciò in attesa che vada in porto il project financing pubblico – privato per il ventilato palaCarnera 4.0, in vista del quale la Dazzan stessa ha dichiarato alla stampa che il Comune non ha aggiornamenti da parte dei proponenti privati. Questa è una notizia nella notizia. Infatti, l’ultima volta che questi avevano rilanciato il progetto era stato proprio all’indomani della promozione in A, promettendo che stavolta avrebbero presentato il progetto entro maggio. Invece, siamo a metà luglio e il Comune non l’ha ancora ricevuto con il relativo piano di coperture finanziare da parte dei privati. Quindi, quelli pubblicati finora dalla stampa sono soltanto dei rendering del gruppo Zaco per conto dell’Apu. Adesso a metà luglio apprendiamo che il Comune mette a gara la gestione, sponsorizzata, del Carnera come, senza sponsor, il Benedetti nel 2013. Ci risiamo, in piena estate di nuovo.

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