Apu rivoluzionata alla nona
non è un bel segnale
Ueb buca la prima con Clarke

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Erano molto attesi i riscontri della gara dell’Old Wild West Apu Udine, reduce dalla scoppola subita in casa contro Pistoia, soprattutto per vedere quali accorgimenti e modifiche coach Matteo Boniciolli e il suo staff avrebbero apportato nel gioco dei bianconeri, anche in virtù di alcune perplessità già evidenziatesi nelle precedenti gare, tra tutte l’incapacità quasi congenita di chiudere gare già vinte, situazione che purtroppo si è ripetuta anche a Ravenna. Bisogna dire che le novità sono state numerose e anche clamorose. La prima è la sostanziale riduzione delle rotazioni, dalle dieci normalmente utilizzate alle otto dell’ultima gara, anche considerando i soli 10 minuti di utilizzo di Francesco Pellegrino. La seconda è avere dato completa libertà d’azione alle due combo guard Isaiah Briscoe, 26 punti, e Keshun Sherrill 20 punti.

Tutto bene se l’Apu riesce a correre, come successo nel primo quarto, con azioni anche spettacolari come le schiacciate di Briscoe e Raphael Gaspardo, sfruttando i ritardi nel rientro difensivo della squadra romagnola, ma non sempre lucidità contro la difesa schierata, anche per una tendenza a cercare immediatamente la conclusione in penetrazione. Dà ciò il recupero di Ravenna, vincitrice di tutti gli altri tre quarti: 27-24, 22-19 e 18-16. Credo che questo tipo di gioco affidato alle guardie non possa essere efficace contro difese dure e organizzate come quelle che Udine troverà nei play – off,  molto vicine a quella di Pistoia, la migliore del girone Rosso.

Terza novità è il clamoroso, mancato utilizzo di due giocatori quali capitan Michele Antonutti e Federico Mussini, che di fatto smentisce quella necessità sbandierata di un roster lunghissimo di 12 giocatori, che può solo innescare problemi e mugugni in spogliatoio. Vedremo se le soluzioni saranno riproposte anche nelle prossime partite e i risultati che porteranno, non potendo considerare Ravenna un test molto probante. Un’ultima considerazione sul fatto che l’Apu sia costretta a modificare i propri giochi e assetti alla nona giornata quando, di fatto, l’aspetto tecnico tattico e le gerarchie, al netto di infortuni e Covid, dovrebbero essere già definiti. Non è un bel segnale.

Perde l’imbattibilità casalinga la Gesteco Ueb Cividale nel giorno dell’esordio del nuovo straniero Rotnei Clarke, apparso ancora un po’ fuori forma. Peccato per i ragazzi di coach Stefano Pillastrini, forse illusi da un primo quarto scoppiettante chiuso addirittura sul 31-16, grazie a 7 conclusioni su 8 da tre punti, in sequenza: Eugenio Rota, Rota, Dalton Pepper, Leonardo Battistini, Clarke, Aristide Mouha e infine Aleksa Nikolic. Poi la magia è finita. Ferrara ha stretto in difesa e in attacco ha cominciato a sfruttare al meglio le situazioni di mis-match fisici portando fuori i lunghi, capaci di colpire da tre come Luca Campani, 2 su 3, e Andrew Smith, 2 su 4, e prendendo vantaggio in area con gli esterni. Già alla fine del secondo quarto, la formazione emiliana aveva quasi completato il recupero: 42-36 al riposo. Per cui la gara si è decisa nei minuti finali, quando la maggiore esperienza e concretezza dei giocatori di coach Spiro Leka si è dimostrata vincente contro le giovani aquile ducali.

Dal punto di vista tecnico un piccolo passo indietro per la Gesteco nel percorso di crescita di un gruppo giovane e inesperto rispetto al campionato di A2. Ora la priorità è l’inserimento di Clarke. Poi c’è da recuperare la forza di un gruppo di lunghi atipici, che nelle precedenti gare era risultata forse la nota più positiva di Cividale, mentre contro Ferrara ha subìto la maggiore fisicità dei lunghi ferraresi. La prossima trasferta a Rimini, gara alla portata dei ducali, sarà sicuramente utile per una verifica a un terzo della stagione regolare, in attesa del derby di mercoledì 7 dicembre a Cividale con l’Apu.

Come al solito diamo una squardo alle altre partite del nono turno.

Giorgio Tesi Group Pistoia – Umana Chiusi  63-47 – Continua la marcia in vetta alla classifica di Pistoia grazie alla solita difesa impenetrabile, che costringe Chiusi sotto i 50 punti. Fra i toscani è da evidenziare la prova di Jordon Varnado con 15 punti e ben 16 rimbalzi catturati, bene anche il recente innesto Zach Copeland con 17 punti. Per Chiusi dicono tutto le statistiche: 26% al tiro da 2 punti, 32% da tre e un misero 40% nei liberi.

Hdl Nardò – Allianz Pazienza San Severo 80-72 – Il derby pugliese va a Nardò che ribalta il -10 di svantaggio al riposo, sospinta dallo strapotere sotto i tabelloni della coppia di lunghi Mitchell Poletti e Jacopo Borra, 34 punti e 20 rimbalzi complessivi. A San Severo non bastono le buone prove di Antonino Sabatino 24 punti, Matteo Bogliardi e capitan Augustin Fabi, rispettivamente con 14 e 15 punti.

Unieuro Forlì – Tramec Cento 63-62 – Riacciuffa per i capelli la gara Forlì, sotto di 8 punti a meno di cinque minuti dal termine, grazie al canestro di Nathan Adrian a 7 secondi dalla fine. Cento può solo recriminare per il 56% ai liberi.

Caffè Mokambo Chieti – RivieraBanca Rimini 74-83 – Prima vittoria in trasferta della squadra riminese con la coppia Usa in bella evidenza: Derek Ogbeide 21 punti e 10 rimbalzi, Jazz Johnson a quota 18. Per Chieti, ultima il classifica, brutta sconfitta, ma con il 20% da tre punti e il 50% nei liberi non si può pretendere di vincere.

Tassi Group Mantova – Kigili Fortitudo Bologna 89-80 – Senza il suo top scorer Pietro Aradori e Steven Davis la Effe cade a Mantova, non bastano i 23 punti di capitan Matteo Fantinelli. Per Mantova ottima la prova dei due americani Laquinton Ross, 20 punti, e Anthony Miles, a quota 16, da rimarcare anche i 15 punti di Giovanni Veronesi.

(Nella foto Ueb/Pregnolato di copertina, Pepper e compagni hanno perso l’imbattibilità interna contro Ferrara)

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