Oggi, alle 18, va in scena il terzo derby regionale, una sfida molto sentita che negli ultimi anni ha acceso interesse e passione nelle rispettive città. A impreziosire l’appuntamento ci sarà anche un derby in famiglia Peresson: Lorenzo in maglia Dinamo, Carlo sul fronte Sbp. Proprio Carlo, Under 17, reduce da prestazioni di alto livello e dal premio di Mvp al recente torneo di Padova, ha conquistato la sua prima convocazione in prima squadra, coronando un percorso di crescita significativo.
Per l’occasione abbiamo chiesto un commento a Piero Della Putta, che conosce molto bene entrambi i ragazzi, avendoli allenati e accompagnati nel loro percorso di crescita in Libertas a Fiume Veneto.
<Posso dire di conoscere abbastanza bene sotto il profilo sportivo Lorenzo e Carlo Peresson, che oggi si trovano a giocare su sponde opposte la sfida tra Pordenone e Gorizia: li ho allenati entrambi giovanissimi, dopo aver allenato nel mesozoico cestistico loro padre, Andrea, che era un eccellente playmaker. Stessa palestra, stessa società: la Libertas Fiume Veneto, che quest’anno festeggia i suoi 50 anni di vita. Diverso talento, diverse aspirazioni, stesso attaccamento alle origini e agli amici conosciuti in palazzetto. Un aspetto sottovalutato, quest’ultimo, ma che vale davvero tantissimo, più di una vittoria e più di ogni riconoscimento individuale.
Li ho allenati da giovanissimi, dicevo: da sempre mi occupo infatti raramente di categorie che vadano oltre l’Under 13, quest’anno rappresenta per me una eccezione. Allo stesso modo devo dire che questa sorta di derby dei Peresson in uno dei derby regionali di serie B non mi stupisce, anzi credo che entrambi possano puntare più in alto, sempre che non decidano diversamente e che abbiano la fortuna di incontrare chi si fida e fa giocare i giovani. Un aspetto che è sempre fondamentale, questo, ma che tendiamo a dare troppe volte per scontato: giudichiamo gli allenatori solo dai risultati
nell’immediato, non da quanto abbiano saputo seminare nel territorio.
Non mi stupisce, dicevo, la loro presenza alla gara odierna, ma allo stesso modo posso dire che l’evoluzione di quelli che ho conosciuto ragazzi e ritrovo ora uomini è per me inaspettata. Se Carlo, sul versante pordenonese, è sempre stato giocatore dalle spiccate doti offensive, Lorenzo invece ha scelto sin dagli ultimi anni delle giovanili di immolarsi in difesa, dove dà il meglio di sè. La sintesi di entrambi rappresenterebbe un giocatore eccellente, anche perché Carlo pur giovanissimo ha quello che pochi atleti anche ad alto livello possiedono: non ha paura di sbagliare, non ha paura di gestire i palloni più importanti. A Lorenzo ruberei invece la capacità innata di farsi voler bene da tutti i compagni, di fare con continuità le piccole cose che cambiano l’andamento delle gare e che le statistiche spesso non riescono ad evidenziare.
Da non tifoso quale sono – mi appassiono solo dei giocatori che conosco, o di quelli legati al nostro territorio, o ai sodalizi che investono nel loro settore giovanile – non voglio sbilanciarmi in pronostici. Se è vero che la mia preferenza va ovviamente al Sistema, non posso non guardare con invidia e simpatia alla passione del pubblico e a quanto in pochi anni hanno saputo ricostruire nell’Isontino>.