Arbitri Fvg da finali scudetto
a quelle nazionali giovanili
si può arbitrare e giocare

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Manca davvero poco, ormai, al termine della stagione cestistica 2024-2025. Un aspetto che in Friuli Venezia Giulia ha dato parecchie soddisfazioni in termini di risultati, ma anche di qualche “numero” è legato al settore arbitrale.

Il presidente Cia Fvg Luca Longo è la figura a capo di tale settore e anche colui che è più adatto a trarre le opportune conclusioni di una stagione che va analizzata sotto diversi punti di vista: <Innanzitutto direi che ci sono stati risultati esaltanti; è di poche ore fa la designazione di Mark Bartoli per gara1 delle finali di Lba; si tratta dell’ennesima finale di Mark, che è una delle eccellenze del nostro movimento in Friuli Venezia Giulia. Se andiamo poi ad altri risultati nei campionati di riferimento, Wassermann ha arbitrato gara1 delle finals di serie A2 e il prossimo match vedrà impegnato Nicholas Pellicani sempre nella stessa serie. In B nazionale SpessotOcchiuzzi faranno le finali promozione che si disputeranno fra Roseto e Mestre, mentre in B interregionale i nostri ragazzi sono stati impegnati in partite importanti sia di play-off sia negli spareggi retrocessione, oltre a una serie davvero infinita di designazioni nelle Finali nazionali giovanili>.

Tutto questo è il risultato di un lavoro e di una stagione, che però ha visto risultati importanti anche a livello di campionato e stagione regolare. <Il 2024-2025 è stata un’annata assolutamente soddisfacente nei campionati – prosegue Longo -; il livello arbitrale offerto alle società nelle categorie di nostra competenza, ovvero serie C unica e Divisione regionale 1, parlando dei campionati non a libera partecipazione, è stato all’altezza, grazie anche a un notevole spiegamento di forze in termini di osservatori, che quest’anno è stato allargato anche alla Divisione regionale 1. Certamente l’organico è estremamente composito, perché andiamo dagli esordienti di diciassette anni fino ai sessantenni e questo complica il fatto di poter offrire un percorso di formazione omogeneo, ma di fronte a ciò siamo comunque soddisfatti, pur con un grosso punto di domanda legato alla novità del triplo arbitraggio in serie B nazionale, cosa che condizionerà a cascata la composizione delle liste arbitrali negli altri campionati. Spero che qualche nostro ragazzo di serie C possa, il prossimo anno, arbitrare in categoria superiore>.

Fra tante soddisfazioni, ovviamente ci sono anche delle aree grigie sotto alcuni aspetti e il presidente Longo non manca di sottolinearli: <Pur se i responsi degli osservatori sono positivi, c’è il grosso problema legato al reclutamento. I numeri sono del tutto insufficienti per garantire la copertura delle partite, non c’è possibilità di fare selezione e molto spesso bisogna accettare anche direttori di gara non conformi agli standard qualitativi che vorremmo avere. Questo problema di organico si riflette anche sui formatori e osservatori di arbitri e ufficiali di campo, con la conseguenza di una pianificazione insufficiente e di una richiesta eccessiva verso quei pochi che sono disponibili. Le condizioni d’ingaggio sono obsolete e anche quelle economiche non sono tali da compensare i grandi sacrifici e l’impegno che queste posizioni di grande responsabilità richiedono. La passione va bene, ma la professionalità va riconosciuta>.

Secondo Longo vi é una unica soluzione credibile: <I settori giovanili; sono davvero convinto che essi siano l’unico serbatoio davvero efficace per il reclutamento arbitrale, perché abbiamo visto in questi anni che sia la passione genitoriale sia le scuole non sono sufficienti a creare direttori di gara che possano fidelizzarsi con il settore. Vi sono territori e società che hanno compreso l’emergenza e che hanno anche capito che i loro atleti, arbitrando, migliorano tecnicamente e si rinforzano caratterialmente. Il mio appello rimane sempre quello di cercare di agevolare la partecipazione ai nostri corsi, anche perché la figura di arbitro e quella di giocatore non sono incompatibili, anzi noi spingiamo i ragazzi a proseguire nell’impegno in canotta e pantaloncini>.

<Non va infine dimenticata l’enorme mole di lavoro organizzativo svolta dai delegati provinciali e dalla coordinatrice del settore ufficiali di campo – conclude Longo -; per quanto mi riguarda, l’incarico che ricopro mi assorbe moltissimo tempo, ma lo faccio con grande passione e con l’orgoglio di rappresentare il movimento arbitrale regionale>.


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